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Liguria e Basso Piemonte

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La lettera (2) Ho proposto la Metropolitana Ligure. Risponde l’ingegner Bonfiglietti

La ‘Metropolitana Ligure’ a 4 binari ? Ci sono i fondi europei Horizon 2020. Proposta per la Regione Marche, ma in Liguria è fattibile?  Non ha dubbi una esperto e memoria storica della ferrovia, in particolare, nel Ponente: l’ingegner Filippo Bonfiglietti, scrittore e da anni portatore di proposte. 

Leggendo l’articolo del Signor Filippo Bonfiglietti sul raddoppio della tratta ferroviaria, alcuni mesi fa ho proposto alla Regione Liguria la “Metropolitana Ligure” a 4 binari, quelli interni, separati fisicamente,  per l’alta velocità e gli esterni per il traffico locale. Si tratterebbe di spostare l’attuale ferrovia sotto l’Aurelia, bypassando i fiumi ed i torrenti presenti e collegandola con l’attuale metrò genovese.

Aggiungo che ci sono fondi europei specifici chiamati Horizon 2020. Per la mia regione le Marche ho proposto la “Metropolitana Adriatica” avendo anche noi la ferrovia lungo il litorale. Penso che l’unione di più Regioni per uno stesso scopo, porti a maggiori finanziamenti.
Cordialità.
Leonardo Maria Conti

RISPONDE L’INGEGNER FILIPPO BONFIGLIETTI

La linea ferroviaria litoranea, in Liguria, è già a doppio binario, eccettuati il tratto tra S. Lorenzo e Andora (tuttora in costruzione) e quello tra Andora e Finale (circa il dieci percento del totale). Quindi l’idea di raddoppiarla ulteriormente non si pone, mentre è assurda l’idea di aggiungere due binari a quelli già esistenti, che equivarrebbe a rifare la linea di sana pianta abbandonando quella già fatta.

L’idea di spostare l’attuale ferrovia sotto l’Aurelia è impraticabile per diverse ragioni. La prima è che una ferrovia non può seguire le curve di una strada, perché i raggi sono molto più ampi; la seconda è che la ferrovia ad alta velocità non può essere parallela a quella a bassa velocità perché i raggi delle curve della prima sono molto maggiori di quelle della seconda; la terza è che non non si capisce quale vantaggio ne verrebbe.

E il concetto di bypassare i fiumi e i torrenti presenti, per un ingegnere, si traduce nel fare ponti e gallerie: cosa che è già stata fatta ampiamente per la ferrovia attuale, che corre sostanzialmente parallela all’Aurelia pur viaggiando in sede propria. Io credo che il sig. Conti non si renda bene conto di ciò che propone: ma può immaginare una ferrovia che si arrampica sotto l’Aurelia su per il Capo Mele o per il Bracco, quando già gli ingegneri di centocinquant’anni fa l’anno tirata dritta e in piano in sede propria? E ha un’idea della differenza tra le pendenze che si possono avere su una strada normale e su una ferrovia?

Casomai, almeno nel Ponente lLigure, si sarebbe potuto approfittare dell’antica ferrovia a un binario per farci viaggiare sopra un tram su sede propria. Ma le varie amministrazioni comunali hanno preferito abbattere i viadotti e cancellare ogni traccia di binario.

Ho risposto solo perché penso che ogni idea propositiva meriti di essere presa in considerazione, non tanto per il suo valore quanto per il “moto d’animo” che l’ha prodotta. Ma onestamente, quanto alle ferrovie, credo che la parola spetti di diritto solo a una categoria di professionisti che, di queste cose, si occupano da almeno cinquemila anni e quindi hanno accumulato anche un briciolo di esperienza: gli ingegneri.

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