Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ormea: esimio sindaco, ‘vero o falso’?

Il teleriscaldamento di Ormea fa risparmiare ai suoi utenti ? E’ conveniente ? E’ viziato da un involontario errore di progettazione si potrebbe concludere leggendo, pur da profani, le ‘carte tecniche’ e confronti con altre località ? Che credibilità può avere una delle tante critiche (non ci interessa la scuola politica) all’amato ‘Marchese di Ormea’ onoris causa, che rivela: ‘Era stato avvertito a suo tempo dell’antieconomicità…’

Il sindaco Giorgio Ferraris. Da Ormea parole nel cuore….

Il primo cittadino dei record  piemontesi (di carica ricoperta) è stato fulminato da una corretta ed intelligente visione o ha prevalso e non sarebbe certo un’eccezione, la ricerca del consenso immediato ? Si sarebbe davvero macchiato di asserito spreco di risorse, caricando la collettività di un debito improduttivo ?

Nell’archivio di trucioli.it abbiamo trovato (vedi oltre nel testo) una nota sulla ‘densità termica‘, indice unanimemente considerata per la fattibilità degli impianti TLR, e una comunicazione sull’argomento inviata proprio un anno fa all’imbattibile sindaco che nel seggio elettorale non punta di certo la pistola all’elettore. Anche se, utile dirlo, anche a Ormea la Lega di Salvini premier è risultata il primo partito e prima ancora era toccato ai seguaci di Beppe Grillo rivoluzionario, poi folgorato sulla via del governo e del potere, ma forse non quello che conta. Presidente Draghi docet !

  1. Il TLR di Ormea evidenzia parametri non rispettosi delle raccomandazioni internazionali: distribuisce mediamente 5.118 MWh annui di calore con lunghezza della rete di 6.570 metri da cui risulta che l’indice di densità termica lineare è di 0,78, troppo distante da quel 2,5 considerato dalla Comunità Europea come indice di diretta fattibilità dell’impianto! Signor sindaco: vero o falso ?

2) Per le proprie caratteristiche di servizio, il TLR consente il conseguimento di benefici economici, quali risparmi in bolletta (se la rete è ben progettata ed esercita) e i costi evitati per l’acquisto e la manutenzione delle caldaie. Vero o falso ?

3) Il TLR di Ormea non è economicamente sostenibile!  Vero o falso ?

4) A proposito di densità termica lineare del TLR di Ormea. I manuali termo-tecnici riportano le regole utilizzate per determinare la sostenibilità economica di una rete di teleriscaldamento sulla base della densità termica lineare. Vero o falso ?

5) La Commissione Europea, per la valutazione del potenziale di nuove iniziative di cogenerazione e teleriscaldamento, fa riferimento a tali regole: affinché una rete TLR sia “direttamente fattibile” la sua densità termica lineare dovrebbe essere non inferiore alla soglia di 2,5 MWh/m, basata su una domanda di calore di 130 kWh/mq. Vero o falso ?

6) A Ormea, in classe F, con 3122 gradi-giorno e nessuna limitazione per l’accensione degli impianti termici, la domanda di calore indicata è situata intorno a 160 kWh/mq. Vero o falso ?

7) Alcuni ricercatori finlandesi, all’interno di altri studi sulla pianificazione urbana nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe, invece sostengono una soglia di 2 MWh/m per definire gli impianti di teleriscaldamento sostenibili. Nel 2006, l’Energy Charter aveva indicato come soglia 3 MWh/m.  Vero o falso ?

8) Osservando le reti italiane si vedono molteplici valori di densità termica lineare: le reti più grandi, come Torino, Brescia e Milano, sono caratterizzate da valori molto alti, rispettivamente 3,5, 3 e 3,9. In città di medie dimensioni, come Mantova e Ferrara, la densità termica è superiore a 2,5.  Vero o falso. 

