Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Noli, il silenzio premia e la Procura della Repubblica non spaventa. Tutto documentato

Tratto da Facebook.  Mia nonna diceva: “Il silenzio è la risposta da dare agli imbecilli. Non serve sprecare tempo a dare spiegazioni, non capirebbero mai”.  Autore sconosciuto. Il poeta.

di  Carlo Gambetta

Via Belvedere lavori fermi da giugno 2020 e ripresi con le demolizioni il 4 ottobre 2021. E il sindaco Fossati disse: Non ci sono problematiche di alcun tipo, sostenuto dal suo vice sindaco anche in una pubblica assemblea

Solo pochi, cioè gli addetti ai lavori (lavori che più sporchi non possono essere sin dall’inizio, come vedremo), non sono gli imbecilli di questa comunità, di questa “la comune”; sono quelli che sanno ma non informano.

E quando lo fanno, non dicono la verità, come ad esempio le dichiarazioni del Sindaco Fossati sul mensile diocesano “Il Letimbro” di Dicembre 2020: “ Per quanto riguarda  Via Belvedere non ci sono mai state problematiche di alcun tipo, né ordini di chiusura, blocco o sequestro di cantiere; certo c’è stato un esposto, quindi il rischio era concreto, ma si è evitato grazie al lavoro degli uffici del Comune che sono riusciti a gestire molto bene la questione. I garage interni sono quasi finiti ed è interesse di tutti portare a termine i lavori. Le ditte che stanno lavorando in cantiere si sono accordate con la Sovrintendenza e procederanno ottemperando agli accordi e secondo quelle che sono le indicazioni del piano paesaggistico”.
Lavori fermi da giugno 2020, ripresi con demolizioni il 4 ottobre 2021… Rileggere, ad esempio, il n. 42 del 24 giugno 2021 Trucioli.it “la trasparenza di non rispondere” (vedi con 562 visualizzazioni….), l’ultima di una lunga serie, rinfresca la conoscenza sulla correttezza informativa del primo cittadino di Noli.

E’ dall’inizio del secolo che Niccoli e Repetto, con due mandati ciascuno, ed in ultimo Fossati per due anni e mezzo, non hanno dato spiegazioni pubbliche alla “comunità” di “imbecilli” sulle irregolarità nella costruzione dei box di Via Belvedere.

Se la vicesindaco Debora Manzino sostiene che le ultime “difformità”(così vengono definite le demolizioni) contestate sono giustificabili alla luce di “un quadro normativo non sempre chiaro” e definisce il fatto “un episodio fisiologico per quanto non previsto nella gestione di pratiche obiettivamente complesse”, si osserva come il quadro normativo non sia affatto incerto; infatti molti Comuni si muovono dentro questo quadro senza problemi. Diverso è se si deve interpretare questa incertezza come un “difetto” delle persone e non delle leggi.

Il Comune avrebbe dovuto, a questo punto, denunciare alla Procura della Repubblica l’errata autodichiarazione fornita dal progettista e direttore dei lavori sull’autorizzazione a realizzare opere in variante ( di una variante), ma priva di quella obbligatoria della Soprintendenza, come regolarmente si fa nei confronti di un privato cittadino; contemporaneamente ordinare la demolizione e/o la rimessa in pristino. Perchè non ha agito di conseguenza?
La demolizione che è cominciata lunedì 4 ottobre non è certo su ordine del Comune, infatti l’ordinanza non è mai apparsa sull’Albo Pretorio. Il Comune per quanto è coinvolto? Nel silenzio della trasparenza?

Dopo vent’anni, ecco finalmente una minoranza consiliare, quella di In Repubblica 2.0, attenta, attiva e che opera esclusivamente a difesa degli interessi della comunità, della “la comune”, invocando la “trasparenza” attraverso “il controllo degli atti” come previsto dalla Costituzione.
Questo modo di agire ha portato l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) di Roma e la Procura della Corte dei Conti di Genova a controllare più da vicino le annose vicende del Comune di Noli, in particolare, i cantieri di Via Belvedere e Via IV Novembre, con il coinvolgimento di tre Sindaci: Repetto, Niccoli, Fossati.

La comunità, la “comune”, per la trasparenza sempre invocata da questa amministrazione, perché non viene messa a conoscenza attraverso il bollettino ufficiale “ Il Comune informa” su cos’è successo e il perché di tali eclatanti “demolizioni”?

La nonna … con la sua saggezza, dice che da “imbecilli” come siamo considerati, intanto non capiremmo.

