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Loano. ‘Il mio abbraccio ideale. La mia storia di bambino orfano’. Il Lions e il ‘Loanese d’Oro’ a Stefano Carrara

La notizia “Loanese d’Oro” 2021, assegnato dal Lions Club Loano Doria, al concittadino avv. E.Stefano Carrara Sutour, è stata divulgata dai media. Così come le puntuali motivazioni. Meno risalto e in buona parte inedito l’intervento del premiato: ricco di pathos, di testimonianza, di ricordi e la calzante preghiera di una personalità di grande intelligenza e cultura, capace difendere la propria idea, ma senza mai dimenticare il rispetto e l’educazione.Un motivo di orgoglio per la comunità loanese.

Fiorentina Lertora, detta Fiore; Sara Rivaroli compagna di Mosè Carrara; Debora Vittonetto figlia di  Ada Carrara; l’avv. Stefano Carrara Sutour;  la figlia Ada Carrara Sutour; Massimo Telese presidente del Lions Club Loano; Monica Selis  moglie di Silvio Carrara. I figli del premiato: Virgilio Mosè Carrara Sutour, detto Mosè; l’avv. Silvio Carrara Sutour. (Fotoservizio di Silvio Fasano)
Lavv. Stefano Carrara, il sindaco Luigi Pignocca e il presidente Massimo Telese

“C’è nei bambini (nei bambini di tutto il mondo) il bisogno di sentirsi raccontare le storie sempre con le stesse parole, senza saltare passaggi o personaggi… È un rito. Ed è l’origine del mito.
Ecco, ancora sono qui nel vostro abbraccio, che è l’abbraccio di un paese che si è fatto per me casa. Ancora vi racconto la storia di un bambino, orfano, di poco più di tre anni, che lascia una Spagna devastata dalla guerra civile, imbarcato sulla motonave “Firenze”, affidato al comandante che lo avrebbe “consegnato” a Genova a un nonno sconosciuto e alla sua governante.
Nel viaggio serale, in treno, verso Loano il bambino credette di riconoscere nella costa illuminata “Malaga! Malaga!” e lo gridò a gran voce.
Non era Malaga, era questo nostro paese che lo accoglieva, con il carrugio dritto e sicuro dove le case alte facevano ala e, nell’antica casa del nonno, Joli (un cane del Pirenei più alto di lui) gli dava il benvenuto.

Questo fu l’arrivo, il mio arrivo qui tra voi. E mi sentii subito a casa.
Tanto che al nonno, che mi si rivolgeva in lingua spagnola, cominciai prestissimo a rispondere in quella lingua che mi saliva agli orecchi dalla tromba del caruggio, quel misto di vocali e musicalità che mi piaceva, mi intrigava, mi riportava – a tratti – qualcosa di familiare.
Fui presto un “carugino” e crebbe nelle bande di bambini – carugini – la mia coscienza di appartenenza al gruppo, alla “heimat” che avrebbe, da lì a poco, visto aprirsi l’esperienza scolastica, le amicizie, gli anni formativi in cui germinava – grazie all’insostituibile presenza di un nonno eccezionale – la mia coscienza civile.
Il nonno se ne andò presto.

Restai con una “tiita” (una “zietta”, non la chiamai mai “mamma”, pur essendolo a tutti gli effetti), lei sì, da sempre e per sempre “straniera”… Io no, io ero ormai da tempo un loanese.

Qui, e da qui, crebbe e si sviluppò il mio impegno sociale, civile, politico che non mi ha mai lasciato.
Vi devo molto, perché non mi sono mai sentito solo. Dei tanti amici sinceri che ritrovo anche tra voi, molti – dopo aver percorso insieme un lungo tratto di cammino – mi hanno lasciato la mano.
Credetemi, non è retorica se vi dico che rivedo, anche ora, qui i loro volti.

Come quello di un signore gentile, un amico che, in una serata Lions di anni fa, in occasione della presentazione di una guida alle funzioni del Difensore Civico, offrì un commento critico ad un mio libro, dimostrando di conoscere a fondo emozioni, motivazioni, struttura dell’opera. Sorprese tutti, Giorgio Vugi, per competenza, sensibile profonda partecipazione.
E qui mi fermo, con i ricordi, per non tradire un’emotività immediata di cui l’età mi ha fatto dono.

Ecco, amici, la strada è stata lunga e ancora ne resta da percorrere.
Dedico questo ambìto riconoscimento a Fiore, la donna della mia vita; compagna, sposa e madre magnifica, che, con grande intelligenza e con grande cuore, è stata sicura guida per me e per i nostri figli e che è ora mio vitale sostegno. Vicino a lei, ogni giorno, appare sempre come un’alba di speranza.

Nel mio abbraccio, ideale quanto reale,  a ciascuno di voi stanno tutti i ringraziamenti che vi devo ed una preghiera: a non accettare che vi siano frontiere fra gli uomini, affinché i diritti non esistono soltanto per chi ne è dentro.

