Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona malata per mobilità: zampino di mala politica. Paradossale storia del Pumt antologia. I ruoli di Arecco & Dabinovich e Capriglio&Sacone

Il Piano Urbano della Mobilità e dei trasporti di Savona va avanti alla “ligure” stile classico! Ovvero alla giornata: un colpo al cerchio ed un colpo alla botte! Leggi anche cosa scriveva nel gennaio 2020 Danilo Bruno (Verdi) a proposito del Pum. Vedi pure… l’articolo di Sandro Chiaramonti direttore editoriale di Ivg.it: “La nuova via Nizza un colossale imbuto che soffocherà Savona”. Gli elettori se ne ricorderanno ?

di Paolo Forzano
Un piccolo passo indietro, per capire!
Nel 2010 fu fatto dalla società Polinomia un PUMT approvato nel 2014 ma mai entrato in funzione. Che cosa non andava bene del PUMT presentato in sala rossa il 5 novembre ? Praticamente tutto!
Un lavoro da notaio: evidente il disagio del dott. Luigi Torriani nel presentare un PUMT “non suo” ma ampiamente influenzato malamente dalla politica: infatti ha esordito dicendo di aver avuto “un compito ben delimitato”. Quale compito?
Un piano che sostanzialmente era un’antologia del passato, che non analizzava lo stato di fatto con sufficiente obiettività e profondità, che non teneva in nessuna considerazione realtà pesanti, quali il traffico da levante, piazza Leon Pancaldo, e proposte varie,  (nuovi accessi a Savona da levante, Villapiana, casello Albamare, collegamento porto-corso Ricci-Aurelia bis proposto dalla Port Authority, e tante altre) ma cercava di dare soltanto un collante organico a quanto proposto dall’amministrazione comunale negli anni passati, senza quindi una visione indipendente, sistematica ed obiettiva.
Erano stati fatti troppo pochi rilevamenti sul traffico: soltanto 9 postazioni di rilievo con apparecchiature automatiche per 24 ore, altre 18 postazioni manuali nell’intervallo 7,00-9,00 ed eventualmente 17,00-19,00, 4 conteggi agli incroci, ed interviste ai conducenti sull’origine-destinazione in 7 sezioni in solo ingresso in orario 7,00-9,00. Nessun rilevamento di variazioni di traffico nei vari giorni della settimana, nessun particolare aumento di traffico dovuto a Costa Crociere.
Quindi conteggi troppo limitati come numero, troppo limitati come estensione oraria, Origine/Destinazione (O/D) non sufficientemente articolata. La simulazione era una burla in quanto basata su dati inconsistenti per avere una modellazione seria, efficace, utile nella realtà.
Ricordo la paradossale tabella in appendice a pag 8: ebbene questa diceva che la velocità media ad Albisola Capo in corso Mazzini alle ore 9 di mattino era di 39 km/h e di 44 km/h a seconda del senso di marcia. Pura fantasia!
Proseguiamo! Il vicesindaco Arecco ha presentato a puntate sul sito della Lega un suo PUMT, non farina del suo sacco ma frutto degli sforzi progettuali del suo amico Dabinovich. Tale presentazione ha fatto scattare l’ira del Sindaco Caprioglio che il 14 settembre 2017 “silura” Dabinovich!
Caprioglio afferma che realizzerà lei un suo PUMT con l’aiuto di Simona Sacone!
Il 20 gennaio 2020 la situazione si aggrava ancora: il Sindaco Caprioglio silura definitivamente il piano del traffico Arecco-Dabinovich. I media si chiedono Arecco rischia il posto? Caprioglio affermava che il “piano Arecco” era stato bocciato dalla Giunta, da alcuni dirigenti e da Simona Sacone allora vicepresidente di TPL.
Caprioglio aggiunse, addolcendo la pillola: “gli avevamo chiesto di fermare la bozza in attesa dello studio dei flussi di traffico”!
Ma quali dati se i rilevatori erano rotti da tempo e non sostituiti!
Torniamo ad oggi! Non risulta che i rilevatori di traffico siano stati sostituiti, né che lo studio sul traffico sia stato fatto. Neppure risultano “azioni” di miglioramento del PUMT Arecco od altro! Però importanti “azioni” di modifica di arterie cittadine importanti stanno andando avanti, ovviamente senza essere inquadrate in un qualsiasi PUMT:
1) restringimento Aurelia per la realizzazione del restyling di via Nizza da Zinola alle Fornaci.
2) restringimento Aurelia tra piazza Leon Pancaldo ed Albissola Marina per la realizzazione della passeggiata ciclopedonale sul sedime stradale Aurelia, progettata da IRE nel 2016. PUMT parole che a Savona sono prive di significato!
Paolo Forzano
ERA IL 18 GENNAIO 2020 – LETTERA DI DANILO BRUNO (Verdi) pubblicata da savona news

