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Valle Arroscia, don Enrico neo Vicario Foraneo. ‘La voce di uno che grida nel deserto’? Frutti inattesi in 4 parrocchie

Dal sito della parrocchia di San Nazario e Celso  di Mendatica si legge: Don Enrico Giovannini nuovo Vicario Foraneo della Valle Arroscia. La nomina  ufficializzata da Mons. Guglielmo Borghetti. Leggi anche: mons. Angelo De Canis, origini a Lavina, 83 anni, 57 di sacerdozio, chiamato a reggere, nell’emergenza, la parrocchia di Solva (Alassio).

di Emidia Lantrua

Don Enrico Giovannini con l’amatissimo e gentiluomo papà

Il grande entusiasmo, l’instancabile vitalità e la profonda cultura umana e religiosa hanno animato la vita sacerdotale di don Enrico, parroco di Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte e Rezzo e ora vicario faraneo della Valle Arroscia.

Il suo impegno mirato e costante non ha riguardato solo la diffusione della Parola, valorizzata dalla chiara capacità oratoria, come era negli intenti conclamati all’atto dell’ordinazione, nella scelta del motto “vox clamantis in deserto“, ma ha riguardato ogni ambito dell’importante ministero episcopale. E la voce che grida ha richiamato alla liturgia fedeli consapevoli e motivati, ha dato i frutti già attesi da chi per primo aveva parlato nel “deserto“.

In questa epoca di individualismo competitivo, a volte narcisistico, è nell’azione corale, nel coinvolgimento di gruppo che il sacerdote crede di poter moltiplicare e rafforzare i doni, quando sono condivisi e partecipati da tanti.

Forse il più importante impegno collegiale include la preparazione e l’orientamento di bambini e ragazzi, accompagnati dalle famiglie, nel catechismo interparrocchiale, con cadenza quindicinale in tempi normali, il sabato dal mattino al primo pomeriggio.

Alle lezioni interattive, si alternano canti, giochi, momento conviviale e cineforum: tra i film commentati si ricorda la vita di Chiara Luce Badano, don Puglisi, San Filippo Neri... Importanti sono gli incontri effettuati con figure dalla vocazione profonda e particolare come l’eremita della valle, padre Isacco, le Oblate dell’Apostolato di Imperia, le suore di Diano Castello… Insieme si partecipa tanto al Carnevale di Pieve di Teco, quanto alla Santa Messa Crismale nella cattedrale di Albenga.  Per ogni corso sono programmate giornate in santuari o in luoghi di forte richiamo spirituale. Anche sulla vetta del Fronté, ai piedi della statua della Madonna, si è celebrata una santa Messa con ragazzi, parenti e amici. Sulla via del ritorno un’improvvisa tempesta   si è abbattuta sul gruppetto di coda e un fulmine ha colpito una partecipante e ne ha sbalzato sotto strada la vicina. In quell’occasione don Enrico ha agito con la perizia derivatagli dalla frequenza di corsi di Medicina e ha rianimato Rosa, che dopo dolorosi ricoveri si è ben ripresa.

A lui si deve la rivitalizzazione dei cori parrocchiani, capaci di interpretare il repertorio tradizionale e di eseguire i canti dell’attualità, per attribuire armonia e  solennità ad ogni celebrazione, sottolineandone anche il significato specifico. Tali gruppi in occasione di significativi eventi si esibiscono uniti in concerto, nelle chiese e basiliche del ponente.

L’amore per la musica, manifestato nelle feste, negli incontri istituzionali o tra amici sta alla base della creazione della stagione concertistica “Vallinmusica“, che ha portato artisti autoctoni o nazionali, di grande livello a valorizzare gli organi delle chiese, alcuni di certificato valore, e a far conoscere autori classici o contemporanei ai valligiani e ai visitatori dei luoghi. I concerti organizzati hanno avuto esibizioni decentrate anche nel Principato di Monaco. In questa attività il parroco è stato affiancato dal bravo maestro di Mendatica, prof. Roberto Grasso, subentrato a don Enrico nella carica di Presidente del festival musicale.

Sotto la guida e il percorso formativo di don Enrico e di don Giancarlo Approsio, incaricato ad hoc e già parroco nell’alta Valle nel millennio scorso, le parrocchie di Cosio d’Arroscia, Mendatica e Montegrosso Pian Latte hanno visto la rinascita delle confraternite. A Rezzo, terminata la preparazione, la cerimonia di vestizione è stata rinviata, causa covid 19, e avrà luogo con la partecipazione generale appena possibile.

