Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Nuovo carcere savonese e 400 arresti. Beffa del ministero. Interpellanza urgente dell’on. Foscolo, ma risponde (evasiva) la vice alla Sanità. Si parla di area vicina al tribunale

E dire che la maggioranza dei savonesi e dei liguri alle elezioni politiche del marzo 2018 avevano premiato i 5 Stelle sia alla Camera dei deputati che al Senato. Su un totale di 24 seggi, 8 ‘grillini’ eletti, 7 della Lega di Salvini, 4 di Forza Italia, 2 del Pd, 1 di Leu, 1 di Noi con l’Italia, 1 di Italia Viva. Tra i motti vincenti: ‘Rivolteremo l’Italia come una calzino’. E dopo aver indicato il ‘loro’ presidente del consiglio, promesso il taglio di 50 miliardi di “sprechi e privilegi’. Ora ‘regalano’ un’ultima beffa a Savona che, unica provincia in Italia, è da quasi 5 anni senza carcere. Venerdì scorso dopo un’interpellanza urgente dell’on. Sara Foscolo in scena la farsa. Il ministro della Giustizia (Bonafede) ha affidato la risposta la sottosegretaria di Stato alla Salute. Con una minestra riscaldata.

Tra le situazioni grottesche rese note dall’on Foscolo: “ Vi sono ancora degli agenti di polizia penitenziaria assegnati al carcere di Savona  ma di fatto, dopo 5 anni, sono in forza a un istituto fantasma”. Nel complesso un’emergenza sociale e di civiltà quanto lo sono gli immigrati del terzo mondo che, tra l’altro, come documentano le statistiche finiscono per incidere nella popolazione carceraria, nel creare un ulteriore costo a carico della comunità, ma anche un forte malessere che porta acqua e voti al populismo, settarismo, dell’estrema destra e non solo.

L’ATTESA DELL’ON. FRANCO VAZIO DEL PD – Non c’è  più limite alla vergogna e al ‘silenzio’ (a parte le promesse lette sui mass

Franco Vazio, avvocato, ex vice sindaco di Albenga, unico parlamentare del Pd eletto nel ponente ligure, alla sua seconda legislatura.

midia) degli stessi parlamentari liguri 5S.  Coni interventi (fonte la stampa e social) del vice presidente della II Commissione giustizia, l’albenganese Franco Vazio che ad una recente richiesta di trucioli.it, con le ripetute prese di posizione del presidente del Tribunale, ha risposto: “Me ne sto occupando da tempo. Sto aspettando una risposta del ministro Bonafede. Spero poter dare presto notizie”.  E gli altri garantisti, colleghi onorevoli della pietrese Sara Foscolo, di fronte ad una quadro complessivo delle carceri in Liguria, con una provincia (Savona) che più penalizzata non si può, stanno alla finestra ? Si ‘godono’ la scena ? Tutto sommato si ‘godono’ le figuracce dagli eredi degli ‘Amici di Grillo’ (in costante estinzione), dopo essere diventati ‘movimento di governo’. Non siamo tra quelli che sostengono che i 5S siano capaci solo di ‘disastri’, ma lo ‘scandalo carcere di Savona’ e le sue ricadute su altri istituti penitenziari della Liguria, già ‘oppressi’ (si legga più avanti dati incontrovertibili), meritava il ‘decisionismo’, la coerenza del partito del fare e non delle promesse.

TUTTI I DISAGI – Non solo disagi per gli operatori di giustizia, per i famigliari dei detenuti, per molti agenti della polizia penitenziaria (una carenza d’organico del 40%) “affetti da stati ansiosi e depressivo”, non solo non è dato a sapere  a quanto ammontano gli stanziamenti per riqualificare l’edilizia carceraria in Liguria dei 600 milioni annunciati a settembre, il ministro Bonafede non si è mai degnato di indicare i tempi, modi e stanziamenti economici per il nuovo carcere  e non è stata neppure scelta la nuova area. Intanto oltre ai già noti siti di Savona- Quiliano, Cairo Montenotte (qui ha sede una scuola di Polizia Penitenziaria)  si sono affacciate tre nuove ipotesi: Albisola, Albenga (il sindaco si è detto disponibile) e quella inedita, almeno agli organi di stampa, dell’area attigua al palazzo di Giustizia.

L’on. Sara Foscolo ha dichiarato di non ritenersi soddisfatta per la mancata risposta ai quesiti posti, per il contenuto oltremodo evasivo (peraltro già ripetuto in altre circostanze ), di una risposta “che non investe neppure la competenza del sottosegretario dr.ssa Sandra Zampa.”.  

TESTO INTERPELLANZA URGENTE A RISPOSTA ORALE

PRESENTATA DA SARA FOSCOLO(LEGA).

