Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano quando se ne va un ‘uomo giusto’, Franco Giubellini onorava il commercio. E al corpo vigili in tre colpiti da Covid. E Belfagor con la Conad alle Vignasse


I manifesti funebri affissi sulle bacheche della città ci ricordano ogni volta chi se n’è andato per sempre. Oggi più del passato racchiusi in polvere dopo il ‘tempio’ crematorio. ‘Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris’ Locuzione latina, che tradotta letteralmente significa: “Ricordati, uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai.’ E se un un uomo apparteneva ai ‘giusti’ di questa terra merita di essere portato ad esempio. Lui era Franco Giubellini erede dell’omonima famiglia che gestiva un negozio di calzature sul lungomare.

Il manifesto funebre: E’ mancato all’affetto dei suoi cari. Franco Giubellini (Giubbe), di anni 76. Ne danno il triste annuncio la moglie Marisa, le figlie Ilaria ed Enrica, la sorella Marta, i generi, gli adorati nipoti Davide ed Andrea. Gli amici di sempre Gigi e Cesarina unitamente a tutti i parenti. Le esequie  mercoledì 10 febbraio alle ore 9.30 nella chiesa parrocchiale San Pio X. Indi la cara salma proseguirà per il tempio crematorio.

Chi ha conosciuto negli anni la vita e la rettitudine, la serietà di Franco può meglio di noi scrivere un ricordo. Lo ricordiamo già da fine anni ’60 e poi ’70. Da cronisti di provincia ci capitava spesso di fare interviste sui temi caldi o d’attualità di Loano. E’ lui ci metteva la faccia e rispondeva. Con pacatezza, rigore, coerenza. Appariva scontroso e pignolo, in realtà intendeva sempre difendere il non facile lavoro di chi sta dietro un banco, alla cassa, deve far quadrare i conti, farsi nuovi clienti all’insegna della serietà. Fare acquisti con oculatezza. Ma a Franco stava a cuore anche il buon nome del commercio loanese, lui che è stato nel direttivo locale di Confcommercio, lui che con la cessione dell’attività aveva un bagaglio di esperienza e di testimonianza da mettere a frutto. Eppure è tra i loanesi ‘importanti’ che è sempre rimasto fuori dall’agone della politica attiva e partecipata.

Ieri con la vitalità e le sezioni di partito (Dc, Pci, Psdi, Pli, Msi, Pri), oggi di fatto scomparse. Era rimasta Forza Italia con i militanti della prima ora, oggi finita a ‘chi l’ha visto‘, a seguire un piccolo barlume del Pd, la ricostituzione della Lega in corso e con il vento elettorale in poppa e con un segretario- commissario (?) di sezione che arriva dal mondo immobiliare di Alassio.

Franco Giubellini si era staccato da tutto e faceva l’osservatore, teneva per se giudizi e considerazioni da memoria storica. Era facile incontrarlo nelle abituali passeggiate  con l’irreprensibile moglie Marisa, originaria di Albenga, cresciuta con la severa educazione di papà sottufficiale dell’esercito. Franco un taciturno che sapeva osservare, riflettere, giudicare. Non si era mai speso, almeno pubblicamente, per tifare al successo elettorale di tizio o caio. Certo aveva le sue idee, improntate sempre al rigore e soprattutto a chi poteva esibire dei risultati. Ai parolai preferiva la concretezza.   Da anni non ci era capitato più di conversare se non un fugace saluto, di conoscere cosa ne pensava della sua cara Loano, del suo commercio, del suo turismo, della sua qualità di vita, dei suoi concittadini.

Oltre 150 estimatori  l’hanno voluto ‘omaggiare’, salutare sulla pagina Facebook. Parole e commenti di circostanza, stringati. Più di tutti possono raccontare e testimoniare chi è sempre rimasto vicino con l’affetto che meritava: la moglie e le figlie.  Ormai Franco potremmo immaginarlo sorridente ancora nel mondo degli alieni, invece preferiamo esaltare il suo splendido esempio di vita, da cittadino qualunque, ricco di umanità e di valori umani e sociali sempre più rari. (l.c.)

IL COVID NON DA TREGUA E TORNA AD ENTRARE NEGLI UFFICI DEL COMUNE DI LOANO

QUESTA VOLTA TOCCA AI VIGILI URBANI, TRE IN QUARTANTENA

Come in altre circostanze sui media locali non c’è spazio quando il Covid entra tra le mura di Palazzo Doria e uffici comunali. Nulla di eccezionale rispetto a quanto peraltro affrontano tante altre realtà pubbliche e private. Con la piccola differenza che a Loano l’informazione e i social cittadini scelgono di tacere. Nulla di grave, forse l’informazione compiuta non va più di moda o meglio i lettori loanesi (città dove hanno chiuso sei edicole e la media copie vendute – abitanti è tra le più basse in Liguria) si accontentano di quel che passa il convento social che, dimostrano i fatti, è anche privilegiato nei comunicati stampa che trucioli.it raramente riceve dal Comune di Loano. Siamo nella lista, ma a giorni alterni e dimenticati.

