Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona la lista civica di Nat Russo. Dagli Ostinati, a Forza Italia, ai 5 Stelle ?

Dal dopoguerra ad oggi, a Savona, la sinistra ha governato 64 anni tondi. La destra dal 1994 al ’98, con Francesco Gervasio, sindaco massone galantuomo nella città delle ‘logge’. Per un anno, dal 2005 al 2006, è stato ‘reggente’ Francesco Lirosi,  già sindacalista Carisa. A quattro mesi dal rinnovo del ‘parlamentino locale’ c’è chi ‘sogna’ una grande coalizione civica di centro destra e coinvolgere  il Movimento 5 stelle. Abbiamo contattato sei ‘politologi’, di diversa estrazione sociale e culturale. Tutti, concordi, hanno escluso questa eventualità.  Da un mese è sceso in campo con grande impegno ‘civicness’ che fa capo a Nat Russo (nulla a che fare con la famiglia di politici ed avvocati) attraverso l’omonimo blog informativo. L’obiettivo che si sussurra è creare un’alternanza alla sinistra con tutte le opposizioni. “Dall’esperienza degli Ostinati – annuncia Russo – nasce un nuovo movimento politico, aderisci alla lista civica”.

Nat Russo promotore di una lista civica nella foto del blog civicness

Tra i primi a non ritenere  realizzabile e soprattutto vincente una ‘grande alleanza di centro destra’ c’è l’Udc che, a Vado Ligure, ha già dato un segnale preciso di patto con il Pd. “A Savona – osserva il politilogo centrista –  il centro destra non esiste, se non in teoria sulla carta.  Non ci sono speranze. Il terreno si deve coltivare nel tempo, i gruppi  di coesione non si creano nell’arco di pochi mesi. Quelli che si vedono in giro sono i soliti cespugli, fuoco di paglia, al di là dell’entusiasmo e della buona volontà. Per vincere ci vuole una squadra  affiatata”.

Un politologo di area Pd osserva: ” Non ci capisce ancora da che parte vogliono stare i sostenitori di Nat Russo, per ora restano aderenti. La lista di nomi spazia dall’estrema sinistra, alla sinistra, al centro, qualche ex destra, un teologo socio onorario del Rotary. Io penso che in parecchi non sapiano se sono a destra o a sinistra. Inutile girare attorno, il tentativo di raggruppare persone di diversa estrazione sociale e culturale, è già stato fatto in passato anche a Savona. Addirittura con il sostegno aperto della locale redazione de La Stampa che in pochi mesi ha ‘promozionato’ con molti articoli, resoconti di adesioni, di programmi, di annunci e illusioni. Tutti dovremmo sapere come è andata a finire. Un flop nonostante la presenza di personaggi  noti nel mondo delle professioni, del commercio, dell’artigianato, della società civile”.  Ci riprovano altri sotto altre vesti?

Il terzo  politologo di area socialista: “Ho seguito inizialmente, da osservatore, questo gruppo che si riconosceva, in parte, negli Ostinati, conosco gente perbene, colta, preparata, dove si è ritrovato pure qualche (ex) grillino. La condivisione di scelte e strategie è stata breve, si sono dapprima spaccati, si sono ritrovati con la ‘mente pensante’ Nat Russo,  insegnante; a loro volta si sono divisi. Tra l’altro, sono stati i veri artefici dell’indagine promossa dalla Procura della Repubblica a proposito della Piscina della Rari Nantes,  dei rapporti tra Palazzo Sisto e la Società Biancorossa. Avevano trovato un punto di appoggio in Cristian Abbondanza, il tenace ed informatissimo blogger genovese della Casa della Legalità.  Dopo una delusione iniziale, dovuta ad un incontro con l’allora capo redazione del Secolo XIX, Cladio Caviglia, il giornale a fine ottobre  aveva dato molto spazio alla vicenda, conseguente all’esposto della stessa Casa della Legalità. Siamo in attesa e curiosi dell’epilogo, almeno nella fase  istruttoria”.

