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Ultima ora / Loano, arresti domiciliari all’ex consigliere Pci, dr.ssa Patrizia Lanzoni, per assentismo al Comune di Sanremo

Patrizia Lanzoni, 61 anni, laureata in pedagogia, consulente della Cooperativa Nuova Assistenza di Novara, a 24 anni era consigliere comunale a Loano. Due legislature nella lista del Pci, la prima volta eletta alle amministrative del 1978, con 101 prefenze. E’ tra i dipendenti del Comune di Sanremo colpiti da ordinanza di custodia cautelare, con arresti domiciliari, nell’ambito della maxi inchiesta assenteisti a palazzo Bellevue. Il papà di Patrizia è rimasto un vecchio compagno, pensione di artigiano edile, attivista, duro e puro; ora abita a Balestrino. Una famiglia originaria di Ferrara, gente seria e lavoratori, mai coinvolta in vicende poco onorevoli. 

Patrizia Lanzoni,nel 1978, eletta consigliere comunale di Loano nella lista del Pci con il 24, 21% cento dei suffragi e 101 preferenze (foto archivio trucioli.it)

Accusa per tutti: truffa aggravata e continuata in concorso ai danni dello Stato e falso in atto pubblico aggravato e continuato in concorso. Le prime notizie che nell’operazione giudiziaria che ha terremotato il Comune di Sanremo, risultava coinvolta Patrizia Lanzoni sono iniziate a circolare nel primo pomeriggio di giovedì. Non è dato a sapere se in seguito alle perquisizioni, anche domiciliari, o al passaparola tra gli addetti ai lavori (avvocati difensori) e da questi alle famiglie interessate. L’indaghine che si protraeva da due anni, è affidata alla Guardia di Finanza. La riservatezza pare sia stata pressoché totale e la sorpresa ha scosso, messo a rumore,  l’intero ponente ligure. Si aggiunga che il blitz ha fatto il giro di tivù e web nazionali.  Solo successivamente, nella serata di giovedì, con la diffusione di tutti i nomi dei dipendenti comunali indagati, è emerso la presenza di Patrizia Lanzoni.

A Loano è considerata persona a modo, solare, conosciuta per la passata attività politico – amministrativa che negli ultimi anni aveva tuttavia di fatto abbandonato. Si faceva viva invece all’asilo nido della Fondazione Stella. Era, infatti, la consulente della Cooperativa Nuova Assistenza, onlus, con sede  a Novara e a Genova, e che si è aggiudicata il servizio educatrici. Poco più di tre anni fa aveva vinto la gara e con il nuovo Cda di Fondazione è arrivato un ulteriore rinnovo triennale, sempre a seguito di gara pubblica. In questo ambito Patrizia Lanzoni faceva saltuarie visite all’asilo nido per verifiche e riscontri, incontri, riunioni..

Era stata eletta la prima volta in consiglio comunale nell’aprile 1978 (sindaco Giuseppe Guzzetti)  con 101 preferenze. I candidati di lista erano  30, in ordine alfabetico, escluso il capolista Costa Vener (compianto). Tra gli eletti  figuravano Costa (classe 1927),  Lorenzo Cambiaso (classe 1948),  Ezio Borghi (compianto, classe 1917),  Luigi Di Lorenzo (classe 1947),  Lucia Fantuzzi (compianta, classe 1949),  Fiorenzo Gimelli (classe 1954),  Giuliano Gualandi (compianto classe 1922).

Patriazia Lanzoni,  ricandidata nel 1983,  a 29 anni, consigliere uscente, neo laureata in pedagogia. Una persona a modo, educata, gentile, semplice. Non sono molti i loanesi, in particolare le ultime generazioni, che conoscono il passato impegno politico ed amministrativo (dai banchi dell’opposizione) della dr. ssa Lanzoni e tantomeno a conoscenza che attualmente svolgeva il ruolo di coordinatrice pedagogista degli asili nido comunali di Sanremo, con la qualifica di funzionario amministrativo Servizio Asili Nido. L’accusa per truffa aggravata e falso, va da se che dovrà essere confermata da una sentenza. Nell’ordinanza cautelare è indicato un danno erariale per le casse del Comune di 1498 euro. Tra gli inquisiti alcuni  hanno addebiti per somme superiori, altri per cifre minori, anche poche decine di euro.

I provvedimenti sono stati firmati dal Gip Alessia Ceccardi, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica,  Maria Paola Marrali, che ha coordinato l’inchiesta.  Complessivamente nei guai  sono finiti 196 dipendenti  su 271 controlli, con una macchina comunale che in tutto ne conta 528.  Sono dislocati in 21 sedi dove gli inquirenti hanno dislocato telecamere ovviamente nascoste. L’operazione è chiamata, non casualmente, Stachanov (operaio russo che per la sua produttività ebbe dal regime sovietico una medaglia alla gloria mineraria) ed ha fotografato, stando alle parole del procuratore capo Giuseppa Geremia,  un sistema di illegalità  diffusa che “in questo territorio non ha precedenti per dimensioni e chiarezza”.  Aggiungendo: “Sembra impossibile che  all’interno di un ufficio pubblico non ci si accorgesse di un fenomeno così grave, né del deserto  che circondava altri uffici vicini”.  “Omertà diffusa? Silenzio per timore di ripercussioni ?” scrive il cronista di Sanremo Paolo Isaia sul Secolo XIX e La Stampa. E ancora: “…eppure le assenze erano davvero clamorose in quanto a numero di ore e giorni di lavoro per ciascuno degli arrestati. Ad incastrare i dipendenti infedeli un pool di soli quattro finanzieri: un luogotenente, due brigadieri, e un appuntato scelto, al comando di un capitano”….

Tutti gli inquisiti abitano a Sanremo e nel comprensorio, con la sola eccezione di Patrizia Lanzoni che ha mantenuto la residenza e l’abitazione a Loano, con un probabile ‘appoggio’ abitativo nella città dei fiori. Patrizia, per quanto si sa, non faceva la dolce vita, non frequentava salotti, si era in parte estraniata dal mondo della politica. A Loano era considerata per il suo impegno nel sociale a favore dei bimbi. E’ noto che era apprezzata negli ambienti della Regione Liguria, di Loano è infatti l’ex capogruppo del Pd, Antonino Miceli, ex sindacalista CGIL, a sua volta consigliere comunale e capogruppo. Patrizia, persona specchiata, fino a prova contraria, rigorosa, finita nei guai per una manciata di euro in una realtà da Bel Paese che solitamente parla e racconta di cospicui arricchimenti facili. Per Sanremo, il magistrato inquirente Paola Marrali, parla di “Un sistema scellerato “.

Tra i retroscena che spuntano dall’inchiesta, c’è anche il caso di Patrizia Lanzoni, come anzidetto coordinatrice pedagogica degli asili nido comunali, ruolo che richiede numerosi spostamenti. A lei, la Procura contesta numerose mancate timbrature – sarebbero quasi un centinaio- che la funzionaria avrebbe motivato con una sua “dimenticanza”. Solo che, per capire dove si trovasse realmente negli orari finiti sotto esame, gli investigatori hanno tracciato il suo cellulare. Scoprendo che non si era mossa dalla provincia di Savona, rimanendo la maggior parte delle volte a Loano (sua città di residenza) o al massimo spingendosi fino ad Albenga.

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