Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano ricorda un figlio insigne, a 200 anni dalla nascita di mons. Giuseppe Valerga

Martedì, 9 aprile, a 200 anni dalla nascita, Loano ricorda monsignor Giuseppe Valerga – patriarca latino di Gerusalemme, dal 1847 fino alla morte (1872), quando aveva solo 59 anni – con una conferenza presso la sala consiliare del Comune (ore 16); alle 18 la Santa Messa celebrata dal vescovo diocesano, mons. Mario Oliveri. Almeno due i libri già dedicati all’insigne loanese.  Uno curato dal concittadino don Gabriele Corini (edizioni Delfino Moro) e l’altro da don Bruno Scarpino (Tipografia Stalla). I Valerga: 18 figli, due vescovi, una sorella cofondatrice del Monastero N.S. della Visitazione.

 

C’è un manoscritto, di Felice Valerga, nipote del monsignore, che risale al  1907. Traspare il grande interesse verso la storia di Loano, ravvivato dal volume di storia locale pubblicato qualche decennio prima dal carmelitano  padre Enrico del SS. Sacramento. Qui si avverte, in modo particolare, il ricordo della famiglia Doria, benemerita delle istituzioni civili e religiose.

Una parentesi, anche il  compianto padre agostiniano, don Raffale Bracco, sepolto nel camposanto di Loano, autore del libro “Donna Zanobia del Carretto Doria- La prima turista di Loano” (1971), aveva scritto alcune riflessioni sulla figura del patriarca Valerga, rivelando per la prima volta che Papa Pio IX aveva già stabilito  di crearlo cardinale nel 1873 e che sarebbe entrato candidato papabile nel Conclave del 1878.  Tre pagine di testo che lo studioso dei Doria,l colto padre Bracco consegnò ad un amico compaesano (di Mendatica) e che pubblicheremo sul prossimo numero di Trucioli.it.

Gregorio Penco nella presentazione al testo curato da don Corini, con la collaborazione di don Luciano Pizzo quando erano nella parrocchia di S. Pio X, osserva: “Giuseppe Valerga nacque in seno ad una famiglia  numerosa ed operosa composta da 18 fratelli, piena di zelo religioso, ma anche decisa far valere i propri diritti, ad esempio all’epoca  della   Battaglia di Loano, contro gli invasori francesi. Tra l’altro un fratello di Giuseppe, già carmelitano a Loano, fu vescovo di Miriogidi nelle Indie orientali e una sorella, Gerolama, fu cofondatrice del monastero di Nostra Signora della Visitazione, mentre il fratello Paolo fece un tentativo di vita religiosa fra gli agostiniani di Gennazzano.

Assiduo alle pratiche religiose specialmente presso il monastero di Monte Carmelo di Loano, Giuseppe Valerga studiò a Finalborgo  dagli Scolopi.  Per seguire gli studi superiori, con due fratelli e due sorelle, lasciò la Liguria per Roma ove frequentò il Collegio Romano e L’Università della Sapienza fino alla laurea, con particolare interesse verso le lingue  orientali.

Nella capitale  la cerchia delle conoscenze si allargò con alcuni dei più celebri personaggi del tempo come il domenicano padre Guglielmotti, storico della marina pontificia. E con alcuni conoscenti di reco in Terra Santa.

Ordinato sacerdote nel 1836, Giuseppe Valerga si mise al servizio della Congregazione de Propaganda Fide e nominato segretario di mons. Mussabili quale visitatore dei greci cattolici della Calabria. .…”.

Nello stesso libro, stampato nel 2001, c’è un intervento del vescovo Oliveri in cui ringrazia chi ha voluto e curato la pubblicazione: “Mi piace menzionare don Gabriele Corini, di Loano, che in Palestina sta approfondendo i suoi studi  in Sacra Scrittura….ringrazio padre Gregorio Penco, benedettino, il quale da bravo storico ha accettato di scrivere la presentazione ….”.

Don Corini scriveva: “Per troppi anni la preziosa figura di mons. Giuseppe Valerga è rimasta quasi sconosciuta alle genti liguri, pur essendo nostro illustre concittadino e pur avendo dedicato i suoi anni più preziosi della gioventù alla Chiesa d’Albenga, in specie al suo seminario. …In particolare mi è sembrato importante ripercorrere quelle pagine  della biografia di mons. Valerga che si riferiscono al periodo loanese  e che forse sono rimaste, fino ad oggi,  le più oscure e frammentate.  Proprio per questo ho deciso  di trascrivere accuratamente, dopo un’attenta e appassionata  lettura, la prima parte del voluminoso manoscritto  di Felice Valerga, nipote del compianto Patriarca, che con erudita ed a volte ironica eleganza,  ha riportato puntualmente tutte le conoscenze  necessarie per avere un’idea minuziosa e precisa dell’illustre parente…..Ha pure ridisegnato la Loano ottocentesca con curiosità e dettagli del nostro celebre conterraneo. Al contempo si potrà scoprire aspetti della storia loanese che ne arricchiscono il suo già particolare fascino”.

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