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Il ricordo siciliano di Macaluso e ‘Operazione Milazzo’: Msi e Pci in giunta. E Albenga? Romano Minetto invocava la ‘questione morale’ e ‘caso massoneria’

Em.Ma ( Emanuele Macaluso), sigla con la quale firmava gli articoli di giornale per l’Unità ed ultimamente il suo post su Facebook, è morto a Roma martedì scorso – 19 Gennaio 2021 – all’età di 96 anni. Leggi anche a fondo pagina, dall’archivio di Trucioli.it, un’intervista a Romano Minetto, classe 1943, storico esponente del Pci, sezione Riva, di Albenga. Correva l’anno 1981.

di Michele Di Giuseppe

Era nato a Caltanissetta il 21 Marzo del 1924, l’unica provincia della Sicilia dove erano attive le forze antifasciste.
Introdotto nella CGIL da DI VITTORIO, fu dirigente dei braccianti siciliani ed in questo suo ruolo accompagnò Girolamo (Mommo) LI CAUSI a Villalba il 16 Settembre del 1944 per il comizio sfociato nella sparatoria in cui furono feriti 17 persone con lo stesso Macaluso colpito in una gamba.
Questa reazione violenta, culminata con gli spari d’arma da fuoco, può considerarsi la premessa alla strage di Portella della Ginestra di pochi anni dopo, il 1947.
Macaluso divenne, nel 1947, segretario regionale della Cgil e guidò il Sindacato sino al 1956; fu, poi, segretario regionale del PCI ed artefice della cosiddetta “operazione Milazzo”, cioè scelse, con altri, di sostenere la destra (l’Msi) – a danno della Dc – e si formò una Giunta regionale composta da militanti di sinistra e di destra. Operazione avallata da Palmiro Togliatti, sebbene criticata a sinistra. Da quell’esperienza, infatti, nel 1959 si escogitò la prima Giunta di centrosinistra in Italia, presieduta dal socialista Salvatore Corallo.
Da vecchio “migliorista” (come Amendola, Napolitano, Chiaromonte, Cervetti o Pellicani erano i più noti), rivela la concezione di Macaluso della politica: costruire convergenze per raggiungere gli obiettivi anche a piccoli passi. Lo zoccolo duro – ala movimentista -, invece, era rappresentato da Pietro Ingrao, che osteggiava la filosofia dei “migliorasti” del Pci.
Nel 1963 approda a Roma accolto nella Direzione nazionale da Togliatti. Vi resterà sia con Luigi Longo, sia con Enrico Berlinguer. Sempre in quel famoso anno 1963, divenne Deputato alla Camera e vi siederà per sette legislature sino al 1992, quando l’allora segretario regionale siciliano, Pietro Folena, lo “rottamò”.
Nel 1989, svolta della Bolognina, Macaluso aveva aderito al Pds di Occhetto.
Parallelamente all’attività parlamentare, Macaluso era un giornalista, fu direttore dell’Unità dal 1982 al 1986; chi non ricorda la satira di Fortebraccio
e le sue vignette?
Lasciata la politica attiva, diresse per qualche mese “Il Riformista” nel 2011 prima della chiusura.
Quando Belpietro – nel 2019 – acquisì l’Unità, Macaluso bollò l’avvenimento come “una vergogna e uno sfregio”: Egli che fu definito “un sognatore concreto”!
(v. Michele Pantaleone, politico di Villalba eletto all’Assemblea Regionale Siciliana, in “Fascismo, maffia e separatismo nel centro della Sicilia”).

Indimenticabile e “poetica” la connotativa pennellata di Carlo LEVI della Piazza di Villalba: “” QUESTA PIAZZA E’ DUNQUE COME IL PALCOSCENICO DI UN TEATRO DI TRAGEDIA DOVE DALL’ALBA ALLA NOTTE SI MOSTRANO I PROTAGONISTI: IL POPOLO, I RE, I TIRANNI, GLI UCCISORI E IL CORO, I SERVI E GLI DEI, E TUTTE LE POSSIBILI VICENDE VI SI CONSUMANO NEI PASSI NEI GESTI E NEI SIMBOLI DELLA VITA QUOTIDIANA””.

Michele Di Giuseppe

DALL’ARCHIVIO DI TRUCIOLI.IT:  1981, ROMANO MINETTO

DA MILLESINO AL DIRETTIVO DELLA SEZIONE ‘RIVA’ DEL PCI

 

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M. Di Giuseppe

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