Sara Foscolo (Loano, 3 settembre 1973) è stata Assessore con deleghe a Turismo, Cultura, Sport e Coordinamento delle Politiche Comunitarie della Provincia di Savona dal giugno 2013 all’ottobre 2014, nel 2014 eletta consigliere comunale alle elezioni amministrative di Pietra Ligure, prima degli eletti con 479 preferenze nella Lista Civica “Per Pietra”. Dal 2014 al 2018 è stata vice sindaco di Pietra Ligure.
Alle elezioni politiche del 2018 è eletta deputata nel collegio uninominale Liguria 02 – Savona grazie ai 54.785 voti raccolti, 12.000 in più dell’avversaria del Movimento 5 Stelle. È componente della XII Commissione Affari Sociali e della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali.
Nel 2019 si candida come sindaco di Pietra Ligure risultando sconfitta per 700 voti dall’ex-sindaco Luigi De Vincenzi, consigliere regionale del PD. Nel novembre dello stesso anno viene nominata commissario della Lega a Pietra e Finale Ligure.

“Ho voluto, per la seconda volta,  portare all’attenzione del Governo un tema che, in Liguria, è di estrema urgenza e di estrema gravità, ossia quello della situazione carceraria. In particolar modo, il grande problema della Liguria è l’assenza di un istituto penitenziario in provincia di Savona, la mia provincia. Come già scritto in un’interrogazione che avevo presentato e depositato il 2 dicembre 2019, interrogazione che è rimasta lettera morta, il carcere di Sant’Agostino di Savona è stato chiuso con un decreto del 28 dicembre 2015 dell’allora Ministro della Giustizia Andrea Orlando e fu poi completamente dismesso il 3 giugno 2016.

La motivazione era una grave inadeguatezza dell’immobile sotto il profilo strutturale e della sicurezza. Il Ministro dichiarò che si trattava di un penitenziario indegno per i diritti umani e su questo mi trova completamente d’accordo in quanto anch’io ho avuto modo, quando ricoprivo il ruolo di assessore provinciale, di visitarlo e di vedere con i miei occhi lo stato in cui versava la struttura.

Il 30 maggio 2016 proprio dal Comune di Savona il Ministro dichiarava: “Stiamo portando avanti un progetto dell’istituto penitenziario che superi la vecchia struttura fatiscente e che dia una nuova risposta che il comprensorio attende da tempo”. Bene! Peccato che mancava completamente un piano alternativo concreto e peccato che, da allora, dopo anni, non è stato fatto nessun passo avanti. Ad oggi non risulta avviato alcun progetto di costruzione di un nuovo istituto penitenziario nel savonese, anche se alcuni comuni della provincia, tra cui Cengio e Cairo Montenotte, hanno dato piena disponibilità ad ospitare il carcere nei loro territori.

I detenuti da Savona sono stati smistati nelle case circondariali di Sanremo, Imperia, alcuni in Toscana e nel carcere di Marassi a Genova, che è un istituto già di per sé problematico e in costante emergenza per il sovraffollamento. Anche il personale di polizia penitenziaria fu destinato ad altre sedi, dove tuttora permane in attesa di conoscere la definitiva assegnazione. ……Savona è l’unico circondario del tribunale privo di un carcere e inevitabilmente questo crea un disagio alle Forze dell’ordine, alla Procura, agli avvocati ma anche ai familiari dei detenuti. Inoltre, non viene garantito il principio della territorialità della pena, ossia l’opportunità per un detenuto di scontare il suo debito il più possibile vicino al proprio ambiente di origine.

La chiusura del carcere di Savona ha inevitabilmente creato problemi e disagi agli altri istituti penitenziari della Liguria, che già avevano problemi di sovraffollamento. In questi mesi ho visitato alcune carceri (Pontedecimo, Sanremo) per raccogliere le testimonianze dirette di chi ogni giorno presta servizio nelle strutture e verificare di persona le questioni urgenti che devono essere affrontate quanto prima: il sovraffollamento, con un’alta percentuale di detenuti psichiatrici, una situazione resa ancora più difficile dalla preoccupante carenza del personale, pari, circa, al 40 per cento, e dalla necessità di urgenti opere di manutenzione, anche se, ad esempio, il carcere di Pontedecimo è una struttura relativamente recente.

I NUMERI DEL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO IN LIGURIA – L’effetto diretto della chiusura del carcere di Savona è che oggi gli istituti di pena liguri, da Sanremo a La Spezia, stanno scoppiando. Già a marzo, un articolo su denunciava 400 detenuti in più nelle carceri liguri. Per darle un’idea, il carcere di Imperia è stato progettato per 60 posti e ospita 98 detenuti; il carcere di Sanremo su 240 posti ne ospita 262; a La Spezia ci sono 180 detenuti su una capienza di 150 e a Marassi è stata superata la soglia dei 700 detenuti, su una capienza di 511 posti.

