Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano perde Manhattan Inn: per 60 anni sala da ballo. Diventa palestra. E via l’ultimo hotel ancora sulla Michelin

La primavera di Loano ? Rai 3 Liguria, a caccia di buone e originali notizie, oggi  annuncia che a Balestrino è ‘sbocciato’ il nuovo disco di Zibba, affermato cantautore ligure e varazzino. E Trucioli.it si trova ancora una volta a cantare fuori dal coro. Il mitico dancing ‘ Manhattan Inn (ex Cabana) ha chiuso per sempre. Sono  in corso lavori per realizzare una moderna ed ampia palestra. Fine di una bellissima storia iniziata nei primi anni ’60.  Quel palco ha ospitato avvenimenti di grande risonanza, serate trasmesse da Tv liguri e piemontesi, cronache e copertine di settimanali. Sulla pista hanno ballato migliaia di persone, si sono esibiti ballerine e ballerini, sono fiorite tante storie d’amore, di ‘anime gemelle’.

Cioè che resta oggi dei ricordi sul muro esterno del dancing

Dopo quanto aveva scritto Trucioli.it  nel novembre 2019 (…il giudice accoglie il ricorso di un  agente immobiliare…chiuso il Manhattan….)  ecco lavori interni, al piano terra dello stabile del centralissimo corso Europa, per realizzare una moderna palestra.  I proprietari dell’immobile (la famiglia dell’imprenditore Federico Casanova di Finale Ligure) hanno presentato una ‘Scia’ che è stata approvata con il ‘benestare’  dei Vigili del Fuoco.

Ma vedremo oltre qualche spaccato in più, soprattutto fotografico, già dei bei tempi del ‘Cabana Night.

Non si parla neppure, ora che ci avviamo ad una nuova stagione turistica, che non c’è più un hotel di Loano (erano già ridotti a due) sulla prestigiosa guida internazionale Michelin diffusa in tutto il mondo, utilizzata soprattutto da una clientela medio alta e d’affari, ma anche per vacanze. Già nell’edizione 2020 tabula rasa. E’ rimasto, come presenza-bandiera della città, un unico ristorante: Bagatto.  Descritto cosi:  Locale rustico, nascosta in un caruggio del centro,  simpatica ttrattoria  dal particolare soffitto con mattoni a vista,  un ottimo indirizzo per gli amanti della cucina ligure e di mare. Semifreddo al chinotto tra le specialità  della casa, Brandacujun, buridda di stoccafisso. Stroscia con gelato alle olive taggiasche.

La Michelin ospitava ancora Villa Mary e nel 2019 il G.H. Garden Lido, sul porto turistico e fronte mare. E dal 2020 cancellato. Un brutto colpo per l’immagine alberghiera della città ? Certamente non depone a favore. Non giova nel suo complesso una località turistica assente sulla più diffusa e quotata guida che ha festeggiato 60 anni nel 2014. Con il Garden Lido era già accaduto negli anni ’80. La maestosa struttura venne inaugurata a giugno 1968. Dopo i primi anni di avvio, di crescente successo, con qualche difficoltà per l’ alternarsi di direttori (la proprietà è di una solidissima famiglia di industriali torinesi), fu la volta della direzione Ronchi (esperienze in Grand Hotel in Italia e all’estero) al quale successe Luigi Negro. Un imperiese che si era fatto le ossa in grandi alberghi, la gavetta insomma e conosceva bene il mestiere.

Va da se che la gestione di una struttura ricettiva  ad impronta turistica di mare, è forse una delle attività più difficili e più ‘rischiose’ anche a seconda delle località in cui si trova. Loano dal boom degli hotel è

La cassetta delle lettera non è ancora rimossa

passata al boom delle seconde case.  Nei primi anni ’90 la proprietà aveva scommesso su un nuovo direttore, allora il più giovane d’Italia riportavano le riviste del settore: 22  anni, Alessandro Corrado, madrelingua tedesca, poliglotta, studente universitario, soggiorni di studio in diversi paesi del Nord Europa, viaggi nel Sud America. Una scommessa, si diceva, iniziata con un programma di ristrutturazione interno che peraltro è  continuato negli anni e non è ancora terminato, anche se si è proceduto da ultimo ad una robusta cura dimagrante: è rimasto il solo pernottamento.

La direzione Corrado si era posta obiettivi precisi, strategie verso una clientela sempre più esigente ed attratta da tante altre opportunità e località di vacanza, di relax. Di pari passo proseguivano gli investimenti nelle risorse umane, professionalità dei dipendenti in primo piano e offrendo un posto di lavoro sicuro, corsi di aggiornamento, monitoraggio del trend arrivi, presenze, fidelizzazione del cliente soddisfatto, sua capacità di spesa. Una percentuale di occupazione  annuale delle camere  che si aggirava sul 76 %, il 34% stranieri. In piena estate l’hotel dava lavoro oltre a 50

L’ingresso dell’ex Cabana, ooi Manhattan con lavori in corso
Loano corso Europa anche il cartello stradale del dancing è stato rimosso

dipendenti, comprese le due spiagge (non era stato ancora fatto il colpaccio di acquisire i mega Bagni Lido  Sole); una ventina gli occupati nella bassa stagione ma con apertura annuale.

