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Liguria e Basso Piemonte

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Finale L. ex cave Ghigliazza: progetto 300 seconde case. Asta deserta. E la centrale solare. Se non adesso quando? Con ex Piaggio follia da 800 alloggi

Asta deserta per la vendita delle ex “cave Ghigliazza”. Si riapre la possibilità di un vero recupero ecosostenibile in sintonia con la “Next generation Italia”. Se non adesso quando? Il sito delle “Arene Candide” non merita di meno degli 8 milioni che lo stato ha investito per l’Isola Gallinara.

di Gabriello Castellazzi*

Nei giorni scorsi, nonostante un’offerta base molto bassa, è andata deserta l’asta per la vendita delle ex “cave Ghigliazza”. Risulta evidente il fallimento di un progetto urbanistico già criticato da molti perché impostato sulla realizzazione di 300 nuove seconde case: circa ottocento appartamenti, se aggiunti a quelli previsti dal “Progetto Piaggio” (del quale non si è saputo più nulla), su di un’area del Finalese estremamente delicata sotto il profilo ambientale.

A questo punto, per giungere alla conclusione della complessa pratica che si trascina ormai da troppo tempo, potrebbero trascorrere ancora molti anni e continuerebbe la presenza di una realtà fortemente degradata e deturpante per paesaggio della costa ligure.

Il problema potrà essere risolto soltanto con una modifica radicale dei vecchi progetti oggi incompatibili con la situazione economico-ambientale in rapida evoluzione.

Una soluzione si potrà trovare nell’orientamento sempre più “verde” nella nuova politica economica europea che, attraverso la “Banca europea per gli investimenti” (Bei), si impegna a fnanziare il 50% dei progetti in linea con gli “Accordi di Parigi” nella lotta ai cambiamenti climatici. La “Next generation EU” con il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”(PNRR) mette a disposizione per l’Italia 223,91 miliardi di euro destinati a finanziare sei diversi obiettivi.

Uno di questi mira a rilanciare con 46,30 miliardi  i settori del turismo e della cultura, nell’ambito di una “transizione verde”. Un altro destina 69,80 miliardi per “incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili”. Il treno sta passando anche per la Liguria e non possiamo permetterci di perderlo.

Il “Green New Deal” (Nuovo Patto Verde) deve esser preso in seria considerazione e tra le proposte concrete per un utilizzo eco-sostenibile delle ex “cave Ghigliazza” – tenuto conto della necessità in Italia di installazioni fotovoltaiche capaci di fornire nei prossimi anni ulteriori 50 GW di energia elettrica pulita – c’è la possibilità di realizzare una “centrale solare” nella parte alta delle cave; ipotesi di lavoro già avanzata circa dieci anni fa dall’Ing. Gianpiero Suetta del “Solar Technology Group” di Savona  proprio per la posizione ottimale dell’area rivolta a sud.

L’impianto, con superficie di mq.11.250 e potenza di 1.125 Kw, potrebbe produrre ogni anno 1.123.000 Kwh di energia elettrica con  un risparmio ecologico-ambientale di 670 ton. di CO2 non immessi in atmosfera.

I finanziamenti che riguardano il settore turistico-culturale possono essere indirizzati per il risanamento ambientale dell’ampia area della cava più vicina al mare con la valorizzazione del sito archeologico della “Caverna delle Arene Candide”. Tutti gli studiosi riconoscono questo patrimonio finalese come il più interessante sito archeologico dell’area mediterranea: una testimonianza completa delle popolazioni neolitiche vissute sul nostro mare. Ricordiamo che le “Arene Candide” sono state l’ultima dimora del “Giovane Principe”, vissuto nel Finalese 25.000 anni fa e oggi “esule” nel “Museo di Villa Pallavicini” a Genova Pegli. Il progetto di un “Parco Archeologico” con vie di accesso facilitate, piccolo museo e foresteria, era già contemplato nei piani di recupero dell’area e potrebbe collegarsi ai siti archeologici di Borgio Verezzi (Villaggio fortificato dell’età del del ferro, Dolmen megalitico, Mulino Fenicio, Cava dei Fossili, ecc.).

Per la realizzazione di questo “sogno” finalese, la pubblica amministrazione si trova in una situazione particolarmente favorevole, in quanto risulterebbe tra i creditori della società attualmente proprietaria delle ex-cave.

Nei mesi scorsi un coro di voci si levò giustamente affinché il patrimonio storico-ambientale dell’Isola Gallinara venisse acquisito dal Comune di Albenga e reso fruibile  per finalità turistico-culturali. Il Ministro Franceschini, rispondendo alle sacrosante richieste del Sindaco Riccardo Tomatis, ha messo a disposizione otto milioni di euro nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”. Il sito delle “Arene Candide” non merita di meno.

L’area vicina al mare, potrebbe ospitare invece un grande giardino botanico mediterraneo  sull’esempio dei “Butchard Gardens” di Victoria (Canada), con  idonee strutture turistico-ricettive. Il collegamento è pertinente perchè quella zona era occupata da una grande cava di pietra calcarea abbandonata, simile a quella di Finale. Oggi quel sito è diventato una meravigliosa attrattiva turistica, con fiori, piante, stagni e scenari suggestivi: in ogni stagione un arcobaleno di colori che attira visitatori da ogni parte del mondo.

In conclusione i Verdi savonesi ritengono che un degrado ambientale di tali dimensioni non possa più essere tollerato nel paesaggio finalese e se esistono altre proposte per un recupero eco-sostenibile dell’area utilizzando la possibilità di attingere ai finanziamenti europei, è bene queste vengano discusse apertamente.

Il portavoce dei Verdi della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi

 

 

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