Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Polizia di Stato e Arma. Una “goccia” negli organici? 13 agenti a Savona, 9 ad Alassio (che esulta). Carabinieri: 8 marescialli (a tempo) e 21 giovani in divisa. Ko Polstrada. Chi urla ignora anni di Riviera Chicago


La dottoressa Alessandra Lazzari è il Viceprefetto Vicario e Coordinatore della Prefettura di Savona. Il tema più uomini e più controllo del territorio (prevenzione e repressione) delle Forze dell’Ordine nella stagione estiva si ripropone da decenni. Arrivano i rinforzi ma accade che via via lasciano i ‘presidi’ dove sono stati destinati. L’estate dopo, la situazione si ripropone come l’anno prima. Per ora ad esultare sono il sindaco Melgrati, l’assessore regionale alla Sicurezza Ripamonti e il consigliere Invernizzi.

Melgrati: “Un risultato importante per la sicurezza del nostro territorio“.

Da aprile la Prefettura di Savona è senza prefetto. La reggenza  è affidata alla Viceprefetto vicario Alessandra Lazzari che, tra l’altro, è tra le memorie storiche del Palazzo del Governo e della provincia di Savona. Il prefetto rappresenta lo Stato e le Istituzioni democratiche. Purtroppo è di nomina politica. Secondo indiscrezioni locali da fonte partiti di maggioranza al Governo, Lega di Salvini e Fratelli d’Italia hanno il loro ‘preferito’. Ma nel circolo ristretto della Provincia, Forza Italia non vorrebbe essere esclusa. Nel piccolo ciò che è accade in TPL. In stallo il nuovo Cda. Pare che Pignocca voglia restare mentre gli altri seguirebbero le dimissioni del presidente.

Vincenzo Franceri non è un politico di professione, ma un commercialista di Savona. Non è espressione diretta di un partito, ma la sua nomina (giugno 2023) alla presidenza di TPL Linea è stata il risultato di un accordo politico-amministrativo tra i soci. Ha concluso il suo mandato a fine giugno 2026.

Erika Salvadego è una dirigente d’azienda e non un personaggio politico di primo piano. È nota principalmente per ruoli di natura tecnica e gestionale nel settore del trasporto pubblico locale, dove ha ricoperto incarichi come Consigliere di Amministrazione per TPL Linea Srl e Vice Presidente e dirigente del Gruppo Torinese Trasporti (GTT).

L’avvocata Loredana Scalmana. La sua nomina è avvenuta su indicazione delle forze di centrodestra, con un forte riferimento politico all’area di Cambiamo!, il movimento fondato dall’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Gabriele Vercelli, consigliere di amministrazione di TPL Linea a Savona, fa riferimento al partito Forza Italia. L’avvocato savonese è stato infatti inserito nel direttivo della federazione provinciale del partito, rappresentando l’area politica azzurra all’interno della società di trasporto pubblico locale.

Luigi Pignocca, già sindaco di Loano, la spalla di Angelo Vaccarezza,  fa riferimento al partito Forza Italia
E’ segretario provinciale di Forza Italia a Savona. In precedenza Commissario Provinciale.
L’articolo del Secolo XIX di Luciano Corrado del primo marzo 1979

