Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga storie tristi. Ho incontrato Francesco, 82 anni, rimasto solo e…

Storie di tutti i giorni. Strada facendo ho incontrato Francesco, un amico dei miei genitori (che non ho più). Ieri pomeriggio seduto su una panchina del lungomare di Albenga. Ho faticato a riconoscerlo, come molti quando si indossa la mascherina antivirus. Ma di solito, lui, che a 82 anni ha una vista da falco, quando mi vede alza il braccio e mi dice “Willy e vieni un attimo qui‘, traduco in italiano perché si esprime in un dialetto stretto.

di Willy Olivero

Ieri però non ha fatto quel gesto, simbolo del suo carattere gioviale e spesso sorridente.

Ieri gli sono passato vicino e non mi ha quasi riconosciuto. Spontaneamente gli ho chiesto se andava tutto bene e lui mi ha gelato in un pomeriggio già sterzato dal freddo:  “Ma non hai saputo che mia moglie é mancata, un mese fa, no, non di Covid, un aggravamento del diabete”. 

Mi sono seduto accanto senza parlare perché faccio parte di quelle persone che, quando vivono un lutto, trovano allergia a frasi come “ fatti coraggio “,  “tieni duro”. Sembrava che guardasse nel vuoto, invece stava pensando ai 60 anni vissuti accanto a lei, a qualche momento particolare, a qualche ricordo scolpito nella mente e nel cuore.

Poi lui, con voce flebile, mi ha raccontato della sua solitudine, di come tornando a casa trovi un ambiente freddo, vuoto. Nulla lo consola, neppure quella passione per il Milan che prova da quando era ragazzino. Da ragazzino, quando oltre i colori rossoneri si é inebriato da quello biondo della sua moglie.

Con lei ha attraversato la vita, si son consolati in un momento tragico, son tornati a vivere nel vedere un nipotino ormai cresciuto. Sempre insieme, anche nelle piccole cose della vita, quelle che al momento ti sembrano banali ma che ti mancano da morire quando non le fai più. Ora tutto, lui me lo ha detto, appare inutile, senza senso. La sua strada senza di lei non porta da nessuna parte. Una strada lunga, con tante salite faticose e che adesso, sembra aver poco senso percorrere senza vedere più i suoi occhi e rispecchiarsi in essi.

Willy Olivero

E DA PROSPERO ROVERARO, CARO PAPA’…..

Caro papà oggi sono 65 anni che sei volato via.Te ne sei andato nel rigido febbraio del 1956, avevi 46 anni, eri un uomo forte nel fulgore della tua maturazione. Ci hai lasciati soli e disperati la mamma e Giulio non se ne sono mai fatti una ragione,io ero troppo piccolo con i miei 18 mesi e di te non ho nessun ricordo, nessun sussulto sentendo il tuo nome, ho solo questa fotografia, l’unica,che ci ritrae insieme.

Da piccolo l’ho guardata e riguarda mille volte mi spiegavano chi eri, cosa facevi, come ti muovevi come parlavi, io ascoltavo ma non provavo un emozione.e cosi è stato per tutta la mia vita fino adesso, dalle scuole in poi ,i miei compagni parlavano del proprio padre,io,o di mio fratello o di mio zio Carlin, adesso che, comincio a capire come passano gli anni, sento sempre di più la mancanza di una guida che non ho mai avuto.

Vorrei tanto aver dentro di me un tuo abbraccio, un tuo sorriso ,ricordarmi una tua carezza ma purtroppo non ci sono, riguardo ancora questa foto ed è l’unico momento in cui mi emoziono e riesco a piangere pensando a tutto quello che mi è mancato in questi 65 anni .Ciao papà ti voglio bene.

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Guglielmo Olivero

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