Nel 2003, dopo la morte del comm. Mario Magnetto, capostipite ed innamorato di Loano, nuovi direttori. La concorrenza si è fatta sempre più serrata,  sia sul mercato interno, sia europeo. Si aggiunga che anche Loano ha finito per perdere gran parte del suo tradizionale patrimonio di hotel,  pur vantando la più moderna struttura ricettiva della Liguria  (Ai Pozzi della famiglia De Giovanni) che ha consolidato la presenza di Loano 2 Village (famiglia Cappelluto): una vera e propria cittadella delle vacanze, una piccola industria quanto a lavoro e fatturato.

UN DANCING, UNA STORIA, UN MITO

NEL MONDO DEL DIVERTIMENTO DELLA RIVIERA

Loano dove ora è rimasto solo il dancing Saitta e la discoteca ex Frantoio a Borgo Castello. Il Saitta la seconda sala da ballo, per età, dopo il Kursaal. E negli anni di boom turistico (’60-’70) si era arrivati a 11 locali ‘danzanti’, dal centro alla periferia: L’Alpino, il Frantoio sorto come Whisky a Gogo, Barcarbar, Bri- Bri, Conchiglia night Club (il primo ad ospitare spogliarelli e entraineuse), Dark Club 17, Marinella (ha chiuso 3 anni or sono), Paradiso, Serenella, Tropical, Sirena.  Utile ricordare la bellissima e lunga stagione della Maxi Discoteca ai Pozzi, la più spaziosa della Liguria, fino a 5 mila posti. Serate con artisti di fama mondiale.

Sabato 21 ottobre 2017 si erano festeggiato, come documenta la pagina Facebook, i 55 anni del Manhattan Inn, fino al 1987 Cabana Night: inaugurato da tre soci, il più conosciuto e amministratore titolare della licenza era Franco Odazzi che dopo la cessione dell’attività poi si era trasferito in una piccola azienda agricola (allevamento di polli, oche, anatre, tacchini)  a Campochiesa d’Albenga.

Sotto riportiamo un programmino di serate estive. Balzano agli occhi alcuni artisti che hanno fatto la storia della musica leggera italiana. Gli intrattenimenti dell’agosto 1977 e di personaggi dello spettacolo che si erano esibiti. Superfluo un revival di cosa ha significato rimanere al passo dei tempi e del cambio delle mode.  Dal ballo liscio al moderno e ancora al liscio e ancora al moderno. Il latino- americano. La serrata concorrenza.  La difficoltà a puntare sulla clientela giovanile oppure no. Il fatto che nella stagione estiva sottraevano clienti i locali all’aperto, la lotta sui prezzi, dall’ingresso, all’abbinamento con la consumazione. L’esosità ed i controlli Siae. E poi l’avvento dei pomeriggi danzanti, delle gare di ballo, persino del ‘ballo sociale’. I veglionissimi di Capodanno, le serate di carnevale, Ferragosto. La scure delle capienze sempre più ridotte in locali potenzialmente a rischio. Ma anche casi di malavita, la richiesta del pizzo, gli anni in cui non era difficile leggere che era andato a fuoco questa o quella sala da ballo, night in particolare.

E come non ricordare episodi di risse e violenze, provvedimenti di chiusure, lotte per i decibel. E’ stata l’ultima battaglia persa dei due gestori finali, poi è rimasto solo uno. Ha lottato senza risparmiarsi, tra le difficoltà della chiusura forzata, l’affitto, le tasse, fino alla provvedimento del giudice. E per la famiglia Casanova, tutto sommato, è convenuto far fruttare al meglio la proprietà immobiliare. Forse avrebbero preferito realizzare box- garage, ma evidentemente c’erano difficoltà oggettive, da qui la scelta che tutto sommato non è del  mortificante per una città turistica. Come non si può ignorare che è pur sempre un’altra scommessa per chi ha scelto di investire. E a Loano non è l’unica palestra.

Sandro Moreno al dancing già da giovanissimo orchestrale e cantante di talento sia nelle serate sia nei pomeriggi danzanti.
E l’immancabile orchestra di Laura Fiori

UNA FOTO STORICA, IL SINDACO COMM. FELICE ELICE AL CABANA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE COMUNALI DEL 1966, CON UNA SERATA RISERVATA SOPRATTUTTO AI GIOVANI. QUI CON IL TITOLARE FRANCO ODAZZI

Loano 1966, Cabana dancing, l’allora sindaco e candidato comm. Felice Elice durante una serata musicale con invito riservato ai giovani, qui con il titolare Franco Odazzi e la mitica orchestra I Lunatici. (Foto archivio Trucioli.it)
Al Cabana 1968 serata a tema con la presentazione di spettacoli e la presenza di giornalisti delle maggiori testate e settimanali nazionali. Nella foto a sinistra a ds: Enrico Fabbri, di Savona, presentatore della serata e giornalista, l’albergatore allora presente della categoria, Mario Panozzo, il titolare del locale Franco Odazzi,  a destra della foto, Luciano Corrado e Gilberto Costanza. Una serata  in abito e cravatta.
E sul palco anche un giovanissimo esordiente Beppe Grillo

E COME DIMENTICARE LE BATTAGLIE ….ANCHE POLITICHE:

LA RIVIERA NON HA BISOGNO DI COPRIFUOCO, CHI VUOLE DORMIRE VADA A BARDINETO TUONAVA L’ALLORA ASSESSORE ALASSINO ARCH. MARCO MELGRATI, POI SINDACO E FAUTORE DEL DIVERTIMENTO NOTTURNO COME ATTRAZIONE TURISTICA. E ORA ALTRO DELLA ‘CAPITALE DELLA MOVIDA ALLA  CEPOLLINA’

 

 

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