9) Reti di cittadine minori, come Alba, risultano caratterizzate da valori compresi tra 1,5 e 2. Anche le reti montane presentano valori più disparati, che riflettono la conformazione della rete, la densità abitativa e la differente richiesta di calore: si passa dal 1,2 di Dobbiaco e si arriva al 5,2 del Sestriere. Vero o falso ?

Chi conviene con il più illustre e popolare Massimo Giletti  (La 7) quando ripete alla noia che chi utilizza soldi pubblici e denaro dei contribuenti ha il dovere di rispondere alle domande del giornalista, di chi vuole approfondire e far emergere la verità scomoda o comoda che sia.

Lo scorso numero avevamo scritto che siamo un piccolo blog che si occupa di più province liguri e basso Piemonte, ma essendo solo volontari non riusciamo a ‘coprire’ il territorio, al servizio dei cittadini, come si meriterebbero. Ed ecco che ancora in archivio abbiamo trovato e non pubblicata ben un anno fa, la lettera di tre consiglieri comunali di opposizione indirizzata al loro sindaco (anzi al di sopra delle parti una volta eletto ci insegnavano i nostri avi).  Certo a leggerla ci vuole pazienza ed interesse a conoscere, anche se la materia non è da tutti. Non per questo va cestinata. Oggi cronisti sul viale del tramonto, ieri con l’abito talare del seminarista dove ci insegnavano: errare humanum estperseverare autem diabolicum. 

Al Sig. Sindaco Ormea

Comunicare prima che progettare, considerati gli adempimenti previsti dal Dlgs 175/16.

CALORE VERDE S.r.L. E TELERISCALDAMENTO (TLR): CONSIDERAZIONI INELUTTABILI.

  1. Sulle correlazioni con gli utenti:

I rapporti tra il Comune di Ormea, la Società “CALORE VERDE S.r.l.” e gli utenti del servizio, derivanti dalla costruzione ed esercizio dell’impianto di teleriscaldamento di Ormea sono regolati dalla Convenzione deliberata dal Consiglio Comunale del 14 maggio 2001, n° 25, registrata a Mondovì il 9 ottobre 2001 al n. 811 Serie 2 Rep. 1280 in data 25.09.2001.

Il Comune ha conferito alla Società Calore Verde il diritto esclusivo di gestione della rete di distribuzione del calore sotto forma di acqua calda per il riscaldamento di edifici pubblici e privati.

La Società Calore Verde srl è partecipata direttamente dal Comune per il 73,37% ed indirettamente per lo 0,001746%. E’ pertanto una società mista controllata dal Comune.

Il legislatore ha introdotto il concetto di contratto-convenzione come “regolazione dei rapporti tra Ente ed azienda speciale” per effetto della previsione contenuta nell’art. 114 del TUEL.

Un riferimento al contratto di servizio come “convenzione con le società miste” si trova anche nell’art.5 del DPR 533/96.

L’art. 35 L. 448/01, ulteriormente confermato dalla successiva riforma dei servizi pubblici locali (spl), facendo acquisire al contratto di servizio una determinante centralità nel sistema dei spl, ha inoltre:

  • Introdotto l’obbligo di contratto di servizio per la regolazione dei rapporti tra Pubblica Amministrazione e soggetto erogatore del servizio pubblico locale in relazione ad ogni ipotesi di affidamento di spl;
  • Previsto che il contratto di servizio vada allegato al bando di gara, nella fase di scelta del soggetto gestore.

Risulta evidente che nell’ambito di erogazione del servizio di teleriscaldamento il Comune di Ormea svolge la funzione “municipale” servendosi di una modalità privatistica (srl), mantenendo la funzione di socio di riferimento (società mista a maggioranza pubblica).

