Egregi redattori di Trucioli.it. Essendo imperiese, ma per motivi professionali abito nel Veneto, seguo con interesse i vostri articoli sull’entroterra montano terra d’origine dei miei avi. Vi leggo perché siete molto spesso una voce ‘fuori dal coro’.

Mi pare di aver letto, ma non sono sicura, che vi definite unico blog montanaro della Liguria proprio perché non tralasciate argomenti del territorio con approfondimenti e memoria storica. Mi pare pure di aver letto che il blog è edito da un cittadino di Mendatica. Bel coraggio per chi abita in un piccolo paese!
Con mio marito, siamo in ferie sulla Costa Azzurra, abbiamo raggiunto Nava. Quanti ricordi da bambina all’albergo Lorenzina, nei prati a giocare, le camminate ai forti, l’aria che non soffre dell’inquinamento.
Credevo che scherzassero quanoo siamo entrati in un esercizio pubblico (preferisco non citarlo) per utilizzare i ‘servizi igienici’. “Mi spiace signori ma siamo senz’acqua”. Ho pensato ad un sempre possibile guasto nelle tubazioni del locale. Di conseguenza ci siamo spostati in un secondo esercizio pubblico e la sorpresa si è ripetuta. A quel punto abbiamo chiesto spiegazioni.
“Siamo con i rubinetti asciutti da quattro giorni con gravi disagi, non solo per noi. Questo è il mese, con agosto, anche delle ville e case di famiglie che abitano in Riviera. Purtroppo le nostre sorgenti di Quarzina di Ormea (dopo le alluvioni 2016 e 2020) hanno ridotto notevolmente la portata…”
Mi spiega che la strada per raggiungere quelle sorgenti – la cui competenza, pur essendo già in territorio cuneese, è del Comune di Pornassio – è impraticabile e che la Ditta inviata da Rivieracqua non è riuscita a raggiungere le sorgenti. A mio marito ho detto, non mi convince, spare balle. Siamo nel terzo secolo! Come si può affermare che non facciano manutenzione ad un percorso così vitale per la funzionalità dell’acquedotto pubblico? E si perché ha pure aggiunto che la precaria situazione stradale per le sorgenti
è nota già dal 2022. Non solo, al sindaco di Pornassio e al Comune erano state proposte diverse soluzioni, nulla è stato fatto. Penso al danno economico per le attività commerciali, al disagi per i vacanzieri, al ricorso alle autobotti come si legge che accade spesso in molti comuni della Sicilia. La mia, la nostra provincia, non è Sicilia o Calabria, fortunatamente. Semmai bisognerebbe mandare a casa chi comanda e deve prevedere le eventuali emergenze quando si hanno campanelli di allarme. Prevedere prima e non dopo. Chi legge dirà: ma scrive (dico in fretta dal mio cellulare) come una funzionaria pubblica. Effettivamente è così. Ho un ruolo apicale in Regione Veneto.
Proprio la settimana scorsa sono rimasta incuriosita da un titolo ed un articolo del vostro blog .” Tutti a Nava con gli alpini e 20 sindaci. L’assessore Piana: “Così si favorisce economia e turismo della montagna” https://trucioli.it/2026/07/10/tutti-a-nava-con-gli-alpini-e-20-sindaci-lassessore-piana-cosi-si-favorisce-economia-e-turismo-della-montagna/
In casa sfogliamo spesso l’album delle nostre famiglie e soprattutto ci soffermiano sugli antenati. Mio nonno materno era un alpino del Battaglione Pieve di Teco, reduce della guerra d’Albania e della campagna di Russia. Tra i pochi che sono scampati alla strage di poveri giovani carne da macello.Credo il nonno si stia rivoltando nella tomba a sentire frasi addirittura pronunciate da un assessore regionale, mi pare pure imperiese. Che stupidaggine leggere che un giorno di festa e raduno degli alpini sono utili per rilanciare economia e turismo di montagna. Grazie e fatevi coraggio almeno voi!
Mariastella B.
