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Un augurio per Albenga ? Otto domande a Mauro Zunino: ‘Largo ai giovani con esperienza e via la spazzatura dei ricattatori’

‘Albenga ha bisogno di giovani e ne vedo affacciarsi di meritevoli, di una saggia scuola, di esperienze maturate respirando l’aria dei personaggi che hanno dedicato , con passione e tenacia, il loro tempo libero dal lavoro per portare un contributo alla loro collettività, spesso lasciando da parte il colore politico a favore del fine comune…Comunque fuori la “spazzatura” costituita  dai ricattatori politici, i giocatori di poker politico, gli intrallazzatori”. E’ la prima puntata-intervista del viaggio di trucioli.it tra alcune personalità albenganesi che hanno dimostrato, nella vita pubblica e nel lavoro, meritocrazia, dedizione, il buon esempio del fare.

1) E’ iniziata, con fragore, tra tuoni, lampi e fulmini, la pretattica per la formazione delle liste e la scelta del candito a sindaco di Albenga. Di cosa non hanno assolutamente bisogno la città, la sua economia, le fasce più deboli, ma anche le più produttive?

 Non hanno certamente bisogno di una amministrazione che non lavori serenamente nell’interesse della collettività. Lo affermo per esperienza personale: nei momenti di maggiore serenità, certamente quelli iniziali,  furono iniziati e portati a buon fine arginatura del Centa (in questi giorni il Commissario era più sereno di alcuni suoi “colleghi” Sindaci)  e messa in sicurezza della Città; un ospedale su suolo pubblico; la videosorveglianza nella quale pochi credevano; le rotatorie, l’accordo sul depuratore poi stravolto; il recupero del centro storico; le basi per l’Università d’Agraria; il recupero dell’area archeologica di Campolao; il recupero dell’ Ester Siccardi e principalmente di Palazzo degli Oddi con la sua variazione di destinazione d’uso; 12 nuove aule in appendice alle scuole Paccini, case albergo a Campochiesa; un incremento dei servizi sociali etc.      Nel periodo dell’amministrare sereno si è prodotto molto e portato a buon fine, altro è stato progettato ed impostata la cantierizzazione, ma tutto nel percorso sereno ove le battaglie politiche si tenevano esclusivamente nei luoghi  deputati, come in sede di consiglio o nelle sedi dei partiti, ed avevano lasciato spazio alle opere gestite con criteri di imprenditorialità e al buon senso.

Al momento che le tensioni, per brame politiche, nonché personalismi ed arrivismo immotivato, sono iniziate in sede di riunioni di maggioranza, si è innescato quel percorso durante il quale un amministratore, pur dedicandosi a tempo pieno, passa più tempo a pararsi dagli attacchi e conseguenti danni per la collettività che a lavorare.

Albenga ha bisogno di giovani e ne vedo affacciarsi di meritevoli, di una saggia scuola, di esperienze maturate respirando l’aria dei personaggi che hanno dedicato , con passione e tenacia, il loro tempo libero dal lavoro per portare un contributo alla loro collettività, spesso lasciando da parte il colore politico a favore del fine comune…

 2) Quali sono le tre priorità di Albenga ? Il rinnovo della classe politica e passo indietro di personaggi ormai ‘veterani’ di palazzo civico.

Non credo in un rinnovo completo della classe politica, ma ne  auspico percentualmente il ricambio di almeno un 50%. Comunque fuori la “spazzatura” costituita  dai ricattatori politici, i giocatori di poker politico, gli intrallazzatori;  si, invece, ad esponenti di partito che creino una maggiore coagulazione con i vertici nazionali. Prima di tutto la ragione di Stato, scavalcare gli interessi personali di pochi  per completare il raddoppio ferroviario, quindi la sicurezza, la sanità, il depuratore, nuovi arginamenti per rii e fossati, polo scolastico, recupero degli immobili del centro storico, principalmente il quotidiano della manutenzione alla quale si dovrebbe prestare una maggiore dedizione anche se meno appariscente ma, quando occorre, valutata come indispensabile.

 3) L’esperienza di sindaco, cosa ti ha insegnato, quale consiglio si può dare a chi sarà chiamato al ruolo di primo cittadino ? Dovrebbe essere al di sopra delle parti, il sindaco di tutti o quasi. Nella pratica realtà questo non avviene mai perchè?

 Non solo al di sopra delle parti, ma con una squadra scelta personalmente seppur condivisa con le forze politiche, basata sull’esperienza per singole competenze, con un Consiglio politicamente determinato, tuttavia consapevole delle necessità della collettività. Battagliero, ma non per sradicare un’amministrazione, quanto per stuzzicarla, controllare e condividere linee programmatiche ed interventi, soffiare “su collo”, ma collaborare. Non avviene a causa degli interessi di parte e spesso veri e propri  ricatti, attuati da personaggi discutibili, la cui unica scelta per ottenere fini mirati è quella di candidarsi e raccogliere voti nelle forme meno corrette (e purtroppo spesso essere eletti, la grande delusione della democrazia).