Le tariffe applicate dalla “azienda speciale” Calore Verde agli utenti, molto elevate, non seguono l’algoritmo di calcolo fissato dall’art 8 della convenzione siglata, che recita:

Art.[8] TARIFFE: La tariffa del calore, espressa in kWh, dovrà essere commisurata al costo del gasolio desumibile dai listini ufficiali forniti dalla Camera di Commercio di Cuneo ed alle relative variazioni e tenuto conto della riduzione per i comuni montani, considerando un resa calorica complessiva di 7 kWh per litro di gasolio. Su tale tariffa risultante dovranno essere applicate le agevolazioni previste dalle norme vigenti e comunque dovrà essere garantita dalla SOCIETA’ ai Clienti una riduzione di almeno il 10% rispetto al costo del calore prodotto con il gasolio. In alternativa, qualora si presentino le opportune condizioni tecnico-economiche, potranno essere elaborate “offerte chiuse” sulla base della media dei consumi registrati negli ultimi tre anni.  

Le modalità di calcolo della tariffa, tranne l’impegno alla riduzione di almeno il 10% rispetto al calore prodotto con il gasolio, sono riportate anche nei contratti di fornitura con gli utenti.

La Camera di Commercio effettua due rilevazioni mensili dei prezzi del gasolio da riscaldamento.

Relativamente al mese novembre 2019 desume:

Rilevazione quindicinale Da litri 2001 a 5000 Oltre litri 5001
Dal 1° al 15 novembre 2019 1,035 1,026
Dal 16 al 30 novembre 2019 1,047 1,038
Media mensile €/l 1,041 1,032

Per produrre intorno a di 7,4 milioni di kWh all’anno, alla resa di 7 kWh per litro di gasolio, la Società consumerebbe almeno 1.057.142,8 litri di gasolio da riscaldamento – pari ad una media di 2.896,3 litri al giorno senza tener conto dei possibili maggiori consumi giornalieri invernali – da acquistare in singole forniture superiori a 5.001 litri, per poter contare anche su minime autonomie di funzionamento in sicurezza;

Per tali tipologie di consegne la C.C.I.A.A., per il mese novembre 2019 ha rilevato un prezzo medio al consumo, franco consumatore, SIVA di 1,032 €/l, inferiore a quello applicato da Calore Verde srl (1,047 €/l SIVA) nel calcolo della tariffa all’utente per lo stesso mese.

A mero titolo indicativo relativo al mese novembre 2019, in fattura il prezzo del kWh è stato applicato in0,1491, mentre, seguendo il procedimento di calcolo dell’art. 8 sarebbe dovuto risultare:

Art.[8] TARIFFE: La tariffa del calore, espressa in kWh, dovrà essere commisurata al costo del gasolio desumibile dai listini ufficiali forniti dalla Camera di Commercio di Cuneo ed alle relative variazioni (1,032 €/l) e tenuto conto della riduzione per i comuni montani (0,12256 €/l), considerando un resa calorica complessiva di 7 kWh per litro di gasolio. [(1,032-0,12256):7= 0,12992/kWh]

Su tale tariffa risultante dovranno essere applicate le agevolazioni previste dalle norme vigenti [(0,12992-0,02194) = 0,10798 €/kWh] e comunque dovrà essere garantita dalla SOCIETA’ ai Clienti una riduzione di almeno il 10% rispetto al costo del calore prodotto con il gasolio [(0,10798-10%)-=0,097182 €/kWh] oltre all’IVA di legge del 10% e così tariffa finale di 0.1069 €/kWh.

La differenza (0,1491 – 0,1069) di € 0,0422 al kWh rappresenta un aumento di oltre il 39%, non una riduzione del 10%, rispetto al costo del calore prodotto con il gasolio!

In alcuni contratti di fornitura viene fatto notare che il costo di base di calcolo è quello del gasolio ivato, ma l’IVA è sempre da togliere perché non è mai né un costo né un ricavo, quindi non va considerata nel valutare e aggregare dati economici che portano ad ottenere il conto economico dei costi di produzione;

Dalle fatture agli utenti (bollette) si evince che la tariffa finale è assoggettata all’IVA, calcolata sul gasolio già assoggettato a IVA!! (Ma I’ imposta sulla materia prima è recuperabile per Calore Verde!);

Gli utenti del teleriscaldamento di Ormea stanno pertanto subendo le conseguenze di una pratica commerciale scorretta e versano in una situazione omogenea di pregiudizio nei confronti della Soc. Calore Verde srl, in conseguenza di un inadempimento contrattuale con il Comune di Ormea.