C’è un altro aspetto che alla gente comune e non solo probabilmente sfugge. Siamo arrivati agli anni dello ‘sfoggio’ a tamburo battente di statistiche. E l’incremento di complessivo di attività. In primis il numero di autoveicoli e dei loro occupanti controllati a campione. Non si da più la caccia secondo l’intuito di chi fa servizio, di pattuglia, sulle strade. A tutti o quasi sarà capitato di essere fermat almeno una volta. Ma non manca chi, leggendo i social, rivela che in un mese l’hanno fermato per controlli sei, sette, dieci volte. A nulla serve dire guardia che mi hanno appena controllato. A volte ci scappa un’ammissione: dobbiamo fare numeri e statistiche. E’ producente al presidio del territorio. Una certezza possiamo testimoniarla. Se si percorreva l’Aurelia o strade provinciali  era difficile non notare una pattuglia della Polstrada o dei Carabinieri o della Guardia di Finanza. A secondo del comandante dell’Arma (è vero in anni caldissimi quanto alla gravità di reati) venivano istituiti uno a due posti di blocco 24 ore su 24. Un colonnello li aveva organizzati per un’intera estate. Un  altro sulla base delle statistiche dei giorni in cui si consumavano più rapine predisponeva servizi fissi nella località . I risultati non mancavano. In tono scherzoso: “Vuole dire che cambiano provincia….”. Di fronte a titoli come ‘la malavita scatenata in Riviera, sparatorie, morti, inseguimenti, incendi…”. Oppure la “Riviera nella morsa del crimine organizzato”. “Borghetto notte di sparatorie, la Chicago”.  La città simbolo della violenza da armi da fuoco   negli Stati Uniti.

Chi segue la cronaca della provincia di Savona (dopo i vari passaggi da corrispondente a redattore) dal lontano 1970 si pone qualche domanda che impone una riflessione. Ha un suo archivio di articoli e fotografie. Si è trovato a scrivere, raccontare, documentare, ascoltare oggi prova una forte disagio nel leggere le cronache dei nostri giorni sui quotidiani on line locali, sulla carta stampata ridotta purtroppo ai mini termine e che produce una diffusa disinformazione, scarsa o mancanza della reale conoscenza dei fatti. E non riguarda sotto i temi criminosi, le polemiche, le distorsioni di comodo dei politici di turno. Non si è mai capito, uno degli esempi, se vengono richiesti certi dati (effettive forze di presidio del territorio), ai di là dei mai aboliti pastoni su operazioni protrattesi un certo numero di giorni. Nessun commento di sindaci, assessori, consiglieri comunali, esponenti politici su possibili e significative carenze di organico degli uomini in divisa e di quelli solitamente impegnati in abiti civili. Il passato non insegna, non interessa, non serve come metro di paragone o confronto tra ieri e oggi. Il confronto certo che non c’è manifestazione pubblica, ricorrenza, evento, presenza di un sottosegretario, di un ministro, di presidente di Regione, senza che ci sia la ‘mobilitazione’ delle divise e soprattutto dei loro comandanti. Presenza per tutelare l’incolumità del politico di turno? Auto blu scortate sull’autostrada, lungo le strade provinciali. Auto blu e scorta quasi uno status symbol del proprio potere.

A leggere gli articoli che annunciano significativi incrementi negli organici della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri, nessun cenno alla Polizia stradale e Polfer. Viene in mente un vecchio modo dire “cascano le braccia” tra profondo scoraggiamento, delusione, avvilimento. Frustrazione di chi opera sul campo, per chi ha la responsabilità di un comando provinciale e a cascare caserme di città e paesi, commissariato. La frustrazione non di può palesare. In qualche raro caso interviene il sindacato/i di polizia. L’interlocutore è il ministero degli Interni e a livello provinciale i questori. Sei le organizzazioni riconosciute dal Ministero.

  • SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia)
  • SAP (Sindacato Autonomo di Polizia)
  • SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia)
  • Federazione COISP – MOSAP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia – Movimento Sindacale Autonomo di Polizia)
  • FSP – ES – LS – CONSAP – MP – COSAP – UIL POLIZIA (Federazione Sindacale di Polizia e altre sigle aggregate)
  • SILP CGIL (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia).

L’Arma dei Carabinieri ha i propri sindacati, chiamati ufficialmente Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) dal 2019, in seguito a una storica sentenza della Corte Costituzionale, anche i militari possono costituire e aderire a organizzazioni sindacali.  Le sigle riconosciute dal ministero della Difesa sono sei:

  • SIM Carabinieri, una delle più grandi associazioni per numero di iscritti.
  • UNARMA ASC, che è stata una delle prime organizzazioni sindacali a operare in questo settore.
  • Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC).
  • Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).
  • Pianeta Sindacale Carabinieri – PSC Assieme.