Ritengo, per esperienza vissuta, che la figura del Direttore Generale, scelto dal Sindaco che ne è responsabile, sia particolarmente importante come la è in tutte le società. Un Sindaco non è un tuttologo, può avere competenza e preparazione in alcuni campi, ma deve poter essere assistito da persone della cui competenza e professionalità si fidi.

4)  Il futuro sindaco di Albenga dovrebbe essere scelto nell’ambito dei partiti tradizionali o tra la società civile, sganciato dalle logiche del partitismo. Meglio se rappresenta un trait-union tra le due entità?  

 Tra la società civile, persone che abbiano già dimostrato le loro capacità: principalmente trasparenza, gente del territorio, possibilmente cresciuta sul territorio, meglio  se nel percorso di vita più duro ed  impegnativo, conoscitore dei problemi sociali, attivando verso gli altri quei percorsi che avrebbe voluto trovare sul suo cammino di lavoro e vita  che hanno contribuito a fargli raggiungere risultati. Una persona alla quale quando si stringe la mano si sente determinazione, fermezza, ma anche sensibilità. Ciò non toglie che possa avere una militanza politica: non credo che coloro che hanno svolto mansioni politiche siano tutti da rottamare, pur se la cronaca quotidiana porti a pensare di poter generalizzare. Sarebbe un grande sbaglio, che allontana i migliori dalla Cosa Pubblica, temendo essi di essere confusi con gli intrallazzatori, e lasciando quindi spazio a chi invece….intende intrallazzare!

5) E’ più saggio e foriero di concretezza segliere nel mondo dei giovani, oppure è una garanzia privilegiare l’esperienza di chi ha alle spalle anni di consiglio comunale, di giunta o persino di sindaco ?

 Giovani trentenni o quarantenni che crescano e raggiungano completa autonomia ed esperienza; assistiti, nel percorso,  da personalità che abbiano dato segno di competenza, passione ed interesse per il bene della collettività. Da scartare c’è molto. Cerchiamo il meglio anche da coloro che in “buona fede” hanno fatto cadere una amministrazione e che poi si sono resi conto d’aver compiuto uno sbaglio trascinati dalle mele più marce.  Ma esaminiamoli attentamente, non basta aver chiesto scusa.

6) L’elettorato albenganese è composto per il 3 per cento da indigeni, l’87 per cento da nuclei meridionali. Il mondo agricolo nel Dopoguerra votava Dc, ma anche esponenti del Pci come Emidio e Angelo Viveri. Nel 2010 è stata la volta di un sindaco leghista e del centro destra. Albenga è una città fondamentalmente di destra, come altre cittadine del ponente ligure, raccaforte di conservatori e moderati, clericali, dove tuttavia vinse il sì per aborto e divorzio.

 Albenga ha sempre, politicamente, anticipato gli accadimenti nazionali. La nostra storia politica è ben nota, nel tempo  è  stata  prevalente  la considerazione degli  interessi della collettività, per i momenti più delicati scaturiti in  ribaltamenti è sufficiente guardare da quali personaggi è partita prima la paralisi quindi la caduta di una amministrazione. Se ne potrebbe trarne la considerazione che uno sbarramento iniziale con delle primarie anche per i Consiglieri e premi in percentuali più consistenti per chi va a governare potrebbero limitare questi danni.

7) Albenga detiene un zoccolo duro di politici affaristi il cui obiettivo è soprattutto il potere ed il tornaconto personale ? Cosa pensi dei voltagabbana che tradiscono il gruppo o la maggioranza in cui sono stati eletti, anziché rassegnare le dimissioni e rimettersi in gioco attraverso le elezioni? 

Il disinteresse per la politica di una grossa percentuale della collettività, e spesso dei “migliori” come ho prima affermato, unita alla cosiddetta maggioranza silenziosa, lascia spazio a coloro dei quali mi si chiede il parere. Presumo che  conseguenza anche della scarsa affluenza alle urne sia dovuta al panorama che si propone.  Rare le eccezioni come, mi si perdonerà la presunzione, la candidatura mia e del movimento politico di supporto che nel 2001 portarono un incremento  di votanti. Un segno ?   bisognerebbe che tutti i cittadini contribuissero al ricambio e non lo subissero; per tale ragione sarei favorevole a delle primarie anche per i Consiglieri.

 8) E’ una città matura per una svolta o rivedremo, anche per colpa degli elettori, le solite facce e attori ? Le solite danze?

 Onestamente non lo so…………………..auguro tutto il bene possibile alla nostra città, di conseguenza mi auspico che i nostri concittadini riflettano e vadano al  voto seriamente, lasciando la protesta fuori dai seggi. Auspico che la prossima amministrazione possa operare con un forte consenso proveniente da segnali chiari che non sorgano o siano residui tra l’astensionismo o il voto di protesta, ma frutto di una indicazione ponderata e costruttiva, fondamentalmente in buona fede, scevra da ogni pressione.

 

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