E QUEL LICENZIAMENTO ALL’ASL 1 DI IMPERIA. 2/QUEL MARITO MANESCO E LEI LO PERDONA SEMPRE. ARTICOLO DE IL SECOLO XIX E LA STAMPA
CHE TRISTEZZA ! QUEL MARITO MANESCO E LEI LO PERDONA SEMPRE:
SPERO CHE POSSA CAMBIARE NON MI SENTO ANCORA DI DENUNCIARLO
di Willy Olivero
La vedo ogni due settimane, quando nella mezza giornata libera di lavoro, va accudire la vecchia zia. La osservo con quel viso sempre più tirato, il corpo sempre più stanco con un fisico che appare sempre più provato.
La sua esistenza ruota tra un lavoro di assistenza e le ore trascorse a casa dove deve fare i conti con un marito burbero, frustrato, spesso manesco. Lei deve soltanto obbedire e fare i lavori di casa dove non riceve la collaborazione del marito e neppure del figlio che ne sembra aver seguito le orme.
Ho provato avendo con lei un’amicizia ormai trentennale a convincerla ad abbandonare quella casa infernale, a venire a vivere dalla vecchia zia e poi, con i proventi del lavoro, a vivere indipendente in un posto nuovo. Ma lei niente, e la vita continua così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Perché lei, che voglio identificare in tante donne che ancora non trovano il coraggio di ribellarsi e denunciare, rimane convinta che quell’uomo che ha sposato possa trasformare gli schiaffi in carezze, le urla in parole dolci, sussurrate nelle orecchie.
Pensa che un incubo possa trasformarsi in un sogno, pensa che il domani sarà diverso. Non sarà così e tra dieci giorni il suo viso apparirà ancor più sofferente. Ma lei, e tante altre, continueranno ad illudersi, non mettendosi in testa che gli uomini, come recitava il brano di Mia Martini, non cambiano. Anzi, peggiorano con il passare del tempo.
Willy Olivero


