Trucioli

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Minacce ad Alassio: il sindaco Canepa in caserma, il presidente Invernizzi nei guai

Negli ambienti politico- amministrativi di Alassio la notizia è all’ordine del giorno. Il sindaco dr. Enzo Canepa, subito dopo il vivace alterco con l’alleato di maggioranza e presidente del consiglio comunale Rocco Invernizzi, si era recato nella caserma dei carabinieri per ‘denunciare’ l’accaduto. Lui nell’esercizio delle sue funzioni e al momento della ‘rissa sfiorata’ si trovava nel suo ufficio. Per scongiurare un possibile scontro fisico – dalle parole ai fatti – erano intervenuti gli assessori  Simone Rossi e Angelo Vinai. Ora la svolta, con la segnalazione all’autorità giudiziaria.  Seri guai per Invernizzi ? 

Martedì mattina si è tenuta la riunione del consiglio comunale, con momenti di vivace dibattito tra il sindaco e i due rappresentanti dell’opposizione, Angelo Galtieri e Piera Oliveri. C’è chi prevedeva che il primo cittadino potesse fare una comunicazione personale e riferire del brutto episodio di cui era rimasto vittima. Il Secolo XIX, con il corrispondente Luca Rebagliati, solitamente sempre ben informato di fatti e misfatti alassini, ha pubblicato il 18 dicembre: “Sindaco e presidente del consiglio ai ferri corti, anzi cortissimi. E c’è qualcuno che assicura che i due siano quasi arrivati arrivati alle mani e che, tra oggi e Natale arriverà la resa dei conti”. Invernizzi al giornalista aveva risposto con un ‘no comment’, chiede al sindaco”. Canepa da parte sua lapidario: “No comment, di questo argomento non parlo”. Trucioli.it, due giorni prima, aveva telefonicamente contattato Invernizzi.  ” E’ vero che col il sindaco….che lei ha alzato un poltrona… e siete stati divisi….”. Risposta di Invernizzi: ” Non è successo nulla,  balle…una discussione, solo questo….comunque chiedete al sindaco“. Smentito dunque il presunto atteggiamento minaccioso, la lite furibonda in Comune.

Ma il sindaco ‘saggio’ ha ritenuto doveroso – come dargli torto ? – informare dell’accaduto il comando dell’Arma di Alassio. Con un resoconto sottoscritto di cosa era successo, delle parole, dei gesti, dell’intervento di testimoni, pare non solo due. Probabilmente la prudenza ha consigliato di non mettere al corrente il parlamentino e del più che probabile risvolto penale. Peraltro c’è chi parla di un “Invernizzi piuttosto preoccupato dopo aver appreso della visita in caserma del sindaco, immediatamente dopo lo scontro”.

Rocco Invernizzi ormai fuori dalla maggioranza di centro destra che lui rappresentava per NCD del ministro Alfano e che nel ponente ha come maggiore esponente il senatore Minasso. Il resoconto della seduta consiliare ha descritto “Invernizzi relegato all’angolo, anche fisicamente visto che la sua posizione è stata defilata rispetto a quella accanto al sindaco che occupava precedentemente”.  Ha annunciato il avere restotuito le deleghe a bilancio, tributi e società partecipate.

All’origine dell’infuocato diverbio tra il sindaco Canepa e Invernizzi (che era stato preferito all’ex consigliere Fabio Lucchini, ritenuto meno affidabile anche dall’allora commissario del partito Angelo Vaccarezza) la decisione di Canepa di una revisione del regolamento comunale, senza avvertire – pare- lo stesso presidente del consiglio e le minoranze.  Un errore. Ad aggravare la tensione tra il sindaco e Invernizzi, la revoca del taglio  ai finanziamenti della Gesco, presieduta da Mimmo Giraldi, da tempo osteggiato da Invernizzi e si racconta di una discussione piuttosto seria che li aveva visti protagonisti in prossimità di un seggio elettorale. I due, insomma, alle prese con vecchia ruggine. Sta di fatto che il battibecco avvenuto ai primi di dicembre avrebbe superato di gran lunga i limiti dello scontro politico, delle libera discussione, della moderazione che non guasta mai. Anzi. Invernizzi si sarebbe impossessato di una poltrona dell’ufficio del sindaco, cercando di alzarla, brandirla. A questo punto si sono interposti i pacieri, visto che gli animi lasciavano presagire il peggio. Uno spettacolo sicuramente inedito nel pur tormentatissima storia del Municipio di Alassio. E sconfinato nel codice penale.

Perche la minoranza (Galtieri – Nattero) non abbia voluto ‘infierire’ lo si deve probabilmente ad una strategia, vedremo quali i risultati.

Rocco Invernizzi appartiene alla schiera di amministratori comunali di lungo corso. Eletto da tre legislature, personaggio molto conosciuto, titolare di un avviato stabilimento balneare. Faceva parte inizialmente di Forza Italia, è stato assessore, sempre con delega al Demanio (il conflitto di interessi ad Alassio non esiste), durante la legislatura di Marco Melgrati sindaco ed in quella veste lo stesso Invernizzi fu sospeso per 9 mesi dal suo ruolo. Una scelta ‘obbligata’ disse allora Melgrati. E ancora, Invernizzi alleato del vice sindaco Aicardi.

Con ogni probabilità si sarà già pentito di aver esagerato, magari senza riflettere che Canepa non era per strada come un privato cittadino, bensì sindaco nell’esercizio delle sue funzioni. Un reato, se sussiste, perseguibile d’ufficio. Per Rocco Invernizzi forse l’epilogo della rottamazione anche se in suo soccorso potrebbe sbucare l’intramontabile Roberto Avogadro che di brutte figure ha fatto,a sua volta, una piccola e poco invidiabile collezione. Ma ad Alassio se non sono così non vincono le elezioni ?

 

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