Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga: la triste storia (inedita?) dell’ospedale. Ecco reparti e corsie decapitati o depotenziati. Tutti i maggiori protagonisti dall’A a Z

Il “sacco dell’ospedale di Albenga” parte da lontano, dalla fine degli Anni ‘90, quando nell’antico Santa Maria di Misericordia, nel centro storico, la Regione decide che il reparto di Ostetricia deve essere chiuso, la cicogna non si fermerà più ad Albenga, almeno sino alla costruzione del nuovo ospedale in regione Bagnoli.

di Eraldo Ciangherotti*

Sia ben chiaro, il nuovo ospedale viene costruito con i denari derivanti dal patrimonio degli ospedali di Albenga e Alassio, denari del territorio, quindi. Il fatto che l’antico ospedale di Albenga sia stato acquisito da Arte e una società della galassia dell’arch. imprenditore di Ceriale-Albenga Andrea Nucera è una colpa della politica, visto che ancora oggi un gioiello che potrebbe diventare un contenitore culturale di grandissimo livello (se Albenga avesse una visione…) è un dormitorio abusivo, ma sarebbe potuta diventare la torre del “Magna Magna”, secondo Striscia la Notizia.

Andiamo avanti. L’Asl2 vende tutti (o quasi) i beni dei due ospedali ponentini (oltre a quello di Albenga, anche quello di Alassio) per costruire il nuovo monoblocco in via al Piemonte. Nello stesso periodo l’allora presidente della Provincia di Savona avv. Chicco Garassini lancia un’idea: dismettiamo il Santa Corona e il Santa Maria di Misericordia per costruire un ospedale moderno e razionale a Borghetto Santo Spirito, dove si sta costruendo un nuovo casello autostradale. Genialata? No, scelta razionale, quindi bocciata!

Torniamo ad Albenga. Il nuovo ospedale, con i soldi dei benefattori ingauni e alassini, viene costruito (in Regione c’è, come presidente Sandro Biasotti, forzista, ad Albenga il consigliere regionale dr. Angelo Barbero, medico, anche lui di Forza Italia), ed inaugurato nel 2008  dal  presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il presidente della Provincia di Savona, dr.Marco Bertolotto, il sindaco avv.Antonello Tabbò, quindi la sinistra. Passano pochi mesi e la giunta del “Gerundio” dice che no, Ginecologia e Ostetricia non ci saranno ad Albenga, nonostante fossero già state installate dentro al muovo Santa Maria di Misericordia le vasche per i parti in acqua. Una doccia fredda!

Ma andiamo con ordine, mettiamo le caselle al loro posto. Il nuovo ospedale di Albenga deve essere costruito e l’impresa che lo farà deve sottostare ad una gara pubblica. Vince Demont, un colosso, società capofila del gruppo industriale Delle Piane di Savona. Quindi il “ras” della sanità privato-convenzionata in provincia di Savona, Alessio Albani con la sua Gsl, occuperà il quarto piano dell’ospedale, pubblico, di Albenga, per la Chirurgia Artroprotesica di eccellenza. Ottimo per Albenga, finalmente l’ospedale lavora a pieno regime.

L’operazione Gsl passa con il silenzio del centrodestra, e ci credo, il direttore sanitario del gruppo sarebbe dovuto essere un esponente di spicco (quantomeno parentale) della Lega, professionalmente persona di grande spessore.

L’Ospedale, sotto la giunta del presidente Claudio Burlando, assessore vice presidente Claudio Montaldo, continua a perdere pezzi. Ad Albenga, a livello di ospedale pubblico, vengono decapitati o depotenziati, nel giro di pochi anni, dal 2011 al 2014, tanti reparti e corsie: 

  1. Il DIPARTIMENTO di chirurgia con chirurgia generale, chirurgia oncologica, chirurgia urologica, ortopedia, ortopedia artroscopica del ginocchio, ortopedia traumatologica, oculistica, otorinolaringoiatria, day surgery.
  1. Il DIPARTIMENTO dell’emergenza, con pronto soccorso, osservazione obi, 118 integrato col pronto soccorso, anestesia e rianimazione, terapia del dolore.
  2. IL DIPARTIMENTO medico e cardiologico ad alta intensità di cura con medicina generale, emodialisi, endoscopia, medicina ad alta intensità di cure, day hospital, oncologia, cardiologia, dermatologia, pneumologia e neurologia
  3. il DIPARTIMENTO della diagnostica per immagini (interaziendale)
  4. Il DIPARTIMENTO della patologia clinica e trasfusionale (interaziendale)
  5. Il DIPARTIMENTO ostetrico materno infantile (interaziendale)

Con l’avvento del centrodestra guidato da Giovanni Toti, l’assessore leghista  avv. Sonia Viale punta decisamente verso il modello sanitario lombardo, con la privatizzazione dei servizi.

Ma per cavilli legali, tra carte bollate e ricorsi,

In men che non si dica, la privatizzazione “salta” con i bandi fatti male e gestiti peggio, al punto che chi ha perso oggi deve essere risarcito con denari pubblici. Il Covid, poi, ha fatto fare scelte scellerate, con Albenga ospedale Covid, e conseguente chiusura del Punto di primo intervento, e il Santa Corona, logisticamente inadeguato, diventato Ospedale Covid free (ma dove, che i focolai si sono ripetuti in vari reparti per due anni…). 

Oggi, al Santa Maria di Misericordia, restano come Reparti con degenze soltanto la medicina (mezza trasformata in cure intermedie, in pratica lungodegenza), le Malattie infettive e, temporaneamente, a causa del recente incendio scoppiato in un padiglione del Santa Corona, è stata trasferita ad Albenga la Struttura complessa Recupero e rieducazione funzionale. Restano poi ancora presenti all’interno dell’Ospedale Santa Maria di Misericordia i servizi di Emodialisi, radiologia h12, Laboratorio analisi e qualche ambulatorio.

Quale sarà il futuro dell’Ospedale di Albenga? Impossibile saperlo, il Prefetto che interviene dopo aver ricevuto le firme raccolte in Riviera è un primo atto che va verso la risoluzione del Pronto soccorso, ma certo sarebbe necessario il ritorno della politica territoriale a gestire un settore così importante come la Sanità. Credo fortemente nel primato della politica, e quindi la guida dovrebbe essere da parte di un politico che abbia visione e una squadra di tecnici adeguata, non un codazzo di yesmen.