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Savona: ci salverà la città dei Papi? Il progetto del candidato Marco Russo

In questi giorni, a Savona, si sta discutendo un importante progetto anticipato dal candidato sindaco: Marco Russo ovvero presentare la candidatura della città a “Capitale Italiana della Cultura”.

di Danilo Bruno

Si tratterebbe sicuramente di un ottimo progetto per rilanciare la città di Savona e soprattutto dare l’adeguato spazio alle attività culturali, quale strumento di coesione sociale e soprattutto provvedere ad adeguati finanziamenti che permettano anche al Museo Archeologico di riaprire e di svolgere la propria attività scientifica.
Ciò che appare strano in questo dibattito, seguito alla annunciata chiusura del Casino di Lettura, è la continua affermazione di “Savona: città dei Papi”, come se una adeguata dose di cattolicesimo fosse sufficiente a rilanciare la nostra città.
Tre sono i Papi, a cui ci si riferisce: Sisto IV (Pecorile 1414-Roma 1484), Giulio II ( Albisola 1443- Roma 1513) e Pio VII, che a Savona agli inizi del XIX secolo fu prigioniero del Governo Napoleonico.
Ciò che colpisce in questa definizione è sicuramente il valore culturale poiché comunque ci si riferisce ad un  periodo di intensa attività per Savona, che ha lasciato grandi presenze in città a cominciare dalla Cappella Sistina.
Mi sono infatti posto una domanda: ma quante città dei Papi ci sono, ad esempio, in Europa?
Anagni è il luogo di nascita di quattro Papi (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX, Bonifacio VIII);
Viterbo fu sede pontificia dal 1257 al 1281 e ospitò in tempi diversi ben quaranta Papi;
Avignone per settant’anni fu sede vescovile dal 1307 al 1377.
A questo punto forse si vuole presentare una candidatura comune? O forse si potrebbe per una volta spostare l’attenzione all’intera storia della città a cominciare dalla ceramica, che proprio trova nel Museo Archeologico i segni della propria origine.
Poi per coloro che sono cattolici e ritengono che senza la presenza religiosa non si possa qualificare la coesione sociale della città perché non fare riferimento all’ apparizione della Madonna di Misericordia che ha significato un grande mutamento sociale per Savona e soprattutto con la celebre frase “Misericordia non Giustizia” riuscì a scuotere la coscienza della città e poté avviare la rinascita sociale ed economica dopo la distruzione della Cattedrale e l’interramento del Porto oltre alla costruzione della fortezza del Priamar.
Nel contempo bisogna poi tenere presente il profondo legame fra Santuario e la cittadinanza espresso nelle annuali e partecipate processioni (ovviamente non negli ultimi due anni) e l’importanza della Processione del Venerdì Santo, che è un fatto di devozione ma anche di enorme importanza sociale e culturale.
In città poi vi sono alcuni fatti, che potrebbero essere legati per una  lettura meno religiosa e più laica (e magari veritiera della storia cittadina).
Savona fu governata durante il periodo napoleonico dal Prefetto Chabrol, che studiò tutto il Dipartimento e scrisse la celebre Statistica ma soprattutto si preoccupò di acquisire notizie ed elaborare progetti per la crescita ordinata della collettività .
A Savona nacque Alessandro Destefanis che morì molto giovane nella battaglia per la libertà di Genova nel 1849 quando la città insorse per la propria libertà come Roma, Venezia, Milano e fu saccheggiata per giorni dai bersaglieri guidati da La Marmora per insediare nuovamente il dominio sabaudo in luogo dell’autonomia repubblicana e mazziniana.
A Savona fra il 1831 e il 1832 Giuseppe Mazzini fu imprigionato sul Priamar, dove si trova tuttora la cella. Qui egli elaborò la Giovine Italia ovvero la tesi secondo cui solo gli Italiani con una propria e autonoma rivoluzione potevano liberarsi dal dominio straniero per cui essi dovevano guardare in se stessi senza rivolgersi ad altri stati per ottenere la libertà.
Nel contempo Mazzini lasciò definitivamente la Carboneria, che con i propri riti misterici era molto lontana dal popolo. La rivoluzione proposta da Mazzini presupponeva  che ogni persona dovesse assumere le proprie responsabilità verso le altre persone e creare una società democratica repubblicana e solidale.
Savona ebbe anche un grande ruolo nella Resistenza ( medaglia al valor militare) e fu la città ove iniziò ad operare Sandro Pertini oltre al luogo da cui partì nel 1926 Turati ed altri socialisti verso la Francia per sfuggire alla dittatura fascista.
Come si vede quindi proprio in questo periodo si può dire che con la Lotta di Liberazione si completò il processo teorizzato da Mazzini ovvero la rivoluzione nacque da una presa di coscienza del popolo italiano sulle sorti della patria e soprattutto si realizzò quella repubblica democratica che egli teorizzava tanto tempo prima.
Credo a questo punto che vi sia tanto materiale di lavoro che definire la città solo “città  dei Papi” sarebbe un pò vecchio, scontato e forse fuori luogo nella presentazione della nostra città.
Danilo Bruno
CORREVA L’ANNO 1992 E IN OCCASIONE DEL NATALE IL SECOLO XIX
STAMPAVA ‘CARA SAVONA’ CON L’INTRODUZIONE DEL DIRETTORE CARLO ROGNONI
315 PAGINE CON TESTI DI ALDO ROSSI E COLLABORAZIONE DI MARGHERITA GALANTI
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Danilo Bruno

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