Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano la notizia che oggi fa onore. Ieri il consigliere che combatteva la paura. E l’ingratitudine per un loanese insigne

Non è motivo di vanto custodire, da vecchi cronisti di provincia, oltre mezzo secolo di storia loanese. Capita che quando  pubblichiamo qualche riferimento  al passato non manchi il ‘bastian contrario’ da ‘tutte balle’. Nulla di nuovo per chi fa il mestiere e ha memoria storica. Dispiace deludere i nostri ‘denigratori’ perché abbiamo spesso la fortuna di poter documentare. Attingere al nostro piccolo archivio.  Ma oggi c’è una notizia su tutte, pubblicata dal Secolo XIX, che merita attenzione e orgoglio, fa onore. Con meritori artefici.  “Loano, prima volta in A. La bocciofila La Loanese del presidente Vasco Ghirardelli e del dirigente segretario Ermanno Bosco porta sul podio Loano.

Il presidente delle bocciofila La Loanese Vasco Ghirardelli

ECCO L’ARTICOLO A FIRMA DI MARCO BATTAGLINO

DEL 6 GENNAIO QUALE DONO BELLISSIMO DELLA BEFANA 2021

LOANO IERI, 5 APRILE 1978: SONO TRASCORSI 42 ANNI

ANTONIO RODANO IMPRENDITORE DI IMPORT – EXPORT

CONSIGLIERE COMUNALE ED ESPONENTE DEL PLI SCRIVEVA:

CARO CORRADO, RISCHIA DI SPARIRE ALLE ELEZIONI COMUNALI,

L’OPPOSIZIONE REALE E VINCERE UN’OPPOSIZIONE DI COMODO

CONDIVIDO I SUOI PRINCIPI SEMPRE A DIFESA DELLE MINORANZE

Il compianto Antonio Rodano era l’anima del Pli di Loano ed un tenace ‘controllore’ della cosa pubblica amministrata dagli eletti del popolo. Per un breve periodo ha ricoperto il ruolo di vice sindaco e assessore, ma ha svolto soprattutto con rigorosa diligenza il ruolo di opposizione, mai a giorni alterni.

Cosa è cambiato nella scenario politico amministrativo loanese rispetto a quei tempi ? Chi sono i vincitori e i vinti ? Le disuguaglianze sociali non sono più una ricorrente realtà ?  Sono accresciute, in loco, le opportunità di lavoro (meglio se non precario) per i giovani, le donne. Perchè il potere è praticamente nelle stesse mani e l’opposizione continua ad essere oppressa da divisioni interne, personalismi, incapacità ripetitiva di uscire dalla miopia e dal guscio in cui si è rilegata. Perchè c’è ancora chi ritiene di avere titoli e capacità per analizzare le cause della distruzione del tessuto alberghiero (unico che garantiva posti di lavoro) senza avere reale conoscenza di cosa significhi investire e condurre un’azienda turistico – ricettiva. Perchè sempre la minoranza ha fallito nella scelta di una candidato sindaco libero ed indipendente da ogni interesse, forte e credibile in  un progetto città. Basti pensare che oggi chi chiede di tornare al governo è complice diretto della mancanza di un Piano regolatore – oggi Puc – scaduto oltre dieci anni or sono.  E’ di vitale pianificazione socio economica attraverso appunto la visione e lo strumento urbanistico. Che dire quando si ascolta che a pochi mesi dalle elezioni ci si ricorda che Loano ha bisogno di un ‘Piano commerciale’ non più superato ed obsoleto, proiettato nel futuro che cambia in modo repentino nella civiltà tecnologica. Che alla vigilia della consultazione si porrà mano allo scandaloso e ultradecennale abbandono di uno degli angoli (curuggi ‘orbi’) della città vecchia e storica. Che dire della spaccatura in quella maggioranza dove si sono occupati quasi con mano militare i posti più ambiti della commissione edilizia e in quella paesaggistica. A quali interessi ubbidire ? Ecco eravamo assai più in sintonia con chi aveva il coraggio di ribellarsi e lo faceva chiedendo ‘aiuto’ al giovane redattore loanese che già dal 1967 si occupava della cronaca cittadina prima attraverso La Settimana Ligure, poi da direttore de La Nuova Liguria, quindi un breve periodo a Il Nuovo Cittadino (quotidiano della Curia Genovese), alla Gazzetta del Popolo (espressione della Dc progressista), infine dal primo gennaio 1970 la chiamata a corrispondente coordinatore del Secolo XIX che aveva aperto un ufficio ad Albenga e potenziato via via le pagine provinciali. Allora il quotidiano dei liguri aveva un corrispondente in ogni città e persino nei paesi delle vallate.  Con una curiosità che forse interessa poco, ma è eloquente nella strategia editoriale. Il dirigente del giornale che si occupava della diffusione (allora in Liguria c’erano tre ispettori che seguivano i ‘rivenditori’ di zona e le edicole) con un costante rapporto con il giornalista responsabile della sua zona (la nostra era da Andora a Noli con entroterra delle vallate, Bardineto e Calizzano). Insomma l’obiettivo da raggiungere era un costante aumento delle copie vendute. Che significava una presenza capillare nella cronaca, negli argomenti da trattare, nelle tematiche più qualificanti delle singole realtà. E guai a ‘bucare’ perdere una notizia rispetto alla concorrenza. Persino con la cronaca dei consigli comunali che iniziavano alle 21 e spesso terminavano alle 2 di notte e oltre. (l.c.)