Il Comune deve sempre cercare di raggiungere un interesse pubblico, ogni sua singola azione deve quindi essere giustificata dal perseguimento di tale interesse. Quello perseguito dal Contratto-convenzione in esame consiste proprio nel soddisfacimento di un interesse generale a che una determinata platea di utenti usufruisca del servizio di teleriscaldamento. Gli utenti sono quindi tutelati in quanto collettività, e sono portatori di un interesse comune: seppur destinatari delle prestazioni oggetto del contratto-convenzione non rivestono la qualifica di parti contraenti. Tuttavia la previsione degli obblighi inerenti al servizio affidati (livelli minimi di qualità del servizio, obblighi di informazione, tariffe del servizio, ecc.) potranno essere fatti valere dal singolo utente o perché riproposti tra le disposizioni di disciplina dei rapporti contrattuali o perché richiamati per relationem.

Peraltro non risulta che la Soc. Calore Verde abbia mai consegnato ai propri utenti (né risulta dal proprio sito Web) la propria Carta dei Servizi resa obbligatoria dalla direttiva del Pres. Cons. 27-1-1994, mezzo attraverso il quale qualsiasi soggetto che offre un servizio pubblico individua gli standard della propria prestazione, dichiarando i propri obiettivi e riconoscendo specifici diritti al cittadino come il rimborso agli utenti nei casi in cui è possibile dimostrare che il servizio reso è inferiore  per qualità e tempestività agli standard pubblicati. Con questo documento ogni ente erogatore di servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza e dichiara quali servizi intende erogare, con quali modalità, prezzi e quali standard di qualità intende garantire.

La Carta è anche lo strumento fondamentale con il quale si attua il principio di trasparenza, attraverso la esplicita dichiarazione dei diritti e dei doveri sia del personale, sia degli utenti

  1. Sulla ventilata estensione della rete:

Gli attuali utenti del TLR di Ormea hanno diritto di conoscere le conseguenze di interventi sull’impianto al quale sono allacciati. In particolare sulla ventilata estensione del sistema in Viale Novaro. Se in un regime il potere, legittimamente eletto, ritiene di dover impiegare molte risorse pubbliche per celebrare se stesso, è più che ragionevole avanzare qualche dubbio. Si usano molti fondi pubblici e decisioni demagogiche per consolidare “simbolicamente” il proprio consenso. Non è meglio usare il denaro in modo efficiente per il bene collettivo? Peraltro, attualmente possono accedere ai TEE soltanto le reti di TLR alimentate da impianti “ad alto rendimento”, ossia dagli impianti termici con una efficienza del 95% e dagli impianti cogenerativi con una efficienza pari ad almeno il 75-80%: non pare il caso del TLR di Ormea!

L’estensione di domanda è effettivamente soddisfacibile con le adeguate intensità termiche raggiungibili?

Le Perdite di Rete. Veicolare il calore attraverso la rete di distribuzione comporta delle perdite termiche. Tali perdite dipendono da fattori tecnici legati alle caratteristiche del tubo (qualità dell’isolamento), dalla distribuzione della domanda di calore lungo la rete, dalla conformazione della rete stessa e da norme che regolano gli allacciamenti. L’entità di tali perdite è un parametro cruciale per determinare i costi di distribuzione. In Italia le perdite di rete medie per il teleriscaldamento sono stimabili in una quota del 15% del calore immesso nella rete di teleriscaldamento. Tale media cela situazioni molto diverse tra loro, infatti reti cittadine con densità termica elevata hanno perdite inferiori al 10%, mentre reti montane particolarmente disperse sperimentano perdite superiori. La rete di Ormea ha una perdita molto più elevata della media nazionale, assestandosi su un valore medio intorno al 34% del calore totale introdotto nella rete di distribuzione, pari a medi 2.714 MWh annui. Tale valore è causato dal fatto che la rete è già sovradimensionata e le utenze risultano assai disperse.

