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Albenga, l’ex sindaco Zunino ricorda l’amico Locatelli primo istruttore italiano di acrobazia per aerei civili

La scomparsa di Aldo Locatelli. Mi dispiace molto non avergli potuto dedicare immediatamente un ricordo, un saluto, due righe ai suoi figli, alla figlia ed alla compagna di vita. Classe 1932, pilota acrobatico. Il primo istruttore italiano di acrobazia per aerei civili, partecipando due volte ai campionati mondiali ed europei.

 

di Mauro G. Zunino

Ho appreso della scomparsa di Aldo Locatelli, occorsa per malattia il 12 Ottobre scorso. Mi dispiace molto non avergli potuto dedicare immediatamente un ricordo, un saluto, due righe ai suoi figli, alla figlia ed alla compagna di vita.

Molti dei piloti delle ultime generazioni non hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzare esperienze di volo con lui, molti altri ,divenuti affermati professionisti, lo hanno avuto come istruttore di volo, istruttore I.F.R., altri ancora come pilota istruttore di acrobazia aerea.

Aldo, trascorsi militari, carattere particolare, pilota “creativo” ha trascorso la maggior parte della sua vita in volo e di questa una minimissima con chi vi scrive.

Bisognava conoscerlo ed aspettarsi di tutto da lui sia in campo del lavoro aereo, che di vita, che di compagnia.

Innumerevoli possono essere gli aneddoti e la D.G.A.C. ritengo abbia un “ curriculum” molto sostanzioso per richiami, iniziative, avventure dalle quali ne è sempre uscito “miracolosamente” . Sotto l’aspetto del “manico”, era una vera e propria autorità in materia, tanto da scrivere libri sull’acrobazia, partecipare alle più grandi avventure aeronautiche del settore nei tempi liberi dal suo principale impegno di pilota executive;

La sua passione era l’acrobazia, era nato per quella. Pilota della nazionale Italiana, simpaticissimo collega del gen. Sallustiodenominato Generale Elastico “ per la sua mania di volare con gli allievi collegando i velivoli con un elastico che doveva essere sempre ben teso e mai rompersi durante le evoluzioni; Locatelli è cresciuto anche con lui.

Negli anni sessanta era istruttore in Aero Club , negli anni 80 i suoi figli sarebbero cresciuti aeronauticamente con la nostra scuola di volo, negli anni 90 operava come istruttore di acrobazia per conto dell’ Aero Club d’Italia e da noi,  tra gli allievi del corso, tre giovani pilote: Paola Zunino, Paola Vignola, Serena Tracchi, tutte abilitate all’acrobazia.

Con lui ho apprezzato l’acrobazia aerea, dolce ed elegante, la mia preferita,  con storici biplani; Schematica, rigida, caratteriale, portata allo stremo con il “suo”  Chris’ Acroduster” ed un po meno con i vari CAP, tipologia a lui più congeniale che lo ha portato ai vertici intercontinentali del settore.

Amava la compagnia, le scuse erano tutte buone per vivacizzare le acque degli ambienti d’appassionati. Tra i suoi allievi d’acrobazia, divenuti a loro volta esponenti del ramo in grande Stefano Pesucci,  verace toscano la cui inflessione dialettale, anche in frequenza, non lasciava dubbi sulla provenienza territoriale, con lui volo’ prima sul Cap poi sul verde Acroduster Too quindi sul rosso e conosciutissimo Acroduster.

Ci sarebbe molto da raccontare sulla storia degli Acroduster utilizzati da Aldo e sul rapporto con un altro storico personaggio del panorama aeronautico,  Battistoni un mito , un filantropo  del mondo aeronautico e non solo, collega Presidente dell’ Aero Club di Milano per tantissimi anni.

Il C.te Aldo Locatelli quando era pilota istruttore dell’Aero Club Savona e della Riviera Ligure (foto archivio Trucioli.it)

Gli aerei sui quali gareggiava e si allenava Locatelli erano di Battistoni che storicamente aveva organizzato e sponsorizzato le competizioni Milanesi (Trofeo Crippa) .

Chi ha avuto la fortuna di frequentarli insieme ha potuto apprezzare in pieno questo fantastico “circo” altamente specializzato ramo del mondo dell’aviazione.

Con Battistoni, Sallustio, Pollastri, non mancava occasione per accompagnare Locatelli ai vari campionati Europei del settore e le giornate non si concludevano con un atterraggio a fine competizione ma dietro un tavolo sino a tarda notte, in qualsiasi nazione.

Chi ci guardava e vedeva gesticolare non poteva sapere che parlavamo di figure acrobatiche ed aviazione in generale, probabilmente ritenevano che, appena seduti al tavolo, fossimo “carburati ”.

Mauro G. Zunino

 

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