Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ranzo: statale minacciata da vecchia casa, non si trovano i proprietari. Il sindaco: Una coppia irreperibile di tedeschi

La statale Albenga – Pieve di Teco, in Borgata Martinetto del Comune di Ranzo, subisce un intralcio curioso e insolito nella sua travagliata storia. Un semaforo, una strettoia improvvisa. Nessuna frana a valle o  a monte, né infiltrazioni e avvallamenti. L’arteria è invece minacciata da una casa disabitata e fatiscente. Il sindaco è dovuto correre ai ripari con tanto di ordinanza e una sorpresa dopo l’altra. L’edificio risulta di proprietà di una coppia di tedeschi che avevano comprato nei primi anni ’70. Ma risultano irreperibili.

Piero Raimondi, nato a Pontedassio (IM) il 27 novembre 1948, coniugato con un figlio, ha dapprima lavorato nel ruolo amministrativo del Ministero della Giustizia, poi ha intrapreso la carriera prefettizia, prestando servizio presso le Prefetture- U.T.G di Genova e di Imperia ed infine a Roma negli uffici ministeriali.
Ha maturato una significativa esperienza in materia di gestione del contenzioso erariale, sicurezza, ordine pubblico, amministrazione e controllo degli Enti Locali, immigrazione, curando, a riguardo di quest’ultimo tema, il “Massimario ragionato della giurisprudenza ad uso dello sportello unico per l’immigrazione” (Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo, Roma, 2010).
E’ Sindaco del Comune di Ranzo dal maggio 2014, riconfermato nel maggio 2019, e Vice Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia.

Quando trucioli.it chiede al primo cittadino Piero Raimondi, già funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia e poi dell’Interno, emerge una realtà che può stupire solo chi si diletta a leggere che gli Stabilimenti balneari della Liguria hanno bisogno di aiuto, che serve rimettere subito in moto l’edilizia privata nelle città, che finalmente siamo alla svolta per un rilancio di Monesi e della sua vallata. E poi una montagna di soldi pubblici  in soccorso dei piccoli comuni alluvionati e disastrati.

Mentre la rinomata orchestra continua a suonare (così si è ridotto l’Italia) bisognerebbe che cronisti e giornalisti della Tv, della carta stampata, dei social,  trascorressero qualche ora del loro tempo libero in compagnia di un sindaco dell’entroterra montano, tra la sua scrivania e il suo territorio. Tra urgenze ed emergenze.

Raimondi  appartiene quasi al mondo dei rassegnati, non urla, ma alla fin fine rimane senza voce. Bisogna sgomitare,  allearsi con i protettori di turno  nella stanza dei bottoni ?

Capita che la stessa Tv di Stato (nel caso Rai 3) corra da questo quel sindaco, dia il microfono ai soliti noti (quasi mai la parola ai cittadini che non fanno parte del coro) e si finisca per ignorare i problemi reali di una piccola comunità, del suo territorio, facendo presenza diciamo da ‘visita del dottore’. Senza mettere a nudo dove si è finiti, perchè, cosa hanno da dire e da consigliare coloro che amministrano la cosa pubblica. E in prima fila proprio i sindaci che hanno meno visibilità con qualche eccezione.

Raimondi: “Leggo della pioggia di soldi e di contributi di cui dovrebbe beneficiare l’entroterra, i paesi colpiti da frane ed alluvioni; il mio comune non sta peggio di altri, anzi abbiamo subito meno danni, ma il bilancio di Ranzo è tra quelli che piangono pur senza avere debiti e con organici al lumicino. Ho un tecnico 3 ore in settimane e devo per forza ricorrere ad incarichi esterni. Ho un’impiegata, un’operaio. Poi c’è l’aspetto grottesco che riguarda il patto di stabilità.  Abbiamo chiuso il bilancio 2020 con un avanzo di 200 mila euro, ma per legge dello Stato non posso spenderli, o meglio ho la possibilità di utilizzare solo 30 mila euro”.

Il caso dell’edificio che minaccia di crollare sulla statale, mettendo a rischio l’incolumità delle persone, pare eloquente del ‘caso Italia’. La soluzione ottimale e risolutiva sarebbe quella di raderlo al suolo. Invece facile a dirlo. Il sindaco Raimondi: ‘Al catasto l’edificio risulta di un uomo e una donna tedeschi rispettivamente del 1938 e 1940, non c’è però alcun riferimento alla loro residenza anagrafica in Germania o altrove; il consolato ci ha fatto sapere che senza dati più precisi è come cercare  l’ago nel pagliaio.  Francamente non mi è chiaro come possa accadere che una persona diventi proprietario di un immobile senza si possa risalire a dati precisi della residenza, ritengo che tutto dipenda dal fatto che  all’epoca non c’era ancora l’anagrafe tributaria.”

Magari, pensiamo noi, attraverso l’archivio notarile dove è stato registrato l’atto ?  Si sa solo che in origine la casa agricola apparteneva ed era abitata dalla generazione dei Verda dell’omonimo oleificio storico del paese. Sta di fatto che ad oggi il Comune attraverso il catasto si ritrova con un  pugno di mosche in mano.

