Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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‘Ciao Giorgio, uomo coerente’. Per Vaccarezza un nuovo vecchio amore

Angelo Vaccarezza, un patrimonio di 15.213 Followerr.  Una ‘cassaforte’ elettorale che, nella sua provincia, ha raggiunto 4.570 voti, il più votato alle ultime regionali. A pieni giri, poco tempo dopo la creazione, lo staff comunicativo (con due bravi giornalisti) del gruppo consiliare ‘Cambiamo con Toti’. E ora il suo ultimo amore. Non c’è tempo da perdere, bisogna coltivare l’orto e seguire l’onda che sta baciando Fratelli d’Italia e la sua Giorgia Meloni. E il grimaldello ideale è recarsi all’altare che ricorda e onora Giorgio Almirante.

‘Cambiamo Liguria’: una media di due comunicati stampa al giorno. Ma soprattutto l’obiettivo di perseguire una strategia vincente, con il vento in poppa.  Per l’ex primo cittadino di Loano, ex presidente della Provincia, al suo secondo mandato regionale, massimo impegno a coltivare la prateria elettorale della destra – destra, nostalgici inclusi, i più idealisti del ‘pensiero’ di Almirante, sulle orme di mussoliniana memoria.  ‘Cambiamo’ che può contare su una macchina organizzativa provinciale piena di energie e  inaugura bruciando le tappe nuove sedi, con militanti attivi,  con l ‘assegnazione’ delle ‘cariche al merito’ nelle cittadine rivierasche e nelle aree più popolate dell’entroterra.

Angelo Vaccarezza che da ragazzone coltivava  simpatie missine, ma sulle orme di papà Nicola ha seguito la strada della Democrazia Cristiana di governo e di potere. Nella vita politica cittadina e in consiglio comunale dove la famiglia Vaccarezza (padre, zio Renzo, nipote) può vantare una presenza senza discontinuità da fine anni ’60.

Il compianto papà Nicola, albergatore di famiglia (con Stabilimento balneare), imprenditore edile, poi editore di Tele Trill, con sede a Ceriale (e il figlio ottimo speaker e giornalista pubblicista nei notiziari), era un ‘fervente’ tavianeo; aveva pure comprato un ‘casone’ nel bosco a Bardineto da un alto funzionario ministeriale e negli anni ruggenti di Taviani ministro, tra i cortigiani di Secondo Olimpio, sindaco del paese e capo ufficio stampa al ministero dell’Interno.

Angelo Vaccarezza non ha poi esitato a salire sul carro vincente, ha avuto fiuto quando è sceso in campo Silvio Berlusconi e la sua corazzata Forza Italia, il Pdl.  Forti di un impero editoriale e delle Tv.  Angelo si è fatto largo, ha messo in campo le sue doti, intuizioni, la sua forza elettorale che da Loano ha via via fatto proseliti in un crescendo costante. E neppure qualche immancabile sconfitta qua e là  l’ha rilegato in panchina. Sempre in campo, con un bagaglio che lo pone tra i più abili ‘giocatori’ della scena politica savonese e ligure. Passato indenne non solo nei momenti difficili che può attraversare un politico, un personaggio pubblico, ma anche dalle più insidiose ‘prove di vita’ che comporta la separazione coniugale, l’acuirsi di incomprensioni soprattutto da chi ritiene di aver subito, come moglie e madre, un affronto, un torto non meritato. Fino alle lacerazioni, al difficile punto di equilibrio.

Ma Angelo ha superato si direbbe anche queste ‘montagne’ russe e come non bastasse si è ripreso da un brutto colpo che l’aveva portato dritto in rianimazione. Tornato nell’agone più ritemprato e determinato di prima si direbbe, pronto a scacciare chi porta male. Impegnato in quel centro destra in cui Fratelli d’Italia si accinge a diventare  primo interlocutore , superando la Lega di Salvini che attinge a piene mani proprio nell’elettorato di destra. E Vaccarezza, non aspetta, non ha dubbi, avanti e barra dritta per non rimanere escluso dal bottino. Ed ecco rifiorire con il suo ultimo ‘amore’: Giorgio Almirante. 

DALLA PAGINA FACEBOOK DI VACCAREZZA

Giorgio Almirante da segretario del MSI venne due volte a Loano. A fine anni ’60 fece il suo primo comizio, sul palco davanti al mitico bar gelateria Gelmo, di fronte alla ‘Casetta dei pescatori’. Poco più di una trentina di militanti provenienti dal comprensorio davanti al palco; una trentina di carabinieri e poliziotti, un piccolo gruppo di disturbatori tenuti a debita distanza sul lungomare che urlavano slogan. La seconda volta, a Loano, Almirante riunì gli ‘amici’ che si ritrovarono a pranzo al G.H. Garden Lido. Tra i commensali un giovane cronista loanese che seguiva per lavoro le  tappe elettorali nel savonese: oltre a Loano, Finale Ligure e Alassio.

