Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio-Andora unica galleria di 9,714. La seconda tra Pietra e Borghetto. A morte falde idriche. Borgio binari a 32 m. di altezza, Loano 12 in profondità

Franco Stalla: “La fabbrica del comprensorio Ingauno è l’agricoltura, più di 5000 persone sono nel settore primario, perdere circa 80 ettari vuol dire che tra i lavoratori diretti e indotto sono a rischio all’incirca 500 posti di lavoro che durano nel tempo”. E cosa cambierà nel tratto tra Finale Ligure e Albenga.  Varigotti e Finale, con i binari in galleria, hanno perso le falde idriche, tra i beni primari e preziosi dell’umanità.

IL 14 APRILE- NON PERDIAMO IL TRENO: cosa prevede il progetto per lo spostamento a monte della ferrovia?

Abbiamo analizzato nel dettaglio l’ultima versione del progetto per lo spostamento a monte della ferrovia tra Finale Ligure e Andora, diviso in diciotto tavole. L’intervento copre una tratta di 33 chilometri e 761 metri. Di questi, 25 chilometri e 169 metri sono costituiti da nuove gallerie.
Superata la stazione di Finale Ligure, il nuovo tracciato entrerà nella nuova galleria della Caprazoppa (3308 metri), dove avverrà l’ingresso nel sottosuolo di Borgio Verezzi. Il tunnel passerà sotto il borgo di Verezzi e sbucherà con un viadotto sul rio Bottassano. A quel punto entrerà nella galleria Monte Grosso (1455 metri), che inizierà nel territorio di Borgio, passerà in quello di Tovo San Giacomo e farà capolino a Pietra Ligure. Al termine di questo tunnel ci sarà la prima fermata della nuova linea, quella di Pietra Ligure, a pochi metri dal confine coi comuni di Tovo e Giustenice. Dopo la stazione di Pietra, inizierà la galleria Castellari (5027 metri, la seconda per lunghezza del nuovo tracciato), che passerà sotto il casello autostradale di Ranzi, sotto il torrente loanese Nimbalto e terminerà al confine tra Loano e Borghetto Santo Spirito. Successivamente, i binari entreranno nella galleria Pineland (380 metri).
A questo punto ci sarà la seconda fermata della nuova tratta, quella di Borghetto, accanto allo svincolo di accesso al casello autostradale. Per consentire il passaggio della ferrovia, è previsto lo spostamento della strada provinciale per Toirano di circa cento metri verso il torrente Varatella. Il nuovo tracciato passerà sopra la nuova strada provinciale e proprio in questo punto incrocerà, per la prima volta, la sede autostradale, portandosi a monte dell’Autofiori proprio in corrispondenza con l’imbocco della galleria Croce (4565 metri, la terza più lunga). Il nuovo traforo entrerà nel territorio di Ceriale, transiterà sotto il Poggio Castellaro, la frazione Peagna, la valle del rio Torsero e, in corrispondenza dell’Autogrill, incrocerà nuovamente l’Autostrada dei Fiori, per portarsi a valle. Dopo circa 600 metri in territorio albenganese, i binari rivedranno la luce alle spalle di Campochiesa, passando a circa 80 metri dal centro storico della frazione.
Prima di arrivare alla stazione di Albenga, ci saranno ancora da attraversare la galleria Parei (500 metri), un viadotto di 200 metri sul torrente Neva e due gallerie alle spalle di Bastia (rispettivamente di 80 e 140 metri), dove inizierà il marciapiede della nuova stazione albenganese, lungo 415 metri, non lontano dallo svincolo dell’Aurelia Bis.
Un ponte di circa 400 metri sul torrente Arroscia porterà la nuova ferrovia all’imbocco della galleria Alassio, la più lunga del progetto coi suoi 9 chilometri e 714 metri, tanto da sbucare direttamente ad Andora. Il traforo percorrerà per un chilometro il territorio di Villanova d’Albenga, prima di entrare nel sottosuolo alassino.
La galleria passerà sotto Vegliasco, sotto località Sant’Anna e si allargherà per dare vita alla fermata sotterranea di Alassio (la quarta e ultima prevista dal progetto), con un marciapiede lungo 200 metri posizionato sotto la rotonda all’ingresso dell’Aurelia bis, in cima a via Gastaldi. Poi il tunnel passerà sotto le scuole di via Neghelli, sotto il nuovo campo sportivo, entrerà nel sottosuolo di Laigueglia e spunterà ad Andora, dove si collegherà col tracciato esistente.
