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Liguria e Basso Piemonte

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Albenga: Comune, vescovo, parroco. Al Consiglio di Stato la lite per 278 mila €


Nuova tappa nel contenzioso tra il Comune di Albenga, il vescovo ( rappresentante legale dell’Opera Diocesana San Raffaele) e il parroco di San Michele Arcangelo.  In ballo 278 mila euro (di cui 159 versati) per il pagamento di contributi concessori dell permesso a costruire il polo scolastico Diocesano ‘Redemptor Mater’. Il Tar Liguria, come era stato reso noto dai mass media,  nel marzo scorso aveva respinto il ricorso di monsignor Mario Oliveri e di mons. Umberto Busso, assistiti dall’avv. Francesco Bruno.  Il 21 novembre 2013 si sono appellati al Consiglio di Stato, con il prof. Lorenzo Acquarone. Il Comune, ora amministrato dal commissario prefettizio, dr. Giuseppe Montella,  su indicazione specifica del dirigente comunale competente,  ha deliberato di costituirsi in giudizio (Leggi delibera).  

Una vicenda quasi dimenticata dal susseguirsi di fatti ed eventi sulla scena politico-amministrativa ingauna. Nell’aprile 2009 la controversia Comune-Diocesi aveva raggiunto toni ‘acuti’.  Il Secolo XIX del 12 aprile 2009 titolava: ‘Polo scolastico, accuse al vetriolo. Intervento di Volontè (Udc).  Bertolotto spara ad alzo zero. Tabbò risponde per le rime’.

Luca Rebagliati, con la consueta precisione da cronista,  ricostruiva la storia  degli oneri di urbanizzazione richiesti dal Comune per il nuovo polo educativo diocesano.  Si parlava, inoltre, di una proposta di convenzione che il Comune avrebbe avanzato alla Curia: riservare cinque dei 400 posti disponibili ad altrettanti bambini o ragazzi meritevoli per capacità ed impegno, ma con situazioni famigliari che non consentirebbero di studiare. Proposta che è stata rifiutata.

Chi non aveva dubbi, schierandosi con il vescovo, era stato  l’ex presidente della Provincia. Marco Bertolotto, ex Dc a Ceriale, passato al Pd poi lasciato per approdare con le truppe scajolane. Il super primario del Santa Corona dichiarò: “ La scuola paritaria svolge una funzione pubblica, quindi non è giusto che il Comune incassi gli oneri di urbanizzazione; il vero problema è che la civica amministrazione albenganese, nonostante l’amministrazione provinciale da me presieduta avesse trovato le risorse economiche,  non crede nella realizzazione  di un polo educativo pubblico ad Albenga e quindi ostacola lo sviluppo di un moderno polo alternativo”.

Il sindaco Antonello Tabbò (ex Dc, quindi Pd) replicava: ” E’ una cosa talmente assurda che è difficile commentarla.  Non mi sono sconosciuti i motivi della polemica dell’ex presidente della Provincia. Abbiamo ottenuto che il piano di valorizzazione delle caserme preveda alla Turinetto il polo scolastico, il bando è stato epletato e c’è un vincitore”.

Aveva sparato a zero contro le decisione del Comune e della giunta Tabbo, anche l’economo della Diocesi, don Tonino Suetta (da pochi giorni è stata annunciata la sua nomina a vescovo della diocesi di Ventimiglia) che definiva ‘caparbia l’insistenza del Comune di Albenga’. Anche il dr. Angelo Barbero – allora An, già votatissimo consigliere regionale e comunale –  parlò di ‘bieca  operazione di bilancio per dare un contentino  alla componente anticlericale della giunta e a qualche consigliere che sostiene l’amministrazione Tabbò, interpretando a proprio uso una normativa assai chiara”.

Tullio Ghiglione, per la maggioranza, rispondeva: “Don Suetta dimentica molto in fretta che il Comune ha approvato una variante che sbilancia fortemente gli equilibri urbanistici della zona ed del prossimo Puc proprio per consentire la costruzione della scuola diocesana.  Gli oneri sono dovuti per legge, visto che quella scuola offre servizi a pagamento e non a scopo sociale e che non supplisce a mancanza  di offerta pubblica, ad Albenga le scuole ci sono”.

Sta di fatto che nel giugno 2009 è stato notificato il ricorso al Tar del vescovo e della parrocchia. Si chiedeva l’annullamento della richiesta del Comune per il pagamento di 277.598,48€ di contributi concessori per il ritiro del permesso a costruire… oltre alla condanna del Comune di Albenga alla restituzione di 158.799,24 – pari al 50% della somma richiesta – versati  il 6 marzo 2009…”. Il Tar il 10 gennaio 2013, sezione prima, respingeva il ricorso contro il Comune. Il 21 novembre scorso nuovo capitolo della controversia.   Mons. Mario Oliveri e  don Umberto Busso, provvedevano a far notificare  il ricorso in appello al Consiglio di Stato. E il 21 gennaio scorso, il Commissario prefettizio, assunti i poteri della giunta comunale dopo le dimissioni del sindaco Rosy Guarnieri e lo scioglimento del consiglio, ha deliberato di comparire in giudizio a tutela degli interessi della comunità cittadina.


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