La procedura prevede che si proceda ad inviare diffida e contravvenzione ai proprietari, con relative ordinanze. “Al punto in cui sono messe le cose – prosegue il sindaco – cerchiamo quantomeno di eliminare lo stato di pericolo più evidente, ovvero la caduta sulla sede stradale di ciò che resta del tetto, degli infissi, ma a quanto pare la situazione complessiva è seria. Mi auguro si riesca a far presto ed evitare disagi alla circolazione, soprattutto nei giorni festivi e prefestivi dovuta alla presenza del semaforo che… non è intelligente”.

Al di là delle buone intenzioni del primo cittadino resta da chiedersi quale sia la strada migliore, più sollecita e risolutiva.  Forse bisognerà ricorrere ad una perizia asseverata che attesti che non siamo solo di fronte ad un edificio collibente (ovvero da anni disabitato e senza servizi ed in precarie condizioni), c’è in ballo la stessa stabilità di muri perimetrali. E serve una soluzione definitiva, di sicurezza totale.

Trucioli.it ha più volte riproposto il tema dell’impressionante percentuale di case disabitate ed abbandonate di pari passo con lo spopolamento dei paesi di montagna e a scendere verso le vallate. Altro che ripresa delle costruzioni, del mercato immobiliare. A Ranzo il problema, ricorda il sindaco, è contenuto  a 3- 4 edifici ormai ‘senza un padrone’, mentre sono più numerosi i casi di  abitazioni  con più proprietà indivise.

Può un Comune far fronte a spese in simili casi sapendo già che è di fatto impossibile recuperare il ‘credito’  ? “Nel 2019 abbiamo accantonato 161.252 euro, per per investimenti posso utilizzare 13.863 euro. Ho un Comune con 23 borgate, 1 frazione, fognature, strade, acquedotto, sorgenti.  I politici non dicono mai di no, ma a volte si esagera. La Regione al di là degli annunci che si leggono con grande puntualità  ci deve ancora pagare, almeno nel mio caso, le somme urgenze  del 2019 e ripeto fortunatamente non siamo stati tra i più danneggiati dagli eventi alluvionali. L’unico serio problema è stato quello dell’isolamento che ha interessato  la borgata Degolla.” Conclude il sindaco: “Non ci dobbiamo stupire se si legge che spesso è difficile trovare chi vuole fare il sindaco soprattutto nei piccoli paesi di montagna. L’Unione dei Comuni è stata  una buona idea, ma solo in teoria perchè in pratica  non si rivela risolutiva delle molte problematiche. Spesso leggo ed ascolto di lamentele dei colleghi sindaci, ma bisogna toccarci con mano cosa significa amministrare un comune montano del nostro ponente ligure”.

REGIONE LIGURIA-  BOZZANO: approvato ordine del giorno per semplificare appalti di lavori pubblici

COMUNICATO STAMPA – “Oggi Regione Liguria ha fatto un passo avanti in tema di semplificazione ed efficacia degli appalti di lavori pubblici. – afferma Alessandro Bozzano, consigliere regionale di Cambiamo! – In Consiglio Regionale, infatti, è appena stato approvato l’Ordine del Giorno da me predisposto e condiviso con tutto il gruppo Cambiamo!, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare le gare di lavori pubblici, per garantire che l’opera sia completata in tempi ragionevoli”.

“Con questo atto abbiamo chiesto ed ottenuto che il presidente Giovanni Toti e la Giunta regionale prevedano una serie di azioni e strumenti di sostegno alle amministrazioni locali per arrivare in tempi giusti a raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del territorio, di tutela idrogeologica, di manutenzione delle strutture scolastiche, puntando sull’efficacia del procedimento e sulla certezza del risultato. – prosegue ancora Bozzano – È stato ribadito che gli operatori economici dovranno essere in possesso dei requisiti necessari autonomamente e che debbano prendere visione dell’area di intervento con sopralluoghi assistiti e puntuali per una piena conoscenza delle condizioni di contratto, oltre a dover vantare qualificata e positiva esperienza nell’esecuzione di lavori pubblici nell’ambito di intervento”.

“Nell’ambito delle procedure negoziate è stata riaffermata la necessità che si tenga conto delle caratteristiche morfologiche, territoriali delle zone interessate dai lavori pubblici e si formino elenchi di imprese composti da operatori economici che posseggano una significativa conoscenza delle caratteristiche dei luoghi e dei territori, oltre a una adeguata struttura operativa in termini di locali tecnici di supporto sia di mezzi d’opera e risorse umane specializzate. – sostiene ancora Bozzano – Inoltre devono essere in grado di intervenire con la necessaria prontezza e professionalità che tali interventi richiedono, devono disporre di sede legale o operativa nel luogo in cui viene effettivamente svolta l’attività imprenditoriale e dove sono conservati materiali ed attrezzature, come risultante dal certificato di iscrizione al Registro delle Imprese della CCIAA in prossimità dell’area di intervento”.

“Oggi il gruppo Cambiamo! ha ottenuto tutta una serie di piccole accortezze che sono garanzie in più, – conclude il consigliere arancione – che non costano nulla e non ledono nessuno, ma sono di grande importanza per l’utente finale che è il cittadino”.

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