Tanti altri sono gli incarichi ricoperti da don Giovannini a servizio del territorio allargato: guida e coordinamento dei gruppi famiglia e preghiera, con la realizzazione di lectio magistralis, curate da noti teologi, tra cui anche il nostro vescovo, su temi pregnanti di fede e di testimonianza di vita, di morale e di tematiche socioeducative.

L’apertura dialogica, la voglia di aggregare ha sempre sostenuto il compito di organizzare pellegrinaggi e visite a luoghi sacri a livello diocesano, portando tanti a conoscere l’arte e la storia di siti che documentano la forza della fede.

Ora come prima finalità della nuova responsabilità conferitagli, don Enrico ha affermato la ferma volontà di dare valore e vigore all’oratorio adolescenziale e giovanile, tanto attivo in passato, che attualmente necessita di innovazione e attrattiva. Ha già enunciato lo slogan che lo accompagnerà in questo cammino: “Vieni e seguimi”.

Emidia Lantrua

I compiti specifici del Vicario Foraneo che sono indicati ai canoni 553, 554 e 555 del Codice di Diritto Canonico, i quali recitano:

Can. 553 – §1. Il vicario foraneo, chiamato anche decano o arciprete o con altro nome, è il sacerdote che è preposto al vicariato foraneo.

§2. A meno che il diritto particolare non stabilisca altro, il vicario foraneo è nominato dal Vescovo diocesano, dopo aver sentito, a suo prudente giudizio, i sacerdoti che svolgono il ministero nel vicariato in questione.

Don Enrico che non trascura i momenti goliardici, oltre all’hobby della chitarra, qui al carnevale di Pieve di Teco

Can. 554 – §1. Per l’ufficio di vicario foraneo, che non è legato all’ufficio di parroco di una parrocchia determinata, il Vescovo scelga un sacerdote che avrà giudicato idoneo, valutate le circostanze di luogo e di tempo.

§2. Il vicario foraneo venga nominato a tempo determinato, stabilito dal diritto particolare.

§3. Il Vescovo diocesano per giusta causa può rimuovere liberamente dall’ufficio il vicario foraneo, secondo il suo prudente giudizio.

Can. 555 – §1. Il vicario foraneo, oltre alle facoltà che gli attribuisce legittimamente il diritto particolare, ha il dovere e il diritto:

1) di promuovere e coordinare l’attività pastorale comune nell’àmbito del vicariato;

2) di aver cura che i chierici del proprio distretto conducano una vita consona al loro stato e adempiano diligentemente i loro doveri;

3) di provvedere che le funzioni religiose siano celebrate secondo le disposizioni della sacra liturgia, che si curi il decoro e la pulizia delle chiese e della suppellettile sacra, soprattutto nella celebrazione eucaristica e nella custodia del santissimo Sacramento, che i libri parrocchiali vengano redatti accuratamente e custoditi nel debito modo, che i beni ecclesiastici siano amministrati diligentemente; infine che la casa parrocchiale sia conservata con la debita cura.

§2. Il vicario foraneo nell’àmbito del vicariato affidatogli:

1) si adoperi perché i chierici, secondo le disposizioni del diritto particolare, partecipino nei tempi stabiliti alle lezioni, ai convegni teologici o alle conferenze a norma del can. 279, p 2;

2) abbia cura che siano disponibili sussidi spirituali per i presbiteri del suo distretto ed abbia parimenti la massima sollecitudine per coloro che si trovano in situazioni difficili o sono angustiati da problemi.

§3. Il vicario foraneo abbia cura che i parroci del suo distretto, che egli sappia gravemente ammalati, non manchino di aiuti spirituali e materiali e che vengano celebrate degne esequie per coloro che muoiono; faccia anche in modo che durante la loro malattia o dopo la loro morte, non vadano perduti o asportati i libri, i documenti, la suppellettile sacra e ogni altra cosa che appartiene alla chiesa.

§4. Il vicario foraneo è tenuto all’obbligo di visitare le parrocchie del suo distretto secondo quanto avrà determinato il Vescovo diocesano.

 

Alassio, mons. Angelo De Canis, nel 2018, giorno della sua firma su una piastrella del  Muretto, con il sindaco Melgrati

E MONS. ANGELO DE CANIS (NATALI A LAVINA), 83 ANNI, 57 DI SACERDOZIO

‘TORNA IN SERVIZIO’ NELLA PARROCCHIA DI SOLVA, IL PARROCO E’ MALATO

L’articolo del Secolo XIX edizioni Savona e Imperia

 

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Emidia Lantrua

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