Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona, le Albissole, i musei, la ceramica. Facciamo il punto. Il silenzio degli incapaci a Palazzo Sisto. Queste le prove

La scorso numero di trucioli.it ho, tra le altre cose, accennato al progetto del candidato sindaco Marco Russo di proporre la candidatura di Savona a capitale italiana della cultura, ma ora vorrei porre alcuni temi, che investono soprattutto l’attuale amministrazione savonese e che rischiano di divenire vere “pietre di inciampo” per un progetto importante e condiviso.

di Danilo Bruno

Se si parla di ceramica e di attività culturali connesse bisognerà in primo luogo porsi in termini comprensoriali poiché vi sono nella zona ben tre musei dedicati specificatamente alla ceramica contemporanea: Savona, Albisola Superiore e quello diffuso di Albissola Marina oltre al museo archeologico di Savona e al Centro ligure di storia della ceramica, che ha sede al Priamar presso di esso.
Proverò a fare il punto della situazione:
a) al Priamar è ospitato il Centro Ligure di Storia della Ceramica, che dal 1968 tiene un importante convegno internazionale annuale su temi storici ceramici , di cui vengono pubblicati gli Atti diffusi in tutta Europa. Esso vanta pure una importante biblioteca e una collezione di pezzi ceramici, che sono esposti in gran parte al Museo “Trucco” di Albisola Superiore  ed alcuni all’archeologico di Savona;
b) il museo archeologico di Savona al Priamar conserva una notevole esposizione di pezzi ceramici sia di importazione a testimonianza degli scambi commerciali attraverso il Mare Mediterraneo già dall’ alto Medioevo fino alla produzione locale attestata  a partire dal secolo XI;
c) Il Museo della Ceramica di Savona, che è congiunto in un unico percorso espositivo con la Pinacoteca (priva peraltro di direttore ormai da troppo tempo come il teatro civico) e che raccoglie laggioni (piastrelle) e azulejos (ornamenti di architettura portoghese e spagnola) del secolo XV fino ad autentici capolavori di arte contemporanea. Il Museo è autonomamente gestito  da una Fondazione, composta dalla De Mari e dai tre comuni prima citati. Ha un suo consiglio di amministrazione e un autonomo comitato scientifico;
d) Il Museo Diffuso della Ceramica di Albissola Marina (MUDA) è diffuso su più sedi sia pubbliche che private ed è dotato di un autonomo comitato scientifico. Possiamo identificare come parti del Museo: il centro espositivo e biblioteca, la Passeggiata degli Artisti, Casa Jorn, la Fabbrica Mazzotti,…;
e) Il Museo Manlio Trucco di Albisola Superiore è  situato nella casa – studio di Manlio Trucco (1884-1974), pittore, ceramista e designer. Al suo interno si trovano numerose opere sia medievali che contemporanee (Luzzati,…);
f) Nella valle del Sansobbia vi sono poi le tracce di antichi mulini, che dal XVII secolo furono convertiti in strumenti per la preparazione di materiale per le industrie ceramiche. A questo punto sorgono alcuni problemi da affrontare o almeno alcune domande a cui rispondere.
1) Il Museo della Ceramica di Savona è gestito da una Fondazione a cui partecipano pure due comuni del comprensorio ma le iniziative dei musei sopracitati si integreranno prima o poi o le attività comuni rimarranno sempre saltuarie, episodiche e legate a stimoli esterni?
2) Il Museo della Ceramica di Savona verrà gestito in futuro da quel gruppo di giovani, che avevano vinto la gara della Fondazione Garrone sulla creazione di impresa qualche anno fa o diversamente come si rapporta quel progetto con la futura gestione della struttura?
3) Il Museo della Ceramica pare cominciare la storia della ceramica dal secolo XV e prima? E gli scambi con gli altri luoghi del bacino del Mediterraneo? Insomma si costruirà un percorso di visita, che parta dal Museo Archeologico ove si trova la storia della ceramica nel savonese o si pensa che musealizzare significhi solo creare visioni attraenti per i visitatori e le visitatrici senza studi e ricerche?
4) Il Museo della Ceramica di Savona integrerà il proprio comitato scientifico con il Centro Ligure di Storia della Ceramica ? Oppure ogni organizzazione continuerà a funzionare in un solitario isolamento non voluto per il Centro e il Museo Archeologico e invece perseguito da anni dal Comune di Savona e a quanto  pare pure dal Museo della Ceramica;
5) Conseguentemente il Museo della Ceramica di Savona farà mai una autonoma ricerca scientifica sulle produzioni artistiche, sugli scambi commerciali, sulle organizzazioni del lavoro ceramico, sulla nascita della figura del moderno imprenditore, sul periodo della presenza di grandi artisti in zona (Martini, ...)?
A questo punto ritengo che vi siano numerosi nodi da sciogliere su cui la politica culturale comunale purtroppo non ha mai voluto investire e neppure risolvere lasciando che le cose andassero verso il fondo con l’attuale chiusura del Museo Archeologico Cittadino nel completo silenzio di una Giunta Comunale, che si spera arrivata al capolinea.
Danilo Bruno
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