CIAO GIORGIO, UOMO COERENTE.
Il 22 Maggio del 1988 se ne andava Giorgio Almirante.
Nell’immediato dopoguerra è stato tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano, di cui fu Segretario per diciotto anni.
Un esponente di spicco della Prima Repubblica, mantenendo la carica di Deputato dal 1948 sino alla morte.
Umile ma forte, ha condotto i suoi uomini, i suoi militanti, con fermezza e volontà, soprattutto nel periodo degli anni di piombo, quando essere di Destra rappresentava, per molti, una colpa grave.
Giorgio Almirante è stato un rivoluzionario, un uomo per bene, leale e coerente con le proprie idee.
La scelta, nel 1984, di rendere omaggio alla camera ardente di Enrico Berlinguer, Segretario Nazionale del Partito Comunista Italiano, fotografa in maniera plastica chi lui fosse, al di là delle parole di molti.
Un uomo che, malgrado gli attacchi e le critiche, ha avuto il coraggio e la determinazione di rappresentare in Parlamento l’evoluzione, moderna della destra italiana, dal dopoguerra fino alla fine della sua attività politica.
Non scorderò mai i suoi insegnamenti, l’emozione dei nostri incontri, per cui ringrazio ancora oggi Giorgio Bornacin e Gianni Plinio, l’intensità delle interviste che ho avuto l’onore di fargli; uno degli uomini più rappresentativi per la mia formazione politica e culturale.
Un pilastro della mia storia, della mia crescita, umana e civile.
GIORGIO ALMIRANTE
Salsomaggiore 27 Giugno 1914
Roma 22 Maggio 1988

COMMENTI – Massimiliano Chicco Iacobucci: Grazie Angelo per questo bellissimo ricordo di un uomo che resterà da esempio per molte e molte generazioni.

Gino Dieli – Grandissima persona é sempre coerente ..cosa che ormai voi politici di oggi non conoscete…. caro Vaccarezza….io Almirante l’ho conosciuto a cena in un albergo di fianco alla stazione di Alassio dove veniva a trovare e parlare con i suoi iscritti ( camerati ) ad Alassio mio padre fondò prima sede del MSI e fu il primo consigliere credo in tutta la Liguria eletto in comune …. quindi caro Vaccarezza cercate di essere umili onesti e coerenti che di politici ladri ne abbiamo troppi.

Paolo Oggero: Grande politico…. grande uomo….. Spero che da lassù non veda i ” politici”d’ oggi. La visita alla Camera ardente per rendere omaggio al suo Grande avversario politico Berlinguer dice tutto sull uomo e sullo stile di alcuni politici di allora.

Jole Bacigalupi – Di uomini e donne in politica …come loro di destra o sinistra c’era un rispetto che oggi ce lo sogniamo …da Almirante a Berlinguer o la Nilde Iotti ecc.
Piera Bogliolo – Ci vorrebbe oggi un uomo come lui , anche se al punto dove siamo arrivati non so se basterebbe.
Roberto Pacino – Ricordo ancora quando venne a Loano e mi prese in braccio.

E c’è chi tra i commenti ha postato un manifesto Anpi provinciale di Grosseto come Paolo Fontana (Loano) Verso la fine delle superiori tenne un comizio a Loano, lo ricorderai anche tu. C’ero andato e a quei livelli sul palco sono tutti bravi.

VACCAREZZA RICORDA GIUSEPPINA GHERSI:
SAVONA 30 APRILE 1945 –
Si vivono momenti di sollievo e di gioia per la fine della guerra.
APPARENTEMENTE.
In realtà sono giorni di rabbia e di vendetta.
Il bersaglio sono loro, “i vinti” che subiscono violenze e soprusi di ogni genere.
Fra queste, anche vittime giovanissime e inconsapevoli come Giuseppina Ghersi.
Giuseppina è nata nel 1931: i suoi genitori possiedono un negozio di frutta e ortaggi a Savona.
Lei è piccola, ha tredici anni, una bambina.
Perché a 13 anni si è bambini anche nella guerra, nella paura, nell’orrore.
Giuseppina, studia, è impegnata alle Magistrali, scrive bene, tanto da ricevere un encomio per un tema su Benito Mussolini.
Dunque lei diventa il nemico, la “spia collaborazionista” e deve morire.
Viene rapita il 25 di aprile.
Cinque giorni dopo, il suo corpo, o quel che ne resta, viene lasciato all’ingresso del cimitero di Zinola, la testa contrassegnata da vernice rossa, buttato li, come una bambola rotta.
Oggi, oltre quel cancello riposano le sue spoglie, ovunque altrove, il suo perenne, doveroso ricordo.
Vae victis! Tito Livio scrisse, del primato della forza sul diritto, della crudele sopraffazione e accanimento di chi ha di fronte un avversario non più in grado di difendersi.
Oggi più che mai, arrivederci, indimenticata bambina. (Angelo Vaccarezza)
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NASCE “CAMBIAMO! LAIGUEGLIA”
Buongiorno Amici.
Il nostro viaggio per conoscere i Comitati di Cambiamo ricomincia: oggi è la volta di Laigueglia.
Permettetemi, uno dei Borghi più belli della Liguria, una realtà turistica importante, da tutelare e preservare.
Anche qui, molte le persone che hanno creduto nel progetto del Presidente Toti, lo hanno supportato, contribuendo in maniera concreta alla nascita di questo comitato.
Qui, a rappresentare Cambiamo! ci sarà Andrea Roggero.
Andrea rappresenta la parte giovane, la dedizione, l’ascolto, non solo dei suoi coetanei ma di tutti i cittadini che cercano speranza nella risoluzione dei problemi e nella condivisione di progetti finalizzati al bene comune.
“Ringrazio il Presidente Giovanni Toti ed il Coordinatore Regionale Angelo Vaccarezza per essere stati sempre presenti ed averci sostenuto nella realizzazione di questo progetto che è solo l’inizio – dichiara il Coordinatore Cittadino – siamo sicuri di riuscire a trasmettere il nostro entusiasmo a tutta la popolazione di Laigueglia.
Ringrazio il Coordinatore Provinciale Mauro Demichelis e Maria Arduino, segretario del Comitato, per l’impegno dimostrato, tutti coloro che hanno creduto in questo progetto ,e sono molti, e tutti quelli che vorranno farne parte.” conclude Roggero.
Auguro a tutto il comitato un buon lavoro, faremo, tutti insieme, grandi cose.
#cambiamoinsieme
#avantiliguria
mmmmm
 LE ‘INAUGURAZIONI’ DI CAMBIAMO
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