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Savona, Confraternita femminile: la storia Consortia Nostra Signora della Colonna. Visite alla cappella e sacrestia

 A Savona esiste da molto tempo in Cattedrale una confraternita solamente femminile denominata Consortia Nostra Signora della Colonna. L’origine si perde nel tempo anche se le ricerche condotte in particolare dalla storica Romilda Saggini, già priora della confraternita, hanno portato un pò di luce sull’organizzazione.

di Danilo Bruno

Si tratta infatti di una confraternita a carattere principalmente femminile dove gli uomini furono esclusi dal governo fra il 1529 e il 1564 e dove vi fu un equilibrio fra nobili e popolari poiché, se la priora era nobile la sottopriora doveva essere popolare e viceversa.
Qui vi sono due brevi considerazioni da svolgere:
a) La confraternita aveva scopi religiosi e socio – assistenziali ma soprattutto godeva del privilegio di poter seppellire le consorelle in Cattedrale così che pure le donne popolari vi potevano essere sepolte.
b) A Savona vi sono ancora aspetti oscuri e intriganti della storia religiosa poiché , se N.S. della Colonna divenne una confraternita a governo femminile apparentemente senza opposizione maschile bisogna anche dire che vicino il complesso monumentale della Cattedrale si trovano le tracce dell’antico Oratorio dei Beghini, che richiama almeno nel nome una esperienza di carattere femminile come il “movimento delle beghine” (donne volte ad una vita di fede pur non essendo consacrate) ma qui posto in una possibile versione maschile.
Il nome della confraternita deriva da un fatto miracoloso accaduto nel 1601 ,quando era in costruzione la nuova cattedrale in luogo dell’antico convento di San Francesco.
Qui era necessario abbattere una colonna su cui era apposto un affresco della Madonna con Bambino ma un miracolo risolse il problema di come salvare l’affresco ovvero esso si staccò dalla colonna e si posò a terra.
Fu raccolto e collocato nella Cappella Sistina per poi tornare in cattedrale con una solenne processione. Fu aperto un processo canonico,che attestò tramite numerose testimonianze concordanti la veridicità dei fatti e il 24 aprile 1605 il vescovo Mons. Costa consacrò l’affresco.
Da allora la confraternita assunse il nome odierno e si consacrò alla Beata Vergine della Colonna curando la vitta religiosa e tutte le opere pie collegabili all’evento.
Oggi forse l’affresco meriterebbe una indagine artistica approfondita per tentarne una datazione ed eventuali tracce di altri esistenti ma ciò che sicuramente merita un cenno è il fatto che per i mesi di luglio e agosto, nei sabati e domeniche, le consorelle della confraternita si rendono disponibili, dalle 16 alle 18, ad accompagnare le persone in visita alla cappella e alla sacrestia, che si trova praticamente collocata all’interno del museo diocesano.
Danilo Bruno
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