L’assessore Luca Martino aveva tuonato dalle stesse colonne: “Assurdo colpire una società benemerita.  Campagna d’odio, sono disguastato”. In questi ultimi giorni Il Secolo XIX- Genova ha dato conto dell’inchiesta ‘spese  pazze in Regione’ del gruppo Idv ed  è emerso che l’assessore (a Savona)  Elisa di Padova (Cultura, politiche giovani, eventi, Università, Ced) in un interrogatorio disposto dalla Procura della Repubblica di Savona ha ammesso di aver ricevuto un piccolo ‘aiuto’ dall’allora presidente  Pesce (poi fallito) del Savona Calcio.

Un quarto interpellato di area già Pdl afferma: ”  Nel 2010 si era pensato ad un terzo polo per Savona.  Ripartire dalle persone che hanno certificato con il loro impegno e la loro dedizione  a dare un contributo alla città di Savona, costruendo insieme progetti concreti  e non soggiacenti ai soliti gruppi di interessi.  Allora riscuoteva consensi  Federico Delfino. Il forte disagio nella conduzione del Pdl c’era ed è continuato soprattutto con lo strapotere di Vaccarezza. Doveva essere l’avvio di un terremo e di una sfida, invece  siamo arrivati al nulla di fatto. Mentre sull’altro fronte, quello di sinistra, possono contare sul potere effettivo: dalle banche alle cooperative, al sindacato, alla Confindustria locale. Se pensiamo che a Savona per il Pdl-Forza Italia si era autocandidato sindaco Vaccarezza, che si è riproposto ad Albenga, da 26 anni politico-amministratore di professione, vuole dire che il rinnovamento del centro destra è rimasto in soffitta, purtroppo”.

A proposito, gli organi di informazione hanno scritto che è stato condannato a 4 anni di reclusione Raffale (Lele) Uzzato per la truffa milionaria quando era presidente dell’Inter Club. 35 le parti offese per  2 milioni e mezzo di risparmi andati in fumo.  Uzzato ha scritto un’interessante lettera-autodifesa che il Secolo  XIX ha riportato e merita di essere letta.  Sarebbe utile sapere – perchè la storia sarebbe ancora più ‘misteriosa’ – se si tratta di un omonimo o meno del Raffaele Uzzato che risultava ufficialmente iscritto al Pdl di Savona, insieme ad Andreas e Lucrezia Uzzato.  Il numero di adesione di  Raffaele era 4801887.  E chi sono i ‘piemontesi’ che il condannato tira in ballo nella lettera?

 

1 ) Un articolo di Nat Russo su civicness: Sindaco Berruti di qualcosa di renziano !

L’ALBO PRETORIO VA RIFATTO

di Nat Russo

L’Albo Pretorio del Comune di Savona, lo specchio virtuoso della nostra democrazia comunale, ha qualche serio difettuccio. Per esempio: permette che si posti una determina con una discrepanza di anni tra la sua emanazione e la sua pubblicazione, priva degli allegati, senza una data corretta, o addirittura doppia ma con due numeri di registro diversi.

Un Albo Pretorio On line dovrebbe essere un software vidimato da un organo di controllo, visto che le delibere pubblicate non si possono ritirare.

Ma vi è anche un aspetto politico: tra quanto deciso politicamente e quanto applicato operativamente ci deve essere una stretta connessione. Il cittadino deve sapere chi ha pensato cosa e chi lo ha attuato come. Per questo sarebbe interessante che nell’albo ci fosse esplicita traccia del collegamento tra determina e delibera. Non è un cavillo da azzeccagarbugli. Vi sono esempi in cui la volontà di una delibera è stata travisata in una determina. Oppure vi sono determine che sembrano partire motu proprio dai dirigenti, e di cui gli assessori o i consiglieri dicono di non saperne nulla.

Sarà così? Basta questo piccolo accorgimento ed anche questo problema è risolto.

