A quale Santo rivolgersi affinché vallate dell’entroterra e montagne del ponente ligure possano trovare chi è disposto a fare da apripista con nuove attività imprenditoriali, commerciali, artigiane.
Finora l’unico esempio ‘miracoloso’, a noi più vicino e conosciuto dai più, che le due Monesi hanno di rimpetto, è quello di Piaggia (Briga Alta-CN). E oltre Upera, Carnino, non va male a Viozene (Ormea). Ma è a Piaggia che si è intrapreso il percorso virtuoso.
Ormai, da giornalista, stiamo raggiungendo l’ultimo guado sulla vita terrena e in attesa della ‘chiamata finale’. Da testimone di montagna e di mare, custode della memoria, 59 anni di ‘vecchio mestiere’, testimone di centinaia di ‘gite’, ora di piacere, ora di lavoro i tutti i paesi e i borghi della Liguria ponentini, ascoltando ed imparando dai paesani, giovani e anziani, percependo i primi segnali del declino, sosteniamo la necessita di dichiarare quelle aree ‘zona di crisi per mancanza di posti di lavoro e conseguente spopolamento (sia da parte dello stato, sia della Regione). Abbiamo invocato con testardaggine sgravi contributivi totali e strutturali per i primi 5 anni a favore delle aziende che assumono giovani diplomatisi. Ovvio che di pari passo si scelgano le priorità da finanziare: opere pubbliche (vedi strade provinciali che risalgono a due secoli fa) piuttosto che riversare fiumi di soldi pubblici nelle città che beneficiano della manna dell’attrazione ‘spiaggia’ e ‘ seconde case‘.
Urge, dopo anni di promesse, un forte sostegno finanziario(crediti agevolati), oltre a quanto già sopra indicato, a chi trasferisce l’azienda nelle zone colpite dalla ‘fuga’ quasi di massa e conseguente chiusura di attività. Non si sottovaluti la realtà che anche chi possiede una seconda casa nei paesi o non è più un assiduo frequentatore o non ne usufruisce più. Non già per pigrizia. La desolazione, l’assenza di servizi sociali e strutture commerciali di base (negozi, bar, ristoranti, alberghi). Paesi dove non c’è più il medico. Paesi privi di sportelli automatici delle Poste che consentono di prelevare contanti 24 ore su 24, ricaricare le carte Postepay, pagare bollettini e consultare il saldo. Comunità private del medico di base. Comunità che dove possono rifornirsi di carburante, ha un costo di 20-30 centesimi superiore a pompe ‘risparmio’ che si trovano nelle città grazie alla concorrenza.
Oggi lo Stato e la Regione Liguria si fanno auto-promozione con le pillole, pur utili, della rigenerazione urbana, una goccia che finora, alla prova dei fatti, non ha arresto la ‘peste’ dello spopolamento, né il presente e futuro presidio delle giovani leve. Non è più rinviabile la detassazione totale verso chi svolge attività produttive . Un antico detto: a estremo male, estremi rimedi, ovviamente non intesi come punitivi.
Note di speranza, anche se siamo solo agli esordi, in Valle Gesso, a Entracque 735 residenti. Il rifugio al Lago delle Rovine ha una nuova gestione. Hanno scelto la sfida due sorelle investendo in un progetto di accoglienza capace di coniugare ospitalità, valorizzazione del territorio, prodotti locali e turismo outdoor.
A Entracque si stimano circa 2.000 – 2.500 seconde case. Questo patrimonio immobiliare fa sì che durante i periodi di alta stagione turistica la popolazione del borgo passi a 7.000 presenze. E’ quante ne contava negli anni del boom edilizio e turistico la Valle Arroscia, da Pieve di Teco a Monesi di Triora.Un’area che ha fatto come i gamberi. Non solo non si investe più in seconde case per vacanze (in passato anche invernali per via della neve. Il patrimonio immobiliare, causa abbandono e costante estinzione degli anziani, è sempre più fatiscente. Valle Arroscia che da 30 anni attende il miracolo (ovvero il rilancio è sempre dietro l’angolo) delle promesse politiche di chi raggiunge il potere che raccomanda di essere ottimisti. E non mancano i valletti.

NOTIZIA DA TARGATOCN- Due giovani imprenditrici investono in montagna: inaugurata la nuova gestione del rifugio al Lago delle Rovine. La nuova gestione affidata alle sorelle Maria e Silvia Laurenti. L’assessore regionale Marco Gallo: “Ogni impresa che apre in montagna è un presidio di futuro”
Un nuovo investimento che guarda al futuro della montagna piemontese. È stata inaugurata venerdì 3 luglio a Entracque la nuova gestione dell’area attrezzata del Lago delle Rovine, uno dei luoghi simbolo della Valle Gesso e porta d’accesso al Parco Naturale delle Alpi Marittime.
A raccogliere il testimone, dopo oltre vent’anni di attività della precedente gestione, sono le sorelle Maria e Silvia Laurenti, che hanno scelto di investire in un progetto di accoglienza capace di coniugare ospitalità, valorizzazione del territorio, prodotti locali e turismo outdoor.
All’inaugurazione era presente l’assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna della Regione Piemonte, Marco Gallo, insieme al sindaco di Entracque, Gian Pietro Pepino e rappresentanti delle istituzioni locali.

L’area del Lago delle Rovine rappresenta uno dei punti di riferimento più frequentati della Valle Gesso, meta ogni anno di migliaia di escursionisti, famiglie, sportivi e visitatori che scelgono le montagne piemontesi per vivere un’esperienza autentica a contatto con la natura.
“Quando due giovani imprenditrici decidono di investire in montagna contribuiscono a mantenere vivo un territorio, a creare opportunità di lavoro e a rafforzare l’identità delle nostre comunità alpine” dichiara l’assessore Marco Gallo.
“Come Regione Piemonte – prosegue Gallo – continuiamo a sostenere chi sceglie di fare impresa nelle Terre Alte, perché dietro ogni rifugio, ogni struttura ricettiva, ogni attività che apre o si rinnova c’è un presidio di servizi, di economia e di comunità. Sono iniziative che rendono le nostre vallate più attrattive, contrastano lo spopolamento e contribuiscono a valorizzare un patrimonio naturale straordinario che rappresenta uno dei principali punti di forza del Piemonte“.
La nuova gestione punta a consolidare il ruolo dell’area del Lago delle Rovine come luogo di accoglienza e punto di riferimento per il turismo sostenibile, promuovendo un’offerta attenta alla qualità dei servizi, alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. L’inaugurazione rappresenta un segnale concreto (e non già faremo…vedremo…rilanceremo termini in politichese nella montagna del Ponente ligure e i risultati si vedono) della vitalità della Valle Gesso e della capacità delle nuove generazioni di raccogliere la sfida di fare impresa in montagna, trasformando un luogo di grande valore paesaggistico in un’opportunità di crescita per l’intero territorio.