LOANO, GIULIO GARRASSINI GARBARINO (E’ STATO PRESIDENTE DELL’OPERA PIA RAMELLA QUANDO LA CITTA’ AVEVA IL SUO OSPEDALE NELL’ATTUALE SEDE TRASFORMATA IN RESIDENZA PROTETTA ED UFFICI ASL.

ERA IL 26 SETTEMBRE 1969: ‘MIO FRATELLO LO RICORDANO A GENOVA

MENTRE DALLE SCUOLE LOANESI….MAI UNA PAROLA DI INTERESSAMENTO’

 


DA WIKIPEDIA

Giuseppe Garrassini Garbarino (Loano8 gennaio 1885 – Pola11 febbraio 1917) è stato un aviatore e militare italiano, pioniere dell’aviazione militare italiana, fu decorato di Medaglia d’oro al valor militare alla memoria durante la prima guerra mondiale. Nacque nella cittadina costiera di Loano l’8 gennaio 1895, da famiglia di nobile di antiche tradizioni,[1] suo padre l’ingegnere Francesco fu Sindaco della città e sua madre, Fanny De Amicis, era cugina di Edmondo De Amicis famoso autore del libro Cuore e di monsignor Giacomo De Amicis, vescovo ausiliario di Genova. Terminati gli studi di Liceo, a partire dal 17 agosto 1902 iniziò a frequentare l’Regia Accademia Navale di Livorno da cui uscì con il grado di guardiamarina il 1 dicembre 1905. Prestato giuramento, il giorno 16 dicembre viene imbarcato sulla nave da battaglia Benedetto Brin, passando poi sull’incrociatore protetto Vesuvio con cui compì un lungo ciclo di navigazione verso l’estremo oriente. Imbarcatosi in successione sulle Regie Navi Amalfi, Volturno, San Marco ed Elba, da 4 maggio 1907 andò in missione a Chin-Kinag, Cina, venendo promosso sottotenente di vascello il 24 maggio 1908, e rientrando in Italia nel giugno 1909. Appassionatosi al mondo dell’aviazione, entrò in forza al Battaglione aviatori[2] il 28 agosto 1910,[1] e conseguì il brevetto di pilota sul campo d’aviazione di Centocelle il 22 dicembre dello stesso anno,[3] e quello di pilota militare il 1 maggio 1912.

Nel corso del 1912 partì per combattere in Libia, assegnato il 13 marzo alla 4ª Squadriglia di stanza a Tobruk,[2] rimanendovi fino al 1 agosto dello stesso anno, quando decorato di Medaglia d’argento al valor militare, rientrò in Patria. Inviato in Francia per studiarne l’organizzazione militare degli idrovolanti della marina,[4] conseguì il brevetto di pilota d’idrovolante a San Juan-le-Pins nell’agosto 1912.[5] Nel 1913 frequentò il Corso superiore di guerra a Livorno, e poi si imbarcò sull’Elba come pilota d’idrovolante da ricognizione nel corso del 1914. Ripresosi dai postumi di un incidente aereo avvenuto il 30 dicembre 1914, all’inizio del 1915 fu mandato all’Aeroporto di Ferrara-San Luca per organizzare una nuova squadriglia dotata di velivoli Caproni, che tuttavia non arrivarono mai, ed incominciò a volare sui dirigibili. Rimase a Ferrara per poco tempo, in quanto il comando della marina lo trasferì[6] il 17 luglio alla Squadriglia idrovolanti di Venezia[7] per i collaudi dei nuovi idrovolanti Paulhan-Curtiss.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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