2) Soddisfatti e rimborsati

SODDISFATTI O RIMBORSATI?

Di Nat Russo

Quello che succede nel Consiglio Comunale di Savona sfugge all’umana comprensione. Sembrava che ci si fosse trovati di fronte ad un atto di insubordinazione politica fuori dalla grazia di Dio quando due consiglieri di maggioranza, dati alla mano, hanno posto ad un assessore una serie di contestazioni (che la diplomazia politica ama chiamare interpellanze) sui conti pregressi e sulle modalità di gestione delle piscine comunali. Dire che la risposta dell’assessore è stata evasiva e che la disattenzione in aula era palese equivale ad essere malati di inguaribile ottimismo pernicioso. Ed infatti la ferma risposta del consigliere è stata di essere insoddisfatto. I pochissimi cittadini presenti hanno pensato: chissà che seguito da thriller.

Nulla di tutto ciò. Il consigliere, pochi minuti dopo, ha mutato la maschera facciale in un disteso sorriso ed ha posto delle decisive proposte di modifica di una determina in discussione sulla tassatività di non addobbare con delle tendine i futuri dehors della Darsena. Prontamente accettate. Che vittoria gloriosa.

Presenterà una nuova decisiva interpellanza sulle piscine la prossima volta, hanno pensato i meno cinici. Macché il suo spazio mediatico se l’era già guadagnato, non farà più niente, hanno pensato i più. Indovinate voi chi aveva ragione?

Esiste una legge sulla customer satisfaction politica equivalente a quella del commercio: soddisfatti o rimborsati? Esiste un diritto al recesso del consigliere votato da parte dell’elettore tradito? Purtroppo ancora no.

3) NE’ SPARTA NE METROPOLIS

NÉ SPARTA NÉ METROPOLIS

Di Nat Russo

Uno dei problemi più gravi che affligge il Comune di Savona è una perniciosa commistione tra government e governance. Chi amministra pro tempore la cosa comune con compiti di indirizzo (essendo stato legittimato dagli elettori) e chi lo fa longo temporecon compiti esecutivi (essendo stato legittimato dalla vincita di un concorso) dovrebbero essere due facce distinte ma della stessa medaglia di buon conio: la pratica del buon governo.

Cosa succede invece spesso?

  • Ora sono due facce contrapposte in una continua lotta di prevaricazione l’una sull’altra che porta all’immobilismo.
  • Ora sono due facce sintoniche all’avvallo comune della malagestio.

Come rompere questo circolo facendolo diventare virtuoso?

Introducendo un elemento terzo: il controllo dei cittadini, favorito dall’accessibilità costante all’informazione del loro operato. Una semplice prassi di trasparenza oggi resa assai facile da internet consiste nella pubblicazione permanente in libera consultazione sul sito del Comune non solo delle delibere politiche di giunta e di consiglio (cioè le decisioni politiche assunte ufficialmente), che sono la testa del provvedimento, ma anche le determine dirigenziali (cioè i documenti tecnico-finanziari attuativi di una delibera) che di quel provvedimento sono le gambe. Oggi esse sono presenti per un tempo limitatonell’albo pretorio on-line.

Cosa si scopre talvolta con sorpresa (ma dopo una certa fatica per la ricerca della documentazione)?
Che la testa/delibera e le gambe/determina non appartenevano curiosamente, allo stesso animale.

Di qui l’esigenza di una sistematica pubblicazione permanente e correlata di ogni atto deliberativo ad ogni atto esecutivo, rendendola all’istante pienamente legittima e coerente, non solo giuridicamente (come è oggi), ma anche eticamente.

Non ci piace né la Sparta di un oligarchico potere dittatoriale né la Metropolis di un incontrollabile flusso burocratico di informazioni, dove per ogni bit in rete, c’è sempre il sospetto del frusciare dei soldi pubblici nelle tasche sbagliate di qualcuno.

Vogliamo Savona, la città che ha inventato il prodotto che rende le mani pulite.

MARTEDI 28 Gennaio 2014

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