Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Rocchetta di Cairo, per i tedeschi ‘il covo dei ribelli’. Bombardata dagli alleati…7 morti

Nella seconda quindicina del mese di luglio 1944,  scriveva il rocchettese Pierangelo Tognoli, sulle colline cairesi del Pianelazzo, fu costituita la Brigata Savona, composta da giovani di Savona, Cairo, Rocchetta; ebbe il comando di tale formazione il capitano di marina, Giuseppe Dotta, “Bacchetta“.

La brigata Savona, forte di 500 uomini, nel settembre dello stesso anno fu attaccata dai tedeschi che salirono sui monti concentricamente da Cairo, Dego, Piana, Sassello, Savona ed Altare.  I combattimenti durarono qualche giorno: alla fine i partigiani, pratici della zona, respinsero l’attacco.

La vita della macchia era rischiosa e ricca di incognite. Per coloro che, obbligati, non si presentavano al servizio militare repubblichino, era comminata la pena di morte e i genitori del renitente correvano il rischio di venire arrestati o di subire il ritiro delle tessere annonarie. Malgrado ciò le file dei partigiani si ingrossavano enormemente, tanto da rappresentare una fastidiosissima spina per i nazi-fascisti che occupavano le città.

Rocchetta di Cairo, definita dai tedeschi “il covo dei ribelli” fu messa in stato di assedio continuo e, molto spesso, venne imposto il coprifuoco che si protrasse in alcuni periodi, per venti o più ore giornaliere. Tale coprifuoco veniva sospeso solo per brevissimi momenti al mattino e alla sera per permettere ai cittadini di sbrigare le loro faccende, fare provviste ed accudire agli animali domestici. Le incursioni che risultarono più disastrose furono quelle del:

  • 13-6-1944 ore 7,30 bombardamento a Rocchetta, 7 morti;
  • 20-6-1944 ore 6,20 bombardamento Casazza – Montecatini, 5 morti;
  • 16-8-1944 ore 11,15 bombardamento in località Barcellona, 1 morto;
  • 23-10-1944 ore 12,30 mitragliamento Montecatini – Bragno, 2 morti;
  • 29-3-1945 ore 10 bombardamento a Cairo Capoluogo, 3 morti.

Si verificarono, inoltre, attacchi isolati le cui vittime riportano purtroppo tuttora le conseguenze. Sul finire dell’autunno 1944 e precisamente dal 12 novembre al 20 dicembre, le colline a Nord del capoluogo furono attaccate dalle truppe tedesche della 34a divisione e da reparti di Brigate Nere. La battaglia durò più di un mese e sul campo caddero oltre duecento partigiani e circa tremila tedeschi e repubblicani.

Il triste bilancio della resistenza nel Cairese è stato di venti partigiani fucilati o morti in combattimento nel Comune e sei civili uccisi per rappresaglia dalla forze armate germaniche. Finalmente giunse la sospirata primavera dell’anno 1945 a portare quella pace tanto attesa, quella libertà a lungo vagheggiata e quella speranza di un avvenire migliore in un mondo di fratellanza e di giustizia. La pace mise fine ad una dura lotta, combattuta sui campi di battaglia sulle montagne, negli stabilimenti e nelle città, una guerra spietata che non ha risparmiato nessuno e che ha portato tanti lutti

Bruno Chiarlone Debenedetti

Le inedite fotografie scattate, nel 1944, dai Vigili del Fuoco che intervennero a sgombrare le materie. Si tratta di documenti originali consegnati da un ex-vigile ora abitante a Savona.

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B. Chiarlone

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