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Liguria e Basso Piemonte

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Anche Savona sacrificata dalla Sanità ‘sregolata’. E un candidato sindaco confessa e ritratta: Solo un errore

Anche Savona vittima della Sanità ‘Sregolata’. Con un candidato sindaco che confessa di essere stato contaminato da Covid 19.

di Gianfranco Barcella

In centro città la bacheca con i manifesti elettorali di Piero Santi candidato sindaco ? “Per continuare insieme con  l’impegno di sempre”.

Non stiamo a sindacare in questa sede perché in Italia fino a poco tempo fa si vaccinavano 170.000 – 180.000 pazienti al giorno ed in Inghilterra, 500.000. Di questo passo, con il vaccino AstraZenica che richiede la somministrazione di due dosi, si arriverebbe all’immunità di gregge tra 15 mesi, circa. Di certo è mancato un piano vaccinale italiano e così ha prevalso il caos e la disorgnizzazione.

La regolazione di un diritto fondamentale come quello alla salute, tutelato e garantito dalla Costituzione, non può tollerare differenze regionali, o peggio ancora provinciali per giungere fino alla programmazione parcellizzata delle singole ASL. Le liste di attesa, le liste di riserva sono scritte ogni giorno sull’acqua.

Ci sono stati, in Lombardia dei componenti dello stesso nucleo familiare che sono stati chiamati a vaccinarsi, rispettivamente in centri, distanti tra loro, ben trenta chilometri! Ma la nostra Liguria non sta meglio, anzi! Era terz’ultima nella graduatoria dei vaccinati! Restiamo a Savona.

Il dr. Renato Giusto del Sindacato Medici Italiani

Il dott. Renato Giusto (SMI) ha affermato di recente: “Siamo nel caos totale. I medici sono arrabbiatissimi, e sono loro a rapportarsi con le persone”.  Tiziana Cileto, medico di Finale Salute ha detto: “ Forse ci daranno 130 dosi dopo Pasqua, ma bisognerà vedere se potremmo proseguire in quanto le persone, nelle categorie prioritarie, si stanno esaurendo. Il governatore Toti ha annunciato l’apertura delle hub alla Fiera di Genova, ma la distribuzione dei vaccini ai centri privati e alle farmacie penalizza nuovamente i medici di base”.

La dr.ssa Tiziana Cilieto di Finale Salute

Ma Toti ha chiarito ogni polemica che è dilagata in tutta la Liguria, affermando:”Siamo orgogliosi di aprire questi canali, primi ed unici in Italia, a farlo Nessuna programmazione è stata camcellata, semplicemente abbiamo ridotto le prenotazioni per le prossime settimane, per via del taglio delle consegne AstraZeneca. Per compensare, consegneremo ai medici dosi Pfizer, che fino a ieri, i medici non avevano. Non ci sarà mai l’esclusione da parte nostra di alcuna categoria. Ma sporgeremo querela per diffamazione verso chi dichiara cose diverse dal reale”.

Purtroppo siamo appesi alla disponibilità dei vaccini– ammette Francesco Bogliolo, presidente di Alassio Salute-, ma l’Asl ci ha garantito che appena saranno disponibili nuovi lotti, saremo contattati per ricominciare. Ad Alassio Salute siamo pronti a incrementare il ritmo delle somministrazioni: quando saranno disponibili le dosi credo che una città come Alassio possa essere interamente vaccinata in 8 settimane. Farlo prima dell’inizio della stagione balneare sarebbe un buon biglietto da visita turistico”.

Il dr. Francesco Bogliolo presidente Alassio Salute

Resta il fatto che i medici di famiglia sono stati lasciati a corto di vaccini AstraZenica, i centri di somministrazione sono stati costretti a rallentare, ed anche a chiudere l’attività per mancanza <di munizioni> nella guerra contro il Covid 19. Si è inceppata così la grande macchina organizzata dai medici di base ed a farne le spese sono stati i pazienti, che ora dovranno attendere più a lungo. Il taglio del 50% delle consegne Astra Zenica ha stravolto il piano della Regione e dell’Asl che è stata costretta a rimodulare le agende, in modo da far corrispondere alle prenotazioni già effettuate, le dosi ancora disponibili. Tutto il mese di Aprile risulterà problematico: dal 5 gli appuntamenti passeranno da 3.000 a circa 1.600 alla settimana.

Il prof. Lorenzo Cuocolo docente universitario

Ma c’è di più!  Il Covid 19 ha suscitato anche un dibattito giuridico in merito alla possibilità di imporre per legge l’obbligo di vaccinazione per i sanitari. Fuori da ogni bagarre ideologica, bisogna chiedersi se il percorso verso il vaccino obbligatorio sia conforme alla Costituzione.  Il prof. Lorenzo Cuocolo ha scritto di recente sulle pagine del Secolo XIX: “ La Corte Costituzionale ha chiarito che nessuno può essere chiamato a sacrificare la propria salute per proteggere quella degli altri (sent.118/1996). Ma se il disagio di un vaccino è <tollerabile>, allora può essere richiesto e anche imposto. Non bisogna dimenticare, infatti, che la Costituzione impone anche l’adempimento di alcuni doveri e, fra questi, quello di solidarietà (art.2 Cost.).  …. Il diritto dell’individuo non può mai essere assoluto, ma deve essere contemperato con una dimensione sociale e solidale, perché oltre ai diritti esistono anche i doveri”.

