Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Stellanello, 4 anni e 8 mesi per Franco Rotondo, ex promotore finanziario. Truffa e autoreciclaggio di 1,4 Mln €

A Stellanello, in frazione Canneto, i cognomi più ricorrenti erano Bestoso, Divizia e Rotondo. Famiglie laboriose, la terra come fonte economica, lavoro e sacrificio, la raccolta delle olive tra i redditi maggiori. Lo storia corre e non manca di offrire capitoli che nessuno in paese, soprattutto tra gli ‘anta che ricordano come eravamo, vorrebbe leggere.

E’ il caso  giudiziario e di vita del concittadino  Francesco (Franco) Rotondo, 59 anni, diploma da ragioniere, che alla vita grama di campagna, ha messo a frutto il titolo di studio, trovando impiego da promotore finanziario, inizialmente in Medionalum, poi Monte dei Paschi e altri ancora, operatori stranieri inclusi. Ora l’epilogo giudiziario (a meno non si ricorra in appello). Il patteggiamento della pena davanti alla sezione del Gip-Pur del Tribunale di Savona con il consenso del magistrato inquirente. Condanna a 4 anni e 8 mesi, attualmente si trova a Stellanello, dall’anziana mamma, con obbligo di dimora e frequenta sorveglianza da parte dell’Arma di Andora.  Franco che si dedica a piccoli lavori nell’orto, dopo un periodo di vita molto travagliato, sia sotto il profilo del lavoro (vedi più la cronaca raccontata dai mass media liguri), sia nei rapporti famigliari (diviso e divorziato da una quasi coetanea, famiglia originaria di Briga Alta, il papà era tra i pastori che transumavano dalla costa alle Alpi). Persone oneste, il risparmio, la rettitudine, il dovere. Papà Rotondo, compianto, era persona squisita, lavoro, famiglia, sacrifici per dare al figlio e alla figlia una futuro migliore e sereno. La mamma un’esemplare casalinga e donna di campagna.

Si fatto che Franco Rotondo che manco a dirlo a Stellanello, in Valdemurala, godeva di ampia fiducia ha finito, stando alle risultanze giudiziarie e processuali, a carpire la buona fede e di chi credeva di mettere a frutto i propri risparmi  rimediando magari maggiori profitto di quanto il mercato finanziario assicurava (banche,  risparmio postale, investimenti garantite che offrono bassi interessi ma non si corre il rischio di perdere il capitale, anche se oggi abbiamo toccato i minimi storici, investimenti in borsa escludendo).  Ignoriamo se Rotondo sia finito, a sua volta, pur di salvarsi, in extremis in qualche altro giro assai ‘poco raccomandabile (vedi l’accusa dio riciclaggio).

In paese si è anche assistito con una certa sorpresa al matrimonio (celebrato parrebbe nella cattedrale di Albenga) con una 27 enne cittadina brasialiana. Si aggiunga che Franco dalla prima moglie  ha avuto una figlia eccezionale: si è laureata in medicina, specializzata in pediatria, ha lavorato con generale apprezzamento al Gaslini di Genova  ed ora si è trasferita nelle Marche. La triste vicenda di Franco ha lasciato tanta amarezza e delusione non solo tra i parenti, gli amici, i conoscenti anche se quel suo stile di vita degli ultimi anni (auto di grossa cilindrata)  consigliava più di un interrogativi. E i dubbiosi hanno finito per trovare conferma.  Ha privato decine di persone dei risparmi, spesso di una vita, altri ingannati dalla bramosia di far fruttare il denaro con lauti guadagni. Un choc finale per tutti insomma.

DA SAVONANEWS -Ex promotore finanziario di Stellanello patteggia 4 anni e 8 mesi per truffa e autoriciclaggio.Le indagini erano state avviate al seguito di denunce/querele presentate da alcune vittime dell’ex promotore finanziario, già noto nel settore per pratiche professionali scorrette. 4 anni e 8 mesi. Questa la pena patteggiata dal 59enne di Stellanello Francesco Rotondo, ex promotore finanziario, arrestato nel maggio del 2020 dalla guardia di finanza del comando provinciale di Savona. Radiato nel 2004 dalla Consob, era già responsabile di truffa,  autoriciclaggio, abusivismo finanziario e trasferimento fraudolento di valori.

Le articolate indagini, coordinate dal Pm Massimiliano Bolla, erano state avviate al seguito di denunce/querele presentate da alcune vittime dell’ex promotore finanziario, già noto nel settore per pratiche professionali scorrette. Il modus operandi dell’arrestato consisteva nel promuovere (abusivamente) ed offrire prodotti finanziari, agendo sia in proprio che quale legale rappresentante di società nazionali ed estere. L’apposizione delle firme delle vittime sui contratti d’investimento era però, come spesso accade, accompagnata dalla promessa di cospicui interessi sul capitale investito.

Ampio il parterre della clientela che l’ex professionista era riuscito a formare, composto prevalentemente da persone in difficoltà economiche. Tra le vittime piccoli imprenditori e tanti pensionati; tra questi un’anziana vedova che dopo aver consegnato tutti i risparmi al truffatore aveva quasi azzerato la propria capacità di spesa. Le investigazioni finanziarie delle Fiamme Gialle, che hanno coinvolto numerosi conti correnti, unitamente ad altri riscontri di natura tecnica, avevano consentito di accertare truffe consumate a danno di almeno 25 vittime e per importi non inferiori ad 1,4 milioni di euro.

