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Liguria e Basso Piemonte

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Alpi Liguri, il parco che fa litigare. E il pastore vittima dei lupi che non riceve indennizzi

Nevio Balbis mitico pastore di Sanremo, popolare nelle valli imperiesi, durante la stagione estiva, transumante sulle Alpi Liguri, ha perso 20 pecore sbranate dai lupi. Ma rivela di non ricevere indennizzi. Intanto fa discutere il ricorso del Consiglio dei ministri (governo Draghi e larghe intese) contro la legge taglia-parchi della Regione Liguria (presidente Toti centro destra) che ha incluso Molini di Triora e ‘tagliato’ un’area di Montegrosso P.L.

Il sindaco di Triora, Mario Di Fazio, aveva votato contro l’ingresso di Molini di Triora ricordando che era stato inserito solo il 4% del territorio di quel Comune. Mentre è stata ridotta l’area del Comune di Montegrosso Pian Latte.  E Triora ha il 35% del suo territorio inserito nel Parco.

DA IL SECOLO XIX-

Il consiglio dei ministri contesta i criteri adottati dalla regione

Ingresso di Molini di Triora nel Parco delle Alpi liguri. Esplodono le polemiche
Andrea Fassione – Il ricorso del consiglio dei ministri sollecitato dal ministero della Cultura contro la cosiddetta “legge tagliaparchi” della Regione provoca polemiche anche in provincia di Imperia, dove il riordino dei confini delle aree di tutela del Parco delle Alpi liguri ha provocato la riduzione di superficie protetta nel Comune di Montegrosso (da 211 a 51 ettari) compensato però dall’ingresso di una porzione del Comune di Molini di Triora con 218 ettari (saldo positivo di 58,5 ettari). A muovere le accuse più dure sono stati negli ultimi giorni il sindaco di Triora Mario Di Fazio, che aveva votato contro l’ingresso di Molini contestando un processo di adesione costruito politicamente per via della limitata dimensione di territorio (218 ettari sono meno del 4% del territorio del comune della valle Argentina), e il consigliere di minoranza di Molini Mario Antonio Becciu che ha invece bersagliato la scelta della nuova area boschiva inserita nel Parco. Contestazioni che, per inciso, non hanno avuto pari risonanza in valle Arroscia dove è avvenuto il taglio di superficie (insieme ad ulteriori ridimensionamenti in altre aree protette liguri) dall’impugnazione del ministero. Il Parco Alpi Liguri ha una superficie totale di 6.099 ettari (circa 61 chilometri quadrati), dei quali circa il 35% nel solo Comune di Triora. Ma non è escluso che altri Comuni decidano di aderire in futuro all’ente. Il presidente del Parco Alpi Liguri Alessandro Alessandri tiene a sua volta a controbattere che «l’impugnazione del ministero della Cultura, di valenza giuridica e non giudiziaria, ha carattere paesaggistico e riguarda unicamente le aree tolte dal perimetro, non quelle aggiunte. La legge è in vigore, promulgata, Molini di Triora è nel Parco e farà il suo ingresso nella Comunità. Se al termine della procedura la legge sarà da rivedere – la previsione di Alessandri – la Regione penserà a come modificare la legge. A Montegrosso non c’è stata nessuna perdita di tutela perché si tratta di un’area non edificabile, un prato dove il confine non era ben definito ed è stato portato sul limitare della strada. Quella di Molini è un’area interessante e meritevole di tutela». Sarà la Consulta a decidere se la legge regionale ha violato l’articolo 9 della Costituzione, non tanto sull’estensione (ancorché non concordata con le Soprintendenze) ma sulla riduzione che, scrive il ministero della Cultura, è stata appunto considerata «lesiva» di tale articolo «che eleva il paesaggio al rango di valore primario e assoluto». Nessuna eccezione è stata invece sollevata dal ministero della Transizione Ecologica.
Nevio Balbis, bandiera della pastorizia imperiese, in una foto d’archivio del 2013

IL PASTORE NEVIO BALBIS VITTIMA DEI LUPI

DURANTE LA TRANSUMANZA SULLE ALPI  LIGURI. UCCISE 20 PECORE E DALLA REGIONE NON RICEVE INDENNIZZI
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