Per ultimo, ma non per importanza, il Covid ha riproposto anche il <triste binomio> corruzione e sanità. Negli ultimi tre anni il 13% degli episodi corruttivi ha riguardato il settore della sanità. Ma ora con l’emergenza Covid 19 c’è il rischio che vada molto peggio. Dall’inizio della pandemia al 17 novembre, secondo l’Autorità  Nazionale Anticorruzione (ANAC), sono stati messi a bando, per affrontare la crisi sanitaria, oltre 14 miliardi di euro. Sono soldi spesi per l’acquisto massiccio di servizi e forniture, dalle mascherine ai banchi di scuola, attraverso  procedure straordinarie. A fronte di questa enorme cifra, le stazioni appaltanti hanno comunicato soltanto importi aggiudicati per 5,55 miliardi.

Per oltre il 60% non si sa nulla. L’emergenza pandemica ha aumentato i rischi di corruzione. I dati di un’indagine conoscitiva, condotta da Anac, in relazione agli affidamenti di forniture di dispositivi di protezione nel periodo marzo- aprile 2020, conferma a pieno titolo la sussistenza di criticità, sprechi ed inefficienze, evidenziando come gli affidamenti di forniture di mascherine abbiano presentato in circa un caso su due, varie tipologie di criticità, con particolare riferimento al mancato rispetto dei tempi di consegna, segnalato per circa il 25% degli affidamenti.

Nel 5% dei casi si sono inoltre registrate verifiche negative del possesso dei requisiti da parte degli aggiudicatari. Eppure l’emergenza sembra giustificare la tolleranza diffusa da parte degli enti pubblici e questo è <brodo di coltura di frodi e di pratiche corruttive>. Così soltanto in 7 casi  su 311 c’è stato il ricorso all’applicazioni di penali o risoluzioni contrattuali e un solo caso di segnalazione all’Anac di esclusione. Ciò significa che nel 97,5% dei casi, pur in presenza di anomalie evidenti, gli enti pubblici non sono stati in grado di rilevarle o le hanno ignorate.

Fenomeni che i cittadini non ignorano come conferma l’indagine sulla percezione delle mafie e della corruzione, anche alla luce dell’emergere della pandemia, condotta a novembre da Libera e Demos su un campione di 995 persone. Per l’81 % degli intervistati <la corruzione in politica è lo specchio della società italiana> e solo il 17% non lo ritiene; opinione prevalente del Nord Est (83%) e del Sud/isole (84%). Il 71% degli intervistati ritiene che con l’emergenza Covid 19 la corruzione in Italia si stia diffondendo ancora di più”.

L’ultima parte del dossier di Libera è dedicata al questionario <Corruzione in Sanità>, promosso dallo Small Working Group “Mafia e Corruzione in Sanità” del SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina -APS. L’inchiesta è stata rivolta a studenti e neolaureati in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Professioni Sanitarie in vari università italiane su un campione di 1498 tra studenti e neolaureati. Nonostante la maggior parte dei partecipanti alle indagini ritenga la corruzione un problema di entità grave (71,8%), il 10% del campione crede che la corruzione sia accettabile  quando non si crea un danno o quando è finalizzata al raggiungimento di un obiettivo.

E si arriva al 49% di chi ritiene un motivo valido, l’ottenimento di un posto di lavoro. “Urge allora – è l’appello di Don Ciottiquel cambiamento profondo, radicale, che la pandemia non solo suggerisce ma impone. Bisogna fare insomma della crisi una sorta di positvo <agente provocatore>, perché, come dice Papa Francesco, “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”.

Di fronte a dati impressionanti come quelli del presente rapporto, bisogna non solo pensare <mai più come prima>, ma trasformare il pensiero in impegno risanatore  e rigeneratore, nella costruzione, il più possibile comune, di un  mondo finalmente a misura di persona, di dignità e di vita> E soprattutto occorre riportare, al più presto, la Sanità sotto il potere centrale dello Stato.

Concludiamo con una vicenda umana di <casa nostra> L’assessore ai Lavori Pubblici Piero Santi,  al Comune di Savona, finalmente ha confessato: “Dopo due tamponi negativi, il terzo è risultato positivo. Mi scuso con il sindaco, con l’amministrazione e con i dipendenti: mi spiace avere creato tensioni e problemi. E’ indubbio che da parte mia, ci sia stato, mio malgrado, una confusione che ha probabilmente ingenerato uno stato di poca chiarezza. Non c’è mai stata, da parte mia l’intenzione di nascondere qualcosa” .

Le elezioni amministrative sono state rinviate in autunno, e pertanto l’assessore Santi, discepolo del compianto senatore democristiano Giancarlo Ruffino, sarà sicuramente in piena forma, per affrontare ancora una volta l’agone politico. I problemi da risolvere a Savona, resterando ancora molti, oltre il covid.19.

Gianfranco Barcella 

ARTICOLO PUBBLICATO DA IL SECOLO XIX SAVONA

E Santi messo alle corda ora chiede  scusa. Mi ero confuso.…https://www.ivg.it/2021/03/savona-santi-cede-su-caso-covid-chiedo-scusa-al-sindaco-ora-faccio-chiarezza/

 

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G.F. Barcella

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