Ricordiamo che già all’esordio del nostro ‘mestiere’ o se volete professione che dovrebbe avere nel suo codice deontologico la corretta e soprattutto completa (per quanto è possibile), il corrispondente dalle varie località, il redattore che seguiva la cronaca nera poteva contare su rapporti di reciproca correttezza tali da non essere tenuto all’oscuro di quanti militari operassero nel comando di compagnia (all’epoca esistevano la tenenza di Alassio e di Cairo Montenotte). Idem per la Polizia, stradale inclusa. La Guardia di Finanza. E la Capitaneria di Porto.

L’accortezza e la sensibilità del giornalista era quella di non rivelare, se non in casi estremi le reali ‘forze in campo’ – le caserme della Benemerita per anni erano aperte 24 ore su 24. Poteva invece essere utile quando- e non di rado- si susseguivano fatti gravi, le notizie savonesi di nera in prima pagina avevano frequente cadenza mensile.

Per almeno due decenni la media degli omicidi si aggirava sui 10-12-15 all’anno. Nell’archivio abbiamo 47 omicidi insoluti e la notizia pubblicata creò non pochi problemi anche ai comandi di regione e certamente oltre. Le rapine quasi settimanali: banche, oreficerie, uffici postali, boutique del lusso. Rapine ad imprenditori sorpresi nelle loro ville. Rari i casi di uxoricidio. I furti in abitazioni, su auto, di autovetture, moto, biciclette non si contavano. Una media mensile di 5-8 attentati o incendi di locali pubblici (night-discoteche), attività artigianali.

Per un certo periodo in alcune località qualcuno preferiva pagare ‘pizzo‘ rispetto al rischio incendio o furti in sequenza. Non c’erano clan albanesi, ma marsigliesi, corsi, in tandem con la ‘ndrangheta dell’estremo ponente, presente pure in 4 località della provincia di Savona, Varazze compresa. Ogni gang organizzata aveva il suo territorio e i suoi confini da rispettare che faceva rispettare. Savona e il circondario rivierasco aveva un semi-clan locale (non parliamo della famiglia ‘ndranghetista che si occupava solo di appalti per movimento terra), si trovava nella zona di influenza della camorra presente a Genova.

Non sono mancate le cronache di frizioni, rivalità, regolamento dei conti (anche atroci, decapitazione, taglio di arti), tra clan per presunte invasioni negli affari loschi (vedi prostituzione sull’Aurelia e Albenga e Savona in centro città, praticamente da Varazze ad Andora non c’era località immune). Le ‘schiave del sesso‘ in strada, oltre alle italiane in graduale estinzione, russe, ucraine, rumene, bulgare, moldave, greche, spagnoli, francesi’ e poi l’invasione delle donne di colore di paesi Centro africani. Una lotta impari, a suon di fogli di via, di decine di identificazioni, denunce per atti osceni, arresti e denunce per sfruttamento della prostituzione. Si combatteva contro i mulini a vento. Accadeva che un’auto dell’Arma o della polizia accoglieva il cronista per documentare l’impegno e l’attività sul ‘campo di battaglia’. Nelle zone più abitate fioccavano proteste, raccolta di firme, petizioni, persino interpellanze parlamentari, in qualche caso ronde ci cittadini.

Uno spunto curioso. Le rare volte che si incontrano sindaci e si parla del problema sicurezza nessuno ha saputo dire se gli organici previsti siano o meno ‘coperti’ o carenti e di quante unità. Non hanno voluto mettere in allarme i cittadini? Nelle stesse condizioni, per quanto abbiamo potuto sapere, è il presidente della Provincia. Lo sanno i consiglieri regionali, perlomeno quelli di maggioranza? Nessuno, a quel che ci risulta, ha dati aggiornati. L’eccezione potrebbe essere l’assessore regionale alla sicurezza leghista Paolo Ripamonti. E’ utile e producente per la comunità non divulgare? Giova al politico e alla politica al governo? In tempi lontani parlamentari eletti in provincia di Savona o di Imperia, di minoranza o maggioranza, chiedevano conto ai ministri competenti con interrogazioni a risposta orale o scritta. E’ cambiato il mondo, si fa per dire. Assistiamo alla gara dei ‘gasati’ al potere di turno di farsi fotografare, mettersi in posa, meglio se sorridenti, con prefetto, questore, comandanti….

