Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Marina di Alassio Spa, i carabinieri interrogano. E dopo le condanne altri nodi al pettine. Con Villa Fernanda, i suoi misteri, il buco da ripianare

Il porto di Alassio: una pentola in ebollizione. Il coperchio rischia di sollevarsi ? Si parla di indagini su più fronti ad opera di carabinieri, polizia, guardia di Finanza ? C’è chi ha visto Rinaldo Agostini, ai vertici di Marina di Alassio Spa,  entrare nella caserma dei carabinieri. Tra le persone informate sui fatti ? Nella stessa veste gli ex presidenti in vita dell’azienda del Comune (quote di maggioranza e Circolo Nautico).

Dal rag. Vincenzo Zarillo, all’avv. Vincenzo Maglione. Non sono più tra i vivi Alberto Ronchi e Sergio Gaibisso. Le indagini riguardano il ‘sistema Alassio’ nella gestione della cosa pubblica sfociato già in un primo processo a carico del direttore  generale Marino Agnese e dell’ex presidente (per 7 anni) Gian Carlo Cerutti  ‘che non poteva non sapere‘ ? Il Secolo XIX ha titolato: “Accolta la tesi del Pm: minacce e vessazioni per chi non si adeguava al sistema”. Condanna in primo grado ad un anno e 4 mesi di reclusione per Agnese, 4 mesi all’anziano ex comandante di navi, letteralmente costernato ed addolorato, raccontano gli amici.  E ripete di non aver mai ricevuto ‘avvisi di garanzia’ e di ‘essere stato condannato in contumacia’. Scontato per entrambi l’appello.

Rinviamo al prossimo numero la parte della vicenda che ci riguarda. In solitaria avevamo pubblicato su Trucioli.it la lettera j’accuse che ha dato l’avvio all’inchiesta ed erano seguite le querele, l’interrogatorio per ‘diffamazione aggravata a mezzo stampa’. L’epilogo, seppure in prima istanza, dovrebbe confortare il lavoro spesso difficile del ‘diritto di cronaca’. Anche verso potentati più o meno radicati e forti sul territorio. Nulla da gioire ma ricerca della verità. Anche se tra quella giudiziaria e quella reale non sempre c’è sintonia e certezza.

Un istruttivo passo indietro. Non da oggi si ascoltava, in alcuni ambienti, che Marina di Alassio Spa si era ritrovata con un buco di bilancio quantificato, più o meno, negli attuali 500 mila €. Il debito scaturiva dall’operazione acquisto Villa Fernanda. Una minus valenza di bilancio più che perdita reale ? Il tutto perchè bisognava dare una mano al bilancio del Comune che senza quel denaro della partecipata rischiava di non rispettare il patto di stabilità con tutte le conseguenze deleterie sulla città. Un aiuto ai tempi in cui era presidente di Marina Spa, il navigato rag. Vincenzo Zarrillo, ovvero uomo di esperienza amministrativa e politica. Nessun tornaconto personale, sia chiaro. Un aiutino che però pare non sia mai stato ‘risanato’. E peserebbe tuttora. Perché ? La società partecipata fece un mutuo e si finì per valorizzare la villa con un prezzo di gran lunga superiore a quello di mercato. Un prezzo più alto insomma del reale. Va da se, porte aperte a qualsiasi utile chiarimento da parti di chi è stato citato nella vicenda.

C’è da aggiungere che sarebbe utile ascoltare cosa possono dire e chiarire anche gli assessori alle società partecipate che si sono avvicendati nel tempo.

19 gennaio 2021 – Vicenda Marina di Alassio: dichiarazione dell’Amministrazione Comunale

“Apprendiamo dai mezzi di informazione della sentenza di condanna del direttore generale della Marina di Alassio – il primo commento dell’Amministrazione Comunale della Città del Muretto – e in attesa di avere copia della sentenza, abbiamo già convocato il Consiglio di Amministrazione della Marina, gli organi di controllo e lo stesso direttore generale per avere contezza dei fatti”.​

E PRIMA ANCORA HA SCRITTO L’AVV. GIOVANNI PARASCOSSO

CAPOGRUPPO IN MINORANZA CONSILIARE: Scelte clientelari, speculative e miopi, operate dagli amministratori Alassini da troppo tempo. Il ruolo del Canm quasi affossato e Marina di Alassio.

 

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