Vogliamo parlare di mobilità a Savona?“. L’invito arriva dall’esponente dei Verdi, Danilo Bruno, che in una lettera alla nostra redazione in riferimento alle schermaglie all’interno dell’amministrazione del capoluogo sulle proposte di modifica alla viabilità cittadina (LEGGI QUI).

“In queste ore si sta assistendo ad un dibattito cittadino sul piano del traffico di cui non si capiscono bene i nessi e la stessa origine. Se si è capito bene a Savona vi sarebbero due piani del traffico: uno predisposto dal vicesindaco Arecco,che prevederebbe larghe zone pedonali e che, a stare a notizie di stampa, sarebbe stato predisposto in modo che “esperti” possano intervenire in futuro e dare un loro contributo. Qui sorge una domanda ma quali esperti dovrebbero intervenire se il piano non parrebbe aver ricevuto un necessario supporto scientifico? Un altro invece è sostenuto dalla Sindaca e affidato alla sede savonese dell’Università di Genova che, a stare a notizie di stampa, però parrebbe essere allo stato attuale solo una sorta di software per la gestione dei flussi”.

“A questo punto la città di Savona cosa dovrebbe fare? Aspettare che un piano della mobilità appaia per miracolo? Noi Verdi crediamo che in primo luogo il piano savonese debba avere un respiro comprensoriale ovvero esso tenga conto e soprattutto interagisca con le scelte dei comuni vicini da Bergeggi ad Albisola Superiore nell’ottica generale di quello che era un grande strumento urbanistico come il PRIS (Piano regolatore intercomunale savonese), che investiva tutta l’area intercomunale in una logica di integrazione delle risorse e dei servizi. Infatti i flussi di traffico savonesi vengono da fuori città e dipendono fortemente dalle scelte dei comuni vicini (ad esempio, se Albisola Superiore decidesse di impedire il passaggio dei camion e sarebbe una scelta comprensibile cosa farebbe Savona?)”.

“In secondo luogo il piano dovrebbe puntare alla netta riduzione dell’inquinamento atmosferico evidenziando i dati rilevati da ARPAL e favorendo una mobilità che passi dalla gomma al ferro e ai mezzi pubblici”.

“Qui si innesta il terzo punto di un possibile piano, che dovrebbe favorire una mobilità basata sui mezzi pubblici, su parcheggi di interscambio, zone destinate alla sosta dei residenti e soprattutto una nuova versione di TPL, che potrebbe assumere la gestione dei parcheggi e dell’intera mobilità divenendo in tal senso lo strumento operativo dei comuni senza escludere la possibilità di fasce orarie gratuite, di un utilizzo della linea ferroviaria anche a scopo urbano”.

Bruno conclude dunque con una domanda: “A questo punto crediamo di aver delineato alcune possibili idee per un piano della mobilità da dare agli esperti per l’elaborazione tecnica.  Ora solleviamo solo una richiesta: perchè la Sindaca e l’intera giunta non se ne vanno in modo che Savona non debba più subire il disastro di governo di una destra inesistente politicamente?”.

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P. Forzano

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