Un altro aspetto importante del progetto riguarda l’altezza del futuro tracciato ferroviario.
A Finale Ligure i binari saranno a circa 8 metri sul livello del mare. A Borgio Verezzi la quota sarà di 32 metri, a Loano si scenderà a 12 metri e ad Albenga sarà intorno ai 30 metri, mentre ad Alassio toccherà il punto più basso: 2,5 metri sotto il livello del mare. Ad Andora, infine, si risalirà fino a 16 metri.
Per concludere, i costi dell’opera. La stima di inizio anni ’90 era circa 3 mila miliardi delle vecchie lire, pari a un miliardo e mezzo di euro, con una spesa di circa 50 milioni di euro a chilometro. Negli ultimi trent’anni, i costi per la realizzazione dei tunnel ferroviari sono quasi raddoppiati, anche a causa delle normative più rigide per la sicurezza dei treni in galleria, e quindi l’importo complessivo dell’opera dovrebbe aggirarsi intorno ai tre miliardi di euro.
Com’è cambiata la situazione dove la ferrovia è stata spostata a monte e com’è andata invece dove si è mantenuta la linea litoranea? L’appuntamento è per dopodomani (venerdì 16 aprile), quando proveremo a rispondere anche a questa domanda.
Angelo Fresia
Gruppo d’informazione.
NON PERDIAMO IL TRENO
12 APRILE 2021 – Dieci domande (e qualche risposta) sullo spostamento a monte della ferrovia
Negli ultimi mesi, gli organi d’informazione hanno ricominciato a parlare con insistenza del progetto per lo spostamento a monte della ferrovia tra Finale Ligure e Andora. Sotto ogni punto di vista (economico, occupazionale, ambientale, paesaggistico) è l’opera col maggiore impatto sul nostro territorio degli ultimi cinquant’anni.
Nonostante la portata dell’intervento, pochi conoscono davvero il progetto e i cambiamenti che potrebbe portare al nostro comprensorio. Per questo motivo, un gruppo di persone ha deciso di riunirsi, per tentare di dare una risposta ai principali interrogativi, cercando documenti, coinvolgendo esperti e tecnici, confrontando la situazione del ponente savonese con altri territori, analizzando dati e statistiche in materia di trasporti ferroviari.
È nato così il gruppo d’informazione “NON PERDIAMO IL TRENO”. L’obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza della cittadinanza sul progetto e sulle sue conseguenze. Nessuno ha la verità in tasca, ma una scelta consapevole sul nostro futuro può nascere solo da una corretta conoscenza della realtà. Il nostro obiettivo è innescare un ampio dibattito sull’argomento, nel quale critiche e suggerimenti saranno ben accetti.
Per dare una corretta informazione a tutti coloro che si ritengano interessati (semplici cittadini, amministratori pubblici, giornalisti) abbiamo deciso di pubblicare un approfondimento sul tema, suddiviso in dieci domande.
1. Cosa prevede il progetto per lo spostamento a monte della ferrovia?
2. Com’è cambiata la situazione dove la ferrovia è già stata spostata e com’è andata invece dove si è mantenuta la linea litoranea?
3. Quanti posti di lavoro saranno creati?
4. Quali saranno le conseguenze sui trasporti?
5. Come impatterà sull’economia lo spostamento a monte?
6. Quali saranno i vantaggi sul trasporto delle merci?
7. Quanti treni ad alta velocità viaggeranno sulla tratta Finale Ligure-Andora dopo lo spostamento a monte?
8. Come si trasformerà il mercato immobiliare con lo spostamento a monte?
9. Dove finiranno gli oltre 7 milioni di metri cubi di detriti estratti dai 25 chilometri di gallerie?
10. Quali saranno gli effetti sull’ambiente?
Ringraziamo fin da subito chi ci seguirà in questa mini-inchiesta, che sarà composta da brevi articoli, dal tempo di lettura massimo di 3 minuti. Una sola puntata avrà una durata di 4 minuti.
4 minuti, un tempo che avrà un ruolo fondamentale nello spostamento a monte.
La prima puntata sarà pubblicata dopodomani, mercoledì 14 aprile.
Gruppo d’informazione
NON PERDIAMO IL TRENO
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