Brevi annotazioni che interessano la penosa storia del cantiere di Via Belvedere. Nel 2003 Niccoli approva un progetto di 170 box su sue piani firmato dall’Ing. Castellari e dall’Arch. Cattaneo, (gli stessi due professionisti di Liguria 17…)-(Repetto in minoranza).
Il progetto che prevede la cessione onerosa del sottosuolo dell’ex area ferroviaria ad un costo di 2.600.000 €, viene, per legge, messo a bando. Per due volte nessuno risponde.  A questo punto si può procedere a trattativa privata, ed ecco che qualche giorno dopo la Z&R (Zoppi e Rivarossa) (Zoppi è l’impresario della pavimentazione di Via Colombo e Via Monastero) chiede ed ottiene, a tamburo battente, la convenzione offrendo 40.000 € in più.
Domanda da un centesimo: perché Z&R non ha risposto al bando risparmiando così 40.000€?  Perchè nessun altro imprenditore ha rispost ?
Domanda da mezzo centesimo: era mica un’azione concordata/controllata ( da chi?) a livello provinciale, regionale, nazionale… con l’input che andasse deserta per favorire una… “trattativa privata”?
Chi legge, nel fare la propria riflessione, concorderà nel fatto che è stata un’operazione poco trasparente.… pur se attentamente legalizzata. Nel 2008, e dopo tre anni di scavi, Sovrintendenza, Z&R e Comune concordano su un nuovo progetto che prevede 174 box su tre piani.
Il 14 Dicembre 2009 avviene l’evacuazione delle quattro costruzioni interessate dal cedimento strutturale  a causa dei lavori di scavo.  E pensare che il Comune due mesi prima accetta un’attestazione autocertificante del Direttore dei lavori dei box, che la  collina e le costruzioni sovrastanti il cantiere non sono  in pericolo e , senza un doveroso controllo revoca, dopo due giorni, l’ordinanza di sospensione lavori. Quello che sorprende è che, come da testimonianze, lo stesso Sindaco Repetto con altri responsabili nel Palazzo, sono a conoscenza “visiva” delle crepe ormai ben evidenti che certificano un progressivo cedimento strutturale nelle abitazioni, ma dichiara pubblicamente che i tecnici lo hanno assicurato che è tutto normale.
Arriviamo al 2013  (Sindaco Repetto – con Niccoli minoranza silente) dove viene presentata in assemblea una variante che prevede il blocco degli scavi del terzo piano con conseguente costruzione sull’area comunale ex FF.SS. destinato a parcheggi pubblici,  di un ulteriore piano di box per un totale indefinito di “non meno di 174 box”, e che in seguito risulteranno in numero maggiore.
Nel 2014 Niccoli (Repetto minoranza silente), approva questo progetto in variante, che include, tra l’altro, la nuova viabilità di collegamento in sopraelevata sopra il nuovo piano box tra l’ex area ferroviaria e la galleria che conduce al complesso edilizio di Liguria 17. 
La convenzione prevede una fideiussione di 640.000€  per oneri di urbanizzazione che, guarda caso, servono per coprire  a verde l’intera struttura.  Ad un privato gli oneri di urbanizzazione riscossi verrebbero  destinati con  lo stesso criterio?  Di utilizzo per completare l’opera privata ? Francamente lo escludo!
Guarda caso, lo stesso criterio è stato adottato per finanziare la costruzione della galleria, il muro sulla fiumara e la strada, opere che interessavano esclusivamente, determinanti, obbligatorie per la costruzione della lottizzazione di Liguria 17, ma che sono state considerate, sempre da Niccoli, come di pubblico interesse, per cui… le abbiamo pagate noi, rinunciando a finanziare altre opere pubbliche.
Ancora una volta, ma per altra finalità, viene da chiedersi: “a chi ha giovato”? Per la verità storica: sono venuto a conoscenza del contenuto di questa convenzione in un Consiglio Comunale che stava “esondando” in polemica, con Repetto rappresentante la minoranza che rinfacciava a Niccoli Sindaco l’anomala destinazione degli oneri di questa convenzione, contestazione poi subito rientrata.

Alla fine, da “imbecilli”, se siamo  in grado, facciamocene una ragione, da irresponsabili… una risata.

Lutti cittadini.
Pastorino Giuseppina  è mancata a 89 annidi età. Lascia il fratello maggiore Gianni, la cognata, i nipoti.
Pina era una donna esile, nubile, di poche parole ma sempre con un viso sereno, ha vissuto tra campagna e casa.

Carlo Gambetta

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C.Gambetta

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