Il viceprefetto vicario dr.ssa Alessandra Lazzari

La Prefettura di Savona si trova in reggenza tramite la vicaria, dopo che il dottor Carlo De Rogatis ha lasciato l’incarico per andare in pensione nell’aprile del 2026. Il prefetto, se va male, deve essere in sintonia con il politico da ‘mani sul potere’. La reggenza è  affidata al Viceprefetto Vicario, la Dott.ssa Alessandra Lazzari, 66 anni, che più di ogni altro rappresentante di vertice delle Istituzioni conosce storia e realtà savonese. Il suo esordi (1992). Vincitrice di concorso come “Vice consigliere”. Ha prestato servizio a Savona per 19 anni, diventando “Vice prefetto aggiunto”.  Dal 2011 al 2017 ha prestato servizio in Brianza. Dirigente (2018-2022) alla questura di Torino gestendo anche ruoli legati all’Ordine e Sicurezza Pubblica. E’ rimasta in Prefettura di Imperia ricoprendo l’incarico di Capo di Gabinetto dal 29 luglio 2013 al 14 gennaio A Imperia era anche dirigente dell’area immigrazione.

Da fine settembre 2025 il colonnello Augusto Ruggeri è il nuovo comandante provinciale dei carabinieri. Ha 44 anni, è nato a Roma ed è subentrato al colonnello Vincenzo Barbanera, nuovo Capo di Stato Maggiore della Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” a Torino.

POLIZIA STRADALE – Dal primo giugno  2026 il commissario della Polizia di Stato Giuseppe Rappa è in pensione dopo 40 anni di servizio. Al suo posto arriverà Giuseppe Fusco, attuale vice comandante provinciale e già alla guida della sezione albenganese. Dal 28 giugno 2023.

Era il 3 aprile 2021- La Stampa/  Il Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno ha deciso la chiusura dei distaccamenti della polizia stradale di Sanremo e Finale Ligure. «Siamo dispiaciuti e preoccupati» commentano l’assessore regionale Gianni Berrino (ora parlamentare di Fratelli d’Italia) e la consigliera regionale Veronica Russo di Fratelli d’Italia. «La sede della Polstrada di via Padre Semeria a Sanremo, situata in una posizione equidistante dal confine francese e dalla città di Imperia, è sempre stata indispensabile per garantire la sicurezza stradale e la legalità in un territorio anche di confine per il massiccio  flusso di traffico veicolare e per i diffusi episodi di criminalità. Anche perdere la sede di Finale è una sconfitta per la nostra regione: verrà meno un presidio importante che svolge attività di controllo dei flussi di traffico pesante intorno al porto di Savona».

«Già nelle settimane scorse avevamo espresso la nostra contrarietà a questa decisione con un ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia e votato all’unanimità dal Consiglio regionale, purtroppo però annotiamo che il Governo ha tirato avanti senza tenerne conto, il conseguimento di economie gestionali e virtuose, che sono alla base della chiusura delle sedi della Polstrada, per noi devono venire dopo la sicurezza stradale, la prevenzione e la tutela dei cittadini dalla criminalità».

