Trucioli

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La severa pagella dell’avvocato: Diffido del politico che campa con la politica. Perché non gli affido il mio futuro

Chi ha la pazienza di leggere le mie riflessioni “politiche” sa che non apprezzo questo sistema di governo e che ho la massima disistima di tutta, ma proprio tutta, la classe politica che da anni fa finta di governare ma, in realtà, pensa solo a mettersi un po’ di soldi in tasca per il maggior tempo possibile dicendo che è colpa degli altri.

di Antonio Chirò*

Il posto di Brunello Brunetto condiviso dall’avv. Antonio (Nino) Chirò

A volte, visto il disinteresse che circonda l’argomento, penso di sbagliare, di essere fuori dal tempo. La rappresentanza maggioritaria? Il sistema di governo? Tutte fumisterie, sogni di un vecchio nostalgico dei tempi andati! Poi la realtà, per fortuna, mi dà ragione. La prova? Eccola:

Ho sempre sostenuto il principio teorizzato da Giovanni Gentile: “deve governare l’aristocrazia del lavoro”. Non quindi l’aristocrazia del sangue, non l’aristocrazia dei soldi. Oggi, aggiungerei, non l’aristocrazia del web.

La scelta di chi deve governare non può essere affidata all’appartenenza di partito, di loggia, di parrocchia. Il governo va affidato a chi, nella sua vita ha realizzato se stesso ed i suoi progetti utilizzando le sue capacità professionali. Quando mi presentato qualcuno che vuole guadagnarsi la mia fiducia mi chiedo e gli chiedo: cosa fai nella vita? Come ti guadagni da vivere? Cosa hai realizzato? Se mi rispondono: sono un politico , evito di dargli fiducia e di affidargli il mio futuro. Quel signore non ha nessuna capacità di affrontare la realtà di governo e realizzare progetti di miglioramento e riforma necessari alla sopravvivenza di una nazione. Pensa ad assicurarsi un buon emolumento mensile, una buona pensione, una serie di incarichi lucrosi e fini a se stesso.
E per farlo complotta, intrallazza, cerca di evitare trappole, organizza trabocchetti e, quindi, non ha nemmeno il tempo di studiare i problemi e di trovare la loro soluzione.
La prova concreta? La situazione politica attuale. La pandemia e le sue conseguenze umane ed economiche hanno dimostrato l’incapacità di tutte le forze politiche di affrontare la grave situazione. Urla, tante, insulti, di più, coltellate, a iosa, soluzioni nessuna.
Ed ecco che la mia vecchia idea dimostra la sua validità. Il governo è stato sottratto alla politica politicante, quella che sa solo parlare, gridare, accusare gli altri.
Arriva, benedetto tutti, un “aristocratico del lavoro” come il professor Draghi, uomo dell’alta finanza, uomo di fiducia di quell’Europa che ci deve dare i soldi per uscire dalla crisi . Nomina responsabile dell’organizzazione della campagna vaccinale un generale degli Alpini professionista della logistica, non il politicante di sinistra o di destra.
I partiti? Vengono ascoltati, con cortese eleganza consultati, poi il presidente del consiglio fa il suo lavoro. Fa quello che si deve fare.E tutti zitti. Esamina, programma, decide, realizza senza farsi condizionale.
E i politici? Non gridano più, non si strappano le vesti per il martoriato popolo. Li lascia blaterale e sparare le loro minchiate: riapertura subito! Manco per idea. Liberi tutti! No.
Si continua come prima; siamo ancora a rischio, quindi gradualità in relazione ai dati statistici ed al parere dei tecnici. Via il ministro della salute! No, l’ho scelto io e resta dov’è! Aumentiamo le tasse di successione! Non se ne parla nemmeno, è tempo di dare non di prendere. Per toglierlo di mezzo, visto che non ascolta le pretese dei politicanti, con il vecchio sistema della lusinga, lo candidano alla Presidenza della Repubblica. Risponde gelido: maleducato! E il padulo: ha ragione!
Un altro piccolo esempio della bontà del mio sogno di una guida dell’aristocrazia del lavoro?
Il ponte di Genova. Il progetto affidato ad un architetto, italiano, di fama mondiale e di capacità indiscutibili.
La realizzazione affidata senza appalti e licitazioni di sorta ad aziende di stato e non, con capacità dimostrate e collaudate.
La politica? fuori dai giochi, se non per scegliere, affidare, controllare, verificare, in una parola: fare e assumersi la responsabilità di fare.
In conclusione una politica nuova, una scelta non delegata ad altri, la fiducia a chi ha dato prova di saper realizzare un progetto, non all’amico, al parente o al compagno di fede. Si può fare, basta volerlo e rispondere picche ai vecchi boiardi senza un lavoro, una professione, un passato che dimostri le loro capacità di vedere lontano e di realizzazione.
Antonio (Nino) Chirò*
(dalla sua pagina Facebook del 22 maggio 2021)
Andrea Bronda (già segretario provinciale della Lega Nord a Savona): Lavoro, praticamente bisogna diffidare del 90% dei Politici locali Savonesi che campano di Politica, perché se no un lavoro non sarebbero in grado di mantenerlo ….

 

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