La Densità termica. Secondo numerosi studi, il parametro cruciale per fare una valutazione di massima sulla sostenibilità economica di una rete di teleriscaldamento, è la densità termica lineare. E’ l’elemento guida fondamentale dei costi di distribuzione (con la differenza di temperatura tra mandata e ritorno). Dalla densità termica della rete dipende sia la tipologia di utenza connessa, sia la configurazione della rete sia l’economicità della gestione. La misura della densità termica comunemente utilizzata è la densità termica lineare della rete, definita come la quantità di calore domandata per metro lineare di rete e misurata in MWh/m/anno. Si preferisce la misura di densità termica lineare a quella termica areica poiché permette di valutare la configurazione impiantistica che minimizzi la lunghezza delle tubazioni. A tali regole empiriche fa riferimento la Commissione Europea in un documento riguardante le modalità per effettuare la valutazione del potenziale delle nuove iniziative di cogenerazione e teleriscaldamento efficienti, in applicazione dell’art. 14 della Direttiva sull’Efficienza Energetica. Secondo la commissione affinché una rete di TLR sia “direttamente fattibile”, ovvero senza il sostegno di uno o più programmi di incentivi, dovrebbe avere una densità lineare non inferiore a 2,5 MWh/m basata su una domanda di calore di 130 kWh/mq.

Altre fonti indicano come soglia minima i 2 MWh/m riferiti a una domanda di calore di 140 kWh/mq. Per Ormea, in classe F, con 3122 gradi giorno e nessuna limitazione per l’accensione di impianti termici, la domanda di calore indicata è situata tra intorno a 160 kWh/mq.  Nel 2006 l’Energy Carter indicava una soglia maggiore per ipotizzare che la realizzazione di una rete di TLR fosse economicamente giustificata, pari a 3 MWh/m. In caso di densità lineari inferiori, la sostenibilità economica ha da essere valutata caso per caso. Attualmente possono accedere ai TEE soltanto le reti di TLR alimentate da impianti “ad alto rendimento”, ossia dagli impianti termici con una efficienza del 95% e dagli impianti cogenerativi con una efficienza pari ad almeno il 75-80%

Il TLR di Ormea evidenzia parametri non rispettosi delle raccomandazioni internazionali:

 

 

Anno

 

Calore prodotto

Mwh

 

Calore

venduto

Mwh

 

Lunghezza

rete

ml.

 

Densità termica MWh/m/anno

 

Perdita

di rete

%

 

2008 7.227 5.212 6.570 0,79 27,88
2009 7.304 5.151 6.570 0,78 29,47
2010 7.798 5.734 6.570 0,87 26,47
2011 7.271 4.833 6.570 0.74 33,53
2012 7.736 5.566 6.570 0,85 28,05
2013 7.962 5.249 6.570 0.80 34,07
2014 7.091 4.200 6.570 0,64 40,77
2016 8.205 5.000 6.570 0,76 39,06
Rete al 2020

(Dato Medio)

 

7.574

 

 

5.118

 

6.570

 

0,78

 

32,46

Estensione in Viale Novaro

(stima)

 

450

 

1.036

 

0,43

 

n.c.

Rete estesa (stima)  

8.024

 

5.568

 

7.606

 

0,73

 

30,61

 

L’importanza della densità termica fa sì che vi sia una fondamentale differenza tra estensioni della rete di TLR intese come infittimento della rete secondaria all’interno di un perimetro di rete già definito – la c.d “saturazione” dell’area interessata dalla rete di TLR esistente – e le estensioni della rete che riguardano ampliamenti della rete esistente a nuove aree (come l’estensione della rete in Viale Novaro).

