Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Un’Albenga che non c’è più. Piero Vio inventore della Mandragola e ristoratore di successo a Punta San Martino

Su sito ‘Albenga  – Immagini e Ricordi’ (gruppo pubblico di 1585 membri’, Prospero Roveraro ricorda un ‘grande’ albenganese che se n’è andato, Piero Vio. “Era tantissimo che non lo vedevo, si era avanti con gli anni e non usciva più di casa, la notizia della sua dipartita mi ha lasciato un amaro sapore di una stagione che se ne va per sempre”.

di Prospero Roveraro

Lo staff di Piero Vio all’epoca della Mandragola night e discoteca, la serata con i Ricchi e Poveri foto archivio trucioli.it)
Piero Vio all’epoca della sua Mandragola night e discoteca nella storia di Albenga
Perché lui, il geometra Piero Vio, da Bastia era un grande.
Il suo primo ufficio era accanto alla banca San Paolo in via Genova e in un piccolo locale proponeva le calcolatrici e macchine da scrivere della Olivetti. Fu poi il progettista del villaggio Iris sulla collina di Vadino dove infatti lui risiedeva.
Poi venne il tempo della Mandragola, il primo vero night e discoteca in città. In quel locale transitammo tutti e con lui ci si divertiva sempre.
Ricordo un episodio convulso in cui il trambusto era elevato, Piero arrivò e con calma tenendosi una mano sui capelli affinché il riporto che copriva la testa non si sciupasse ci disse, ” me raccumandu fieji nu fai troppi casin “. Durante il periodo della Mandragola fu anche presidente della Albenga Calcio, vicepresidente Tarcisio De Zotti, ebbene riuscirono ad esonerare l’allenatore, che i quel periodo era Szekely, con la squadra prima in classifica…
Al piano superiore della Mandragola, era situato lo Sporting che fungeva da bar e punto di incontro, gestione Aldo DeScalzi.
Finita la, stagione della Mandragola iniziò quella del ristorante Punta San Martino, sicuramente uno dei posti più belli di Albenga. Pranzi e cene si susseguirono per anni. In cucina cooperava la moglie di Piero, detta la bella Trudy, da una storpiatura amichevole del suo cognome che mi pare facesse, Bellentrodi.
Ricordo che quando si andava a mangiare su da lui con Berardo la prima frase che Berry pronunciava a Piero era “cussu u ghe da mangia ancoiji? ” e Piero di rimando ” de tuttu” al che a Berardo scappava una sonora risata.
Ho tanti bellissimi ricordi del periodo del ristorante, sicuramente ho partecipato da invitato a qualche matrimonio. Poi, con il tempo, anche il ristorante è passato, così come siamo passati noi.
In questa foto Piero giovane, con la, sua immancabile giacca bianca e con la brunetta dei Ricchi e Poveri, che fecero tappa alla Mandragola.
Ciao Piero un grande abbraccio a tuo figlio, un grande ricordo di te, che la terra ti sia lieve.
Prospero Roveraro
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CON 54 PARTECIPAZIONI AL LUTTO, PUBBLICHIAMO LE PIU’ SIGNIFICATIVE
Lucilla Ciarlo- Persona squisita,punta San Martino pranzo di nozze di mio figlio panorama stupendo,ottimo servizio.la moglie bravissima cuoca.che bei ricordi R.I.P. PIERO.
Daniela Agnoli  – Sopra la Mandragola c’era la sede dell’U.S. Albenga nel periodo della sua presidenza.

Gino Rapa Eh sì! L’Albenga che non c’è più e in cui siamo stati bene. Meno mugugni rancorosi, meno polemiche su tutto e più voglia di stare insieme, di ridere e sorridere. Ciao Piero!

Gabriele Puggelli risponde: Gino Rapa soprattutto meno Facebook.

Rosella Bozzano Silvano Bernardini – Che dispiacere, era un amico dei tempi migliori andavamo a vedere le partite del Milan sentite condoglianze alla famiglia, ciao Piero.
Paolo Lioce – Sentite condoglianze. Le cene e i cocktail nell’antistante giardino di Punta San Martino semplicemente indimenticabili…
Franca Dagnino – Che bel ricordo ! Nostalgico e scherzoso per render meno pesante il momento. Condoglianze.

 

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