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Bruno Chiarlone e la magia delle Mail Art


Ai margini di una collaborazione con Peter Abajkovics di Budapest.

Cartolina di Bruno Chiarlone

Una delle branche più libere e orientate alla creazione di comunità dell’arte contemporanea è la Mail Art, o arte postale. In questo genere, le opere viaggiano, prendono forma e connettono artisti di tutto il mondo attraverso la rete postale. Una figura di spicco e veterana di questa rete globale è l’italiano Bruno Chiarlone. 

In questo post, presenterò brevemente il suo lavoro, poi discuterò di come ha trasformato l’opera di Mail Art che gli ho inviato e di come questo gesto si inserisca nello spirito della Mail Art e di Fluxus.
Bruno Chiarlone è nato nel 1947 a Cairo Montenotte, in Liguria. Attivo sulla scena artistica contemporanea dalla fine degli anni ’70, il suo lavoro è estremamente variegato: dalla poesia visiva alla Mail Art, dalle installazioni ambientali alle performance.
Nel 1980 è entrato a far parte della rete internazionale della Mail Art, diventandone ben presto una delle figure di spicco. Tanto che il celebre artista italiano Guglielmo Achille Cavellini lo ha invitato a presentare la sua (postuma) celebrazione del centenario della sua nascita, prevista per il 2014.
A Chiarlone si attribuisce il Manifesto per la poetica dell’Eco-Arte, da lui formulato nel 1990. Ha inoltre realizzato grandi murales nella sua nativa Liguria e ha organizzato numerosi progetti artistici, mostre e incontri di networking.
La sua arte trae ispirazione anche dalle tradizioni del Fluxus e del Dadaismo, dove la giocosità, l’incorporazione di oggetti di uso quotidiano e la sfumatura dei confini tra arte e cultura giocano un ruolo centrale.
Una delle tradizioni più belle della Mail Art è l’“aggiunta e passaggio” (add & pass) , ovvero la trasformazione, l’aggiunta e poi la restituzione o l’inoltro delle opere in arrivo. Questo è ciò che è accaduto con il foglio che ho realizzato.
L’intervento di Chiarlone ha cambiato drasticamente il carattere dell’opera, pur lasciando intatti gli elementi originali (la barra marrone e la scritta).
Ha ricoperto lo sfondo con una dinamica rete di linee viola (una sorta di griglia o ragnatela), che ha conferito movimento e tensione alla superficie precedentemente statica.
Il cambiamento più sorprendente, tuttavia, è stata l’aggiunta di due motivi astratti dipinti in colori vivaci (verde, rosso, blu), racchiusi in una cornice simile a quella di un biglietto.
Queste forme sono collocate sopra e sotto la barra marrone, come se la barra le “rompesse” o le separasse. Le forme dei motivi sono giocose, quasi reminiscenti di elementi tipografici (forse una “Q” e una “D”, o un volto).
La scritta originale “in t er no” è stata incorporata in questo nuovo contesto, visivamente più affollato, dove le lettere ora si bilanciano tra i blocchi colorati e la rete viola.
L’intervento di Bruno Chiarlone esemplifica perfettamente lo spirito della Mail Art e del movimento Fluxus.
La dissoluzione dell’autorialità (collaborazione): nella Mail Art non esiste un’opera “finita” e il tradizionale senso di autorialità legato a un singolo artista geniale viene relegato in secondo piano. L’opera è parte di un processo. Il gesto di Chiarlone di dipingere sopra l’opera originale non è distruzione, ma un dialogo visivo. La “mia” opera è diventata la “nostra” opera.
Gioco e contingenza (Fluxus): il movimento Fluxus è caratterizzato da giocosità e spontaneità. Le forme vivaci ed espressive di Chiarlone e la griglia a rete creano una sorta di tensione ludica con la base minimalista. Ha trasformato il punto di partenza serio e concettuale in un’opera visivamente ricca, più “rumorosa” e vivace.
Visualizzazione della rete:
Le linee viola tracciate sullo sfondo possono essere interpretate anche come una metafora della rete di Mail Art. Proprio come le linee si intersecano e collegano diversi punti nello spazio, la rete postale connette artisti provenienti da diverse parti del mondo.
Stratificazione e tempo:
L’opera ora abbraccia non solo lo spazio, ma anche il tempo: il tempo della mia creazione, il tempo del viaggio e il tempo dell’intervento di Chiarlone. La sovrapposizione degli strati racconta una storia di comunicazione.
Nel complesso, la trasformazione di Bruno Chiarlone è un gesto di Mail Art classico, rispettoso ma al contempo radicale, che eleva l’idea originale a una nuova dimensione visiva, dinamica e condivisa.
Peter Abajkovics – Budapest

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