Dura la presa di posizione di Roberto Traverso del Siap, il sindacato italiano appartenenti della polizia di stato.   «Il decreto di ridimensionamento e chiusura degli uffici della polizia di Stato sul territorio ligure è stato siglato – osserva in una nota – . La perdita sul territorio dei presidi della Polizia Stradale di Sanremo e Finale Ligure sono una sconfitta per le politiche  sulla sicurezza della Regione Liguria. Troppo tardi è arrivato il pur apprezzabile  interessamento dell’assessore Benveduti che ha raccolto Le sollecitazioni del Siap. Ricordiamo che sono passati più di cinque anni da quando il governo Renzi impose restrizioni e chiusure alla Polizia di Stato sul territorio nazionale ma la Regione Liguria  si è svegliata troppo tardi.  Nemmeno due mesi fa». «Perdere presidi di polizia, professionalità e personale preparato sul territorio ligure – prosegue Traverso –  è un grave errore ma lo ribadiamo la responsabilità ricade sulla miopia di chi ha dimostrato a più riprese di non voler investire concretamente sulla sicurezza sul territorio ligure. Ci auguriamo che ci sia un vero cambiamento di rotta e che le istituzioni all’unisono si impegnino a far rafforzare la sicurezza sul nostro territorio attraverso investimenti che sono sempre più necessari per combattere la criminalità organizzata su un territorio fortemente infiltrato dalle organizzazioni mafiose. Per questo abbiamo apprezzato l’interessamento e l’impegno dei sindaci di Sanremo e Finale Ligure i quali hanno messo addirittura disposizione i locali per mantenere aperti i presidi.  Bisogna ripartire da questo impegno e fare In modo che venga presa in considerazione con urgenza la possibilità di riaprire al più presto gli uffici che ad oggi sarebbero costretti a chiudere i battenti».

GUARDIA DI FINANZA – Il luglio 2023 l’annuncio che colonnelloAldo Noceti è il nuovo comandante provinciale della Guardia di finanza di Savona. Prende il posto del colonnello Salvatore Salvo che andrà a guidare il Comando provinciale di Pisa. (L.Cor.)

SICUREZZA, RIPAMONTI: “70 NUOVI AGENTI DELLA POLIZIA DI STATO PER LA LIGURIA, RISPOSTA CONCRETA ALLE ESIGENZE DEL TERRITORIO. GRAZIE AL SOTTOSEGRETARIO MOLTENI PER L’ATTENZIONE DIMOSTRATA”

 

L’assessore regionale leghista alla Sicurezza Paolo Ripamonti con il questore Giuseppe Mariani, 58 anni, leccese. Un ritorno a Savona dopo otto anni, da Dirigente Superiore della Polizia di Stato. Il comandante Capitaneria di porto di Savona – Guardia Costiera Capitano di Vascello Matteo Lo Presti

COMUNICATO STAMPA – GENOVA. Sono complessivamente 70 i nuovi agenti della Polizia di Stato assegnati alla Liguria nell’ambito del piano di potenziamento degli organici disposto dal Ministero dell’Interno. Nel dettaglio, 34 saranno destinati alla Questura di Genova, 13 alla Questura di Savona, 9 al Commissariato di Alassio, 7 alla Questura della Spezia e 7 alla Questura di Imperia. Un rafforzamento significativo della presenza dello Stato sul territorio che contribuirà a rendere ancora più efficace l’attività di prevenzione e controllo a tutela della sicurezza dei cittadini.

“L’arrivo di questi nuovi operatori è una notizia molto importante per il nostro territorio e rappresenta un segnale concreto di attenzione da parte del Governo nei confronti della nostra regione – dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza Paolo Ripamonti –. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni, che ha dimostrato grande sensibilità verso questo tema, accogliendo le istanze che, come Regione Liguria, abbiamo rappresentato attraverso un’interlocuzione costante e con una specifica nota con la quale avevamo richiesto il potenziamento degli organici della Polizia di Stato sul nostro territorio. L’attenzione del sottosegretario Molteni nei confronti della Liguria non è mai mancata – conclude l’assessore –. La sua partecipazione ai primi Stati Generali della Polizia Locale, organizzati da Regione Liguria lo scorso dicembre a Savona, ne è stata un’ulteriore dimostrazione. Per questo lo ringrazio ancora una volta e per suo tramite, ringrazio il ministro Matteo Piantedosi per la collaborazione istituzionale, con l’auspicio di poterlo accogliere nuovamente presto nella nostra regione per proseguire insieme il lavoro a favore della sicurezza delle nostre comunità”.


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