Per alimentare il senso di fiducia nei suoi confronti, l’arrestato dirottava le somme consegnatogli verso investimenti altamente rischiosi che talvolta – nel breve periodo – potevano produrre anche adeguate forme di guadagno, ma che nel medio e lungo termine si erano rivelati un fallimento. Inoltre la raccolta abusiva del risparmio era servita anche per dare sfogo a spese private per importi rilevanti, per compiacere la compagna sudamericana (poco più che ventenne e priva di occupazione), con la quale Rotondo da qualche mese aveva convolato a nozze.

La donna consapevole dell’origine dei flussi finanziari si era anche prestata a riciclare parte dei proventi illeciti derivanti dall’attività finanziaria abusiva del coniuge, attraverso intestazioni fittizie di beni. Buona parte dei proventi illeciti, invece, era risultata essere stata “autoriciclata” dall’indagato attraverso operazioni accertate documentalmente per un importo pari ad almeno 350.000 euro. Strumentale alla condotta di autoriciclaggio è risultata la costituzione di una società italiana per il transito temporaneo delle somme.

DA LA REPUBBLICA DEL 30 MAGGIO 2020 –

…….

E’ stato come scoperchiare il cosiddetto vaso di Pandora: più si andava avanti nelle indagini, più gli investigatori delle Fiamme Gialle scoprivano a mo’ di incastro le operazioni truffaldine e relativi truffati. Il modus operandi di Rotondo consisteva nel promuovere (abusivamente) ed offrire prodotti finanziari agendo sia in proprio che in qualità di legale rappresentante di società nazionali ed estere. Come spesso accade in questi casi, l’apposizione delle firme delle vittime sui contratti d’investimento era accompagnata dalla promessa di cospicui interessi sul capitale investito. L’ipotesi investigativa è che probabilmente, per alimentare il senso di fiducia nei suoi confronti, egli dirottasse le somme ricevute verso investimenti altamente rischiosi che talvolta, nel breve periodo, potevano produrre anche adeguate forme di guadagno ma che nel medio e lungo termine si rivelavano fallimentari. Nondimeno, la raccolta abusiva del risparmio è servita anche per dare sfogo a spese private di una certa consistenza per compiacere la compagna brasiliana 28enne, da poco sposata. La donna, disoccupata, si è anche prestata a riciclare parte dei proventi illeciti derivanti dall’attività del coniuge attraverso intestazioni fittizie di beni, altri soldi sono stati invece ‘autoriciclati’ dall’indagato attraverso operazioni accertate e documentate per almeno 350mila euro in primis attraverso la costituzione di una società per il transito temporaneo delle somme.

Le perquisizioni e i controlli presso l’abitazione del reo e in alcune società del nostro in provincia di Savona e di Parma hanno coinvolto numerosi conti correnti unitamente ad altri riscontri di natura tecnica e sono stati notificati decreti di sequestro per circa 1,4 milioni di euro più un’autovettura di lusso Audi con targa lettone utilizzata dall’arrestato. Tra i denunciati, oltre alla moglie, anche un avvocato del Foro di Savona, l’avvocato Domenico Oddino di Alassio, che risulterebbe aver sostenuto Rotondo attraverso una costante attività di consulenza oltre ad aver concorso con lo stesso nell’abusivismo finanziario. Tuttavia, l’avvocato si è dichiarato estraneo ai fatti e alle accuse contestate e fiducioso nell’operato della magistratura. Nel frattempo, continueranno gli accertamenti sui conti correnti anche all’estero e sui documenti acquisiti in fase di sopralluogo dalla Guardia di Finanza; verranno sentite inoltre altre persone che si sono recentemente dichiarate ‘vittime’ dell’ex operatore finanziario.

DAL SECOLO XIX DEL 2 GIUGNO 2020 –

L’ex promotore non parla
si indaga su società estere
DA IL SECOLO XIX DI MARTEDI’ 2 GIUGNO – Nell’interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto, consigliato dai suoi avvocati, ha preferito rimanere in silenzio e non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari. Francesco Rotondo, ex promotore finanziario di Stellanello, radiato nel 2004, non ha voluto chiarire i suoi legami e rapporti d’affari con l’avvocato alassino Domenico Oddino, indagato per concorso in truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria in merito alla raccolta di denari che faceva Rotondo (accusato anche di autoriciclaggio) tra i clienti raggirati. Dalle indagini della compagnia della Guardia di Finanza di Albenga, diretta dal capitano Angela Crisci, era emerso anche che il legame tra i due due come soci amministratori di una società, la World Wide Comunication con sede a Riga, capitale della Lettonia.
In base al lavoro degli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Massimiliano Bolla, la società (come nel caso della Calllit di Parma) serviva per far transitare le somme di denaro raccolte illecitamente tra i 25 presunti truffati che avevano fatto denuncia dopo non aver visto gli interessi promessi per gli investimenti fatti con Rotondo, assistito dagli avvocati Giannelli e Macaluso del foro di Imperia, che si è visto sequestrare circa un milione e mezzo tra beni immobili e conti correnti. Nell’inchiesta risulta indagata anche la moglie di Rotondo. (Al. Par.)

 

Avatar

Trucioli

Torna in alto