Nel primo caso, infatti, vengono sfruttate le “economie di densità” derivanti dal fatto che i nuovi utenti possono essere serviti mediante modesti ampliamenti della rete secondaria.

Nel secondo caso, quello prospettato per Ormea, invece, l’estensione deve avere una sua economicità che dipende dal rispetto di una densità termica minima nella nuova area da servire. Al di sotto di questo livello, l’estensione porterà ad un aumento dei costi unitari complessivi, e quindi a delle diseconomie di scala.

La Revisione della Domanda Termica complessiva e le Perdite di rete.

Secondo gli studi già effettuati dalla Soc. EGEA, socia di minoranza della Calore Verde srl, l’estensione in Viale Novaro comporterebbe infatti un prolungamento dell’impianto attuale di 1.036 metri lineari per la distribuzione di 450 MWh annui.  La domanda termica della rete estesa ammonterebbe a circa 8.000 MWh e andrebbe quindi ulteriormente incrementata mantenendo la dipendenza lineare con la temperatura ambiente per la quota destinata alla climatizzazione invernale. Per la quota destinata a soddisfare i consumi di acqua calda sanitaria si manterrebbe il 16,3% del totale e il profilo giornaliero. La rete di Ormea senza estensione sperimenta perdite di distribuzione molto elevate, che superano il 30%, a causa principalmente del fatto che la rete è sovradimensionata rispetto alla domanda allacciata, avendo anche perso utenze nel tempo. Aumentando gli allacciamenti a fronte di un pur contenuto aumento della lunghezza della rete, sono considerabili perdite di rete almeno doppie rispetto alla media nazionale che si assesta intorno al 15%. In valore assoluto, dopo l’ampliamento della rete, le perdite di distribuzione ammonterebbero a circa 2.500 MWh.

Valutando il panorama delle reti di TLR italiane emerge una grande disomogeneità, infatti nelle grandi reti cittadine (Milano, Torino, Brescia) si trovano densità lineari molto elevate, ben oltre i 3 MWh/m e con picchi che sfiorano gli 8 MWh/m (Bologna), mentre le reti montane o di città più piccole sono caratterizzate da densità inferiori, da 1,5 a 2 MWh/m comunque praticamente doppie rispetto alla densità riscontrabile a Ormea che  registrerebbe una densità termica lineare di 0,73 MWh/m, valore ancora inferiore a quello in essere, già necessitante di un approfondimento.

  1. I futuri adempimenti obbligatori:

Il Comune di Ormea, non può non rilevare che la propria società controllata Calore Verde s.r.l., per la gestione del servizio di teleriscaldamento:

  1. Necessita di importanti contenimenti dei costi di funzionamento.

CALORE verde s.r.l. raggiunge la parità di bilancio adottando tariffe agli utenti molto elevate, tra le più alte in assoluto del settore del teleriscaldamento (codice ATECO 35.30.00), nonostante all’attivo del conto economico della Società contribuisca la produzione di energia idroelettrica (codice ATECO 35.11.00), attività questa, non riconducibile a quella di un servizio pubblico locale (Parere Corte dei Conti Lombardia n.861/2010 del 22 luglio 2010).

  1. Nel triennio 207-19 ha conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro.

Il Comune dovrà obbligatoriamente predisporre un piano di riassetto per la razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione della partecipazione detenuta in Calore Verde s.r.l. tenendo presente che l’Amministrazione pubblica deve sempre perseguire un interesse pubblico, ed ogni sua singola azione deve quindi essere giustificata dal perseguimento di tale interesse.

Ermanno Bosia, Manuel Balbis, Gianfranco Benzo

Ormea, 20 gennaio 2020.

AMMIREVOLE E GRAZIE DA ORMEA: AIUTACI A RIDARE UN SORRISO AI NOSTRI CONCITTADINI DELLA TERZA ETA’. ECCO UNA SANTA E VERA OPERA DI BENE !

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