Ultimo fulgido esempio la donazione  ai bisognosi di 30 mila € da parte della storica Fondazione Simone Stella con il suo presidente Riccardo Ferrari.  Veterano della Dc (tre legislature), candidato eletto alle elezioni del 1983, all’epoca impiegato esattoriale e già consigliere uscente, ricandidato nel 1988 con la promozione a Presidente della Commissione Porto. In successione il successo di tre suoi libri: Profumo d’Arziglio, Il Branzino e l’origano, Una arbanella di acciughe. Il suo impegno da presidente dell’Associazione Pescatori La Bussola. Praticando l’educazione dei ragazzi delle scuole a conoscere il mare, il modello ‘fai da te’. Migliaia i giovani accolti nella sede del porto, non solo da Loano. ‘u cabàn’ che ha gestito un’edicola, con la famiglia, sul lungomare e che resta tra le rare, lucide memorie storiche loanesi e del comprensorio.

NUOVO CONAD IN AREA VIGNASSE, LA BOMBA SENZA DETONATORE

UN ESERCITO DI CORAGGIOSI CITTADINI E CONSIGLIERI SVELERA’  GLI INNOMINABILI

C’è sempre da imparare oggi più di ieri anche per chi ormai, da vecchi cronisti, né ha viste di tutti i colori, si suole dire. Ma in questo caso tutto consiglia di affidarsi al collaboratore – demonio di questo piccolissimo blog: Belfagor sta indagando ed ha scoperto che l’affaire ‘nuovo Conad alle Vignasse esondabili’, potente colosso nazionale e locale, ha scatenato persino l’interesse di chi, dalla Conad, riceve fior di quattrini in pubblicità.  In terra loanese, è noto a tutti, si predilige il giornalismo d’inchiesta all’Americana dove i grandi editori mettono a ko anche i potentati.

Ecco che Belfagor, lascia intendere, ha scoperto che ormai è prossimo un dossier da non perdere. Probabile che il primo a darne conto siano i giornalisti di punta e d’inchiesta del ricco (e di successo nazionale come spiega il suo direttore) editore di IVG.

E si inizierà con chi erano in origine i proprietari delle aree e sarà un bella sorpresa, poi chi è stato l’acquirente, il progettista, la futura impresa, l’assessore competente in materia e i suoi alleati. C’è quell’ufficio all’urbanistica dove ha vinto un concorso la cugina acquisita di un autorevole consigliere comunale del Pd; cugina che può vantare di appartenere ad una stimata famiglia di imprenditori edili locali che hanno parecchi limpidi interessi in ballo, alcuni progetti con un iter tormentato,  si direbbe, di cui non si è mai letto nulla. E in consiglio comunale forse si è discusso e polemizzato a porte chiuse.

E poi chi è il direttore referente Conad nel comprensorio. Un cognome noto e stimato, con antenati, già nell’area socialista. Nella seconda generazione pure un ex comandante della polizia urbana. Direttore che gli amici, speriamo disinteressati, danno in quota ‘Lega di Salvini prima gli italiani’ (ma Belfagor è portavoce anche di ‘prima i loanesi’).  Persona schiva, di poche parole e tanta serietà che non guasta di questi tempi. E visto le sue capacità meritocratiche sul campo, meriterebbe pure un posto sicuro tra i candidati leghisti alle comunali. Al punto che finora il più ‘loquace silente’ sul ‘Conad story‘ delle Vignasse sarebbe l’ormai lanciatissimo futuro sindaco.

Per il resto oggi si legge della coraggiosa assessora Enrica Rocca commercialista che ha fatto pollice giù con il ‘no’ alla benemerita Conad che porterà nuovo sviluppo e posti di lavoro, con un annesso ‘Piano casa’ per i meno abbienti da 5 mila mc ad uso abitativo s’intende. Da non perdere progettisti e imprese interessati.  Tutto alla luce del sole, nessuna volpe sotto l’ascella, né lo zampino dei soliti ‘noti’. Se lo certifica Belfagor prima ancora di IVG.it leader di credibilità loanesite, meglio mettersi sull’attenti e inchinarsi alla verità taciuta. O forse affidarsi ai combattenti compagni rossi, con toga o senza toga, anche loro del regno dei coraggiosi. Con Belfagor alla prossima puntata che promette rivelazioni da non credere.

L’AREA CON MAPPALI SU CUI SORGERA’ IL NUOVO CONAD

MA ANCHE INTERVENTO ‘PIANO CASA’  PER LE FASCE DEBOLI E PER 5 MILA MC 

 


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