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Noli la chiesa ‘abbandonata’ di San Francesco. ‘Chi vive di speranza muore disperato’. Il mio appello al sindaco

Noli è veramente uno strano luogo per certi versi poiché dinanzi alla ricchezza monumentale e storica pare che vi sia un certo timore e ritrosia nel voler far conoscere la propria storia quasi una sorta di “prudenza calvinista” nell’ostentare ciò che si è realizzato nei secoli.
Oggi voglio parlare della chiesa barocca di San Francesco di Noli, annessa all’antico Real Collegio Carlo Alberto Principe di Moncalieri in piazza Don Vivaldo.

di Danilo Bruno

Da Wikipedia si legge: La chiesa di San Francesco d’Assisi è un luogo di culto cattolico situato nel comune di Noli, in piazza Lorenzo Vivaldo, in provincia di Savona. Il complesso duecentesco – ubicato fuori la cinta muraria nolese e costituito oltre la chiesa anche da un annesso convento – è sede nel periodo estivo del collegio dei Chierici regolari di San Paolo.
Cenni storici e descrizione. Le fonti storiche attestano al 1291 l’anno di fondazione del complesso monastico dell’Ordine dei frati minori conventuali – intitolato al santo francescano – per volere del vescovo di Genova monsignor Leonardo Fieschi.
La chiesa subì una nuova e imponente opera di ristrutturazione nel XVII secolo con l’inversione dell’orientamento, ma mantenendo inalterata l’unica navata. Lungo le pareti laterali furono create nuove cappelle, un profondo presbiterio e la sostituzione delle originali capriate in legno con una volta a botte. Dal XIV secolo al XVII secolo all’interno della chiesa trovarono regolare sepoltura le famiglie più importanti della città nolese; sono ancora presenti epigrafi a memorie dei personaggi più illustri. Il campanile – inserito nel contrafforte angolare posto a nord-est della struttura – ospita due campane rispettivamente del 1362 e del 1753.

In primo luogo merita un cenno l’intitolazione della piazza dedicata a uno dei nolesi più  illustri, già vescovo di Massa Marittima e storico nonché  pensatore di notevole valore. Quando lavoravo al Comune di Noli e tra i miei compiti ero anche “responsabile della toponomastica”, scoprii in una cartellina che l’intitolazione non era mai avvenuta regolarmente poiché la Prefettura al momento della richiesta aveva dato parere negativo, essendo passati troppi pochi anni dalla morte.

Io ne riferii in Giunta e mi diedero incarico di sistemare la questione riportandola alle regole di legge per cui si procedette alla convocazione della commissione toponomastica, a inviare il verbale in Prefettura e a ottenere la regolare autorizzazione per sanare una irregolarità palese.
Tornando al monumento, bisogna dire che esso costituisce una chiesa regolarmente aperta al culto e all’interno conserva alcune opere di grande importanza comprese: due tele di Vincente Suarez, un patrimonio lapideo tra i più ricchi del ponente ligure dedicato alle famiglie che fecero la storia di Noli.
Tale patrimonio fu studiato dal prof. Carlo Varaldo, direttore dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri,  in una sua fondamentale ricerca pubblicata negli Atti della Società Savonese di Storia Patria mentre Vincente Suarez, pittore di probabile origine spagnola, merita un cenno poiché su di lui il Comune di Noli pubblicò una piccola monografia dato che fu un pittore, che passò a Noli come “una meteora”, lavorando a numerose pale di altare, al gonfalone comunale e all’affresco della porta di Piazza in pochi anni verso la fine del XVIII secolo senza lasciare alcuna traccia sulle proprie origini ( a parte un cenno Hispanicus su una opera) e lasciandone poi altre in Corsica dove probabilmente morì e forse fu sepolto.
La chiesa fu utilizzata anche per concerti e conferenze, pur avendo necessità di restauri tanto che la Diocesi nel 2014 propose al Comune di Noli di riceverla in comodato d’uso e, pur mantenendo la funzione di culto, utilizzarla come sala polivalente per concerti e mostre.
Il sottoscritto organizzò due brevi incontri:
a) con la Giunta e un artista residente a Noli per verificare la fattibilità artistica dell’intervento;
b) con un proprio amico architetto, che voleva visitare il monumento e che propose di fare un concorso internazionale di idee, in modo da ottenere almeno lo studio di fattibilità, premiandolo con un contributo economico e mettendo in mostra i progetti per investire anche la popolazione del problema.
Purtroppo a Noli vi fu il cambio di amministrazione e dopo un concerto del FAI quando la nuova Giunta non si era ancora insediata, il sottoscritto fu comandato su sua richiesta al Comune di Spotorno (“una sorta di esilio volontario”) e del progetto non si seppe più nulla a quanto mi consta.
Nel frattempo la chiesa fu ancora utilizzata dalla Fondazione San Antonio per qualche conferenza legata alla ricerca sull’arte contemporanea ma con poco successo, dato che l’edificio era polveroso, visto lo stato di abbandono, senza luce ed acqua per cui era necessario ricorrere ad un generatore esterno fornito da una ditta terza.
Purtroppo nelle mie due esperienze di visita posso solo dire che nulla si sentiva e che tra panche scricchiolanti e rumori vari di sottofondo la situazione non era certamente delle migliori per un ascolto adeguato all’importanza dell’avvenimento.
E oggi? Sono passato davanti alla chiesa qualche mese fa ed era ovviamente chiusa. Non so nulla del patrimonio lapideo, dei quadri di Suarez e delle altre opere esistenti nonché della necessità di riprendere il discorso con la Diocesi di Savona-Noli.
Avevo sperato che la nuova Giunta Fossati con calma riprendesse le fila del discorso per valorizzare un monumento importante per la storia della città e soprattutto magari d’intesa con la sezione Sabazia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri indicesse quel concorso internazionale di idee atto a ipotizzare una sistemazione monumentale della chiesa, un uso rispettoso della sua funzione di culto e soprattutto identificasse le opere necessarie al restauro e alla tutela del monumento.
Purtroppo spero di sbagliarmi ma temo che a Noli oggi valga quel detto:”Chi vive di speranza muore disperato” e la porta di San Francesco chissà se e quando si potrà riaprire.
Danilo Bruno
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