Grazie. E. Stefano Carrara Sutour

I LIBRI CHE STEFANO CARRARA HA SCRITTO-  1) “Il Colore dell’acqua” (raccolta di poesie, Edizioni Dell’Orso di Alessandria); 2) “La Chiave dell’Alleluia” (raccolta di racconti, edito da Bacchetta); 3) in collaborazione con Eugenio Lertora “Loano cento anni in cartolina”, edito da Bacchetta; 4) “Due amici. Donne uomini e navi di Loano nel cuore del secolo XIX” (edito da Bacchetta, sulla storia di famiglia e di Loano con riguardo al  trisavolo Giuseppe Carrara e alla moglie Maria Teresa Isnardi, una delle prime donne armatrici in Italia). Due Amici era il nome della nave da trasporto armata prima da Giuseppe e dal suo amico e poi da Maria Teresa.

IL COMUNICATO  STAMPA DEL LIONS CLUB LOANO DORIA 

Lavv. Stefano Carrata Sutour ed il presidente del Lions Club Loano Doria Massimo Telese

Nuvole e distanziamento obbligatorio non hanno minimamente compromesso l’emozione  della cerimonia di consegna, da parte del Presidente del Lions Club Loano Doria, Salvatore Massimo Telese, del “Loanese d’Oro 2021” all’Avv. Stefano Carrara Sutour.

Con il “Loanese d’Oro”, nato lo scorso anno sociale con la Presidenza di Giacomo Piccinini, il Lions Club Loano Doria  intende premiare un loanese che si sia particolarmente distinto in campo sportivo, culturale, sociale o altro, diventando esempio e motivo di orgoglio per la comunità.

Costituito da una fedele replica del luigino battuto alla Zecca di Loano posta al centro di  un  pentagono in plexiglass , il riconoscimento racchiude in sé il passato e le nostre radici insieme alla contemporaneità;  Cesare Vignola, ideando per il Lions questo oggetto, ha saputo sintetizzarne il significato: chi lo riceve è un loanese, ha intrecciato la sua storia con quella della nostra cittadina, e grazie al suo impegno, alla sua personalità, alla suo lavoro, è diventato un esempio a cui ispirarsi.

Alla cerimonia hanno presenziato anche il Sindaco di Loano Luigi Pignocca, ed il Comandate della Stazione dei Carabinieri locale Gennaro Vasquez, sottolineando con la loro partecipazione l’ufficialità dell’evento e la sua importanza.

“Ammiro molto l’Avv. Carrara – dice il Presidente dei Lions  Telese – perciò non mi ha assolutamente stupito la unanime ed entusiastica condivisione dei soci sulla scelta del destinatario del “Loanese d’Oro” di quest’anno”

Professionista capace, conosciuto e stimato, ma anche cittadino impegnato politicamente: più volte consigliere comunale, consigliere ed assessore provinciale, viene eletto nel 1968 alla Camera dei Deputati, con incarichi che lo porteranno anche ad esperienze internazionali.

Infonde passione in ogni suo agire, proteso a migliorare la cittadina in cui vive e soprattutto la vita delle persone che vi abitano, sempre con un particolare riguardo verso chi è sfavorito. Come tutte le persone di grande intelligenza e cultura, è capace di sostenere contradditori con toni accesi per difendere la propria idea, ma senza mai scordare il rispetto e l’educazione in nome della competizione o della differenza di posizioni.

Ma oltre la figura pubblica c’è l’uomo, un uomo di garbo antico, amante del sapere inteso come piacere della conoscenza, dell’approfondimento, della riflessione. Un uomo dalla profonda ed eclettica cultura, mai esibita, mai vantata, ma che si traduce nella delicatezza dei gesti quotidiani, e che trova anche espressione nelle sue raccolte di poesie e nei suoi libri dedicati alla vita di Loano.

L’Avv. Carrara, circondato dalla sua famiglia, ha condiviso, con il suo modo affascinante e coinvolgente, il ricordo del suo arrivo a Loano, a poco più di tre anni, di come il paese lo accolse e di come lo sentì subito “casa”. Più che un discorso, un quadro, dipinto con pochi, ma abilissimi tratti, il suo amore per Loano, il suo sentirsene profondamente parte. La conclusione del suo intervento è stata pura espressione di ciò che maggiormente lo caratterizza: la dolcezza e la sensibilità, nel dedicare il “Loanese d’Oro” a sua moglie Fiore, la donna della sua vita; e la sua ostinata ricerca di giustizia, invitando a “non accettare che vi siano frontiere fra gli uomini, affinchè i diritti non esistano soltanto per chi vi è dentro”

Insieme al “Loanese d’Oro” il Presidente Telese ha consegnato all’Avv.Carrara anche una borraccia di alluminio, uguale a quelle regalate dal Club ai bambini delle scuole elementari e materne, ed una copia del libro “Sul filo dei ricordi di Dante Matiz”, edito lo scorso anno sociale dal Club e che presto sarà nuovamente acquistabile a fini benefici.

 

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