Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ormea piange Renzo Cagna. Una vita all’hotel San Carlo e alla ‘riserva di pesca’

Nel luglio 2017 si era spenta la sorella Rita a 68 anni (vedi trucioli.it…..). Ora ha lasciato la vita terrena il fratello Renzo (Renzino) Cagna, 88 anni, una figura dinamica, popolare e ben voluta non solo a Ormea, in Alta Val Tanaro, in Valle Arroscia. Le esequie funebri giovedì 26 gennaio, alle 15, nella chiesa di Ponte di Nava.

Renzo Cagna, precursore dell’imprenditoria nell’Alta Val Tanaro, è morto nel suo hotel San Carlo

Finché le forze l’hanno sorretto è stato un tenace pioniere-precursore nell’industria alberghiera ricettiva, nella riserva di pesca alla trota, nelle due centraline idroelettriche; per anni ha accarezzato altri progetti che avrebbe voluto realizzare, tra cui una sorgente di acqua minerale. Era un imprenditore che amava il suo paese, sapeva lottare, orgoglioso delle sue origini, delle tradizioni e che ha saputo far fruttare quanto aveva ricevuto ed imparato, facendone tesoro, da un benemerito personaggio quale era il papà Pierino Cagna e dalla esemplare mamma Rina Agaccio, lei donna di casa e di cucina.

Il nome e la generazione dei Cagna a Ponte di Nava-Cantarana è soprattutto legato a tre attività mentre in origine un nonno operava in una segheria. Fiore all’occhiello lo ‘storico’ ristorante-albergo-bar  San Carlo realizzato nel 1960 e da ultimo ristrutturato  sapientemente con le sue 36 camere e 140 posti a tavola. Già alla sua inaugurazione poteva offrire molto confort, allora un ‘unicum’:  una discoteca, solarium, campo da tennis, giardini alberati, tra le particolarità una sorgente d’acqua privata leggerissima.  La seconda attività per Renzo e la famiglia (il fratello Carlo era morto in un  tragico incidente stradale)  la riserva Turispeca del fiume Tanaro. Le vasche per l’allevamento e commercializzazione del prodotto pescato, un autentico polo d’attrazione. Nella riserva sono presenti trote ‘fario’ autoctone e vengono effettuate continue semine di trote iride. E’ una delle poche riserve BIG FISH. La terza, come accennato, le due centralini idroelettriche che forniscono energia anche all’Enel.

Era il 31 luglio 1987 quanto Renzo Cagna, nato ad Ormea  il 12 marzo 1934,  presentava al sindaco, a norme e per conto  della società di ‘pesca turistica alla trota’, domanda  di concessione nel tratto del Tanaro che intercorre  tra la diga della centrale elettrica  di Ponte di Nava  e la diga  della centrale elettrica di Cantarana. “Allo scopo – era scritto –  di promuovere ed incentivare il turismo nella zona, specialmente durante la bassa stagione”. Un richiamo che ha resistito nel tempo e può essere considerato tra i volani del paese quanto a presenze di ‘foresti’, mentre il San Carlo ha sempre attirato clientela dalle province della Riviera Ligure ed in particolare da Monte Carlo. Un’attività che ha ricevuto un ulteriore e forte impulso innovativo dalla terza o quarta generazione dei Cagna. Con una ‘dipendence’: la ‘pizzeria’ Le Trou.

Oltre alla moglie Susanna che si occupa di cucina, le figlie Monica (anche lei ai fornelli) e Stefania (amministrazione). Operativi i nipoti di Renzo: Virginia (reception e sala) e Tommaso (settore pesca).  Infine Marta che non lavora nell’azienda di famiglia ed il nipote acquisito Fabio Craviotto. Negli ultimi anni le condizioni di salute del nonno erano tali che aveva ceduto tutte le redini in buone mani e con un generale apprezzamento della clientela. E Renzo ne andava fiero. Con l’addio al caro Renzo se ne va una ricca pagina di storia della sua amata Ormea. Un esempio di reale e lungimirante imprenditoria da non dimenticare in fretta. (Luciano Corrado) 

LA PARTECIPAZIONE AL LUTTO DELL’EX SINDACO DI ORMEA GIANGRANCO BENZO

La dipartita di Renzo Cagna priva la Alta Valle Tanaro di uno dei pochi imprenditori rimasti. Da una famiglia attiva nella forestazione, nella prima lavorazione dei legnami e nella produzione di energia idroelettrica (attività ultra moderna per i tempi in cui iniziò), Renzo ne prese le redini dopo la morte del nonno e di quella tragica del fratello. Tra le poche risorse che offriva la Valle, valorizzò quelle derivanti dall’allevamento, dalla riserva ittica naturale e dal turismo, con la realizzazione di un confortevole hotel ben presto premiato da una clientela internazionale anche perché corredato da un ottimo servizio di ristorazione. Ripristinò le due centraline idroelettriche che l’ENEL aveva restituito dopo la disastrosa nazionalizzazione dell’energia elettrica, dimostrando ancora una forte lungimiranza. Alla moglie ed alle due figlie – che hanno ben appreso gli insegnamenti paterni – vadano i segni di un profondo cordoglio e di una profonda amicizia.

 

L.Corrado

L.Corrado

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