I NUMERI DELLE VIOLENZE, AGGRESSIONI

TENTATI SUICIDI, FERIMENTI, DANNEGGIAMENTI – Poi c’è il problema della violenza, delle numerose aggressioni, che hanno spesso portato i nostri penitenziari sulle cronache nazionali. Sono dati allarmanti, le faccio alcuni numeri. Gli eventi critici prodotti nel 2019 dai detenuti, solo a Marassi, fronteggiati dalla polizia penitenziaria sono stati: 187 atti di autolesionismo, 2 suicidi, 22 tentati suicidi, 173 colluttazioni con 58 ferimenti, 3 evasioni da permessi premio.

Altrettanti dati mi arrivano dai primi mesi del 2020. Pontedecimo: 24 casi di autolesionismo, 9 danneggiamenti a celle, 3 aggressioni alla polizia penitenziaria, 11 colluttazioni. Marassi: 7 aggressione alla polizia penitenziaria, 60 danneggiamenti a celle, 85 casi di autolesionismo. La Spezia: 3 aggressioni tra i detenuti, 2 incendi alle celle, 2 aggressioni al personale e contiamo che il 70 per cento della popolazione detenuta a La Spezia fa uso di psicofarmaci. Sanremo: 10 aggressioni al personale.

E non voglio soffermarmi sui singoli episodi, che comunque nell’interpellanza ho citato, di risse, celle date alle fiamme, agenti intossicati, agenti feriti, picchiati con sgabelli, morsicati, aggrediti con delle lamette, perché la lista, purtroppo, sarebbe molto lunga.

400 ARRESTATI IN PROVINCIA DI SAVONA NEI 10 MESI DEL 2020 – Gli episodi di violenza possono avere molteplici radici, ma sicuramente il sovraffollamento penitenziario incide fortemente. Gli ingressi degli arrestati in provincia di Savona, solo nel 2020, superano già le 400 unità, un carico ripartito sulle carceri di Genova, Imperia e Sanremo. Quest’anno, poi, c’è stata anche la pandemia, che ha colpito l’Italia e il mondo intero e questo ha contribuito ad aggravare una situazione già compromessa.

A causa del contrasto alla diffusione del Coronavirus e del cronico sovraffollamento, tutti gli arrestati dalla provincia di Savona vengono associati nel carcere di Marassi e nel piccolo carcere di Imperia – che deve farsi già carico degli arrestati da Sanremo a Finale Ligure – e gli arrestati da Ventimiglia sino a Sanremo vengono collocati presso il carcere di Valle Armea, tutti, come ho già detto, sovraffollati e senza posti.

Inoltre, l’attuale situazione di emergenza dovuta al Coronavirus maggiormente richiama ad una prudente gestione delle carceri. L’assenza di un carcere a Savona induce ad un maggior spostamento dei detenuti tra le caserme, la Procura  della Repubblica, tra diversi istituti, con impiego di personale per questi servizi, sia agenti di polizia penitenziaria ma anche di altre Forze dell’ordine.

QUALE SORTE DEI 600 MILIONI PER EDILIZIA CARCERARIA – A settembre avevo letto che, nella bozza del progetto del Ministero, da finanziare con fondi europei, ci sono circa 600 milioni per l’edilizia carceraria. Di questi, in particolare, la voce 300 milioni di euro per riqualificazione del patrimonio immobiliare penitenziario, mediante interventi di miglioramento della funzionale, in termini di aumento della capacità ricettiva dei complessi penitenziari, di lotta al sovraffollamento e di realizzazione di nuove strutture edilizie, sempre più vicine alle ordinarie strutture urbane, finalizzate all’obiettivo della rieducazione e del reinserimento sociale.

Ebbene, alla luce di tutto ciò, a me preme sapere quali saranno le iniziative del Ministro per risolvere queste problematiche e, soprattutto, i modi e i tempi di costruzione e apertura di un nuovo carcere in provincia di Savona e come intende agire il Ministro per tutelare il personale di polizia penitenziaria in Liguria. Vorrei inoltre sapere quali saranno gli stanziamenti economici destinati alle strutture penitenziarie della Liguria e, in particolar modo, della provincia di Savona.

LA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE ZAMPA –

Politica e giornalista, Sandra Zampa, nominata dal Consiglio dei ministri sottosegretaria alla Salute, è stata nel 2007 cofondatrice del Pd. Particolarmente vicina ai temi dei minori e dei rifugiati, nel 2017 è stata approvata la legge che porta il suo nome: la ‘legge Zampa’ su ‘Disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati’, accolta dall’Unicef come “un importante passo avanti per i bambini migranti e rifugiati che sono fuggiti da situazioni invivibili e sono arrivati in Italia pieni di speranza per il loro futuro”.
Nata a Mercato Saraceno in Emilia Romagna, 63 anni, è stata vicepresidente del Pd. Laureata in Scienze politiche all’Università di Bologna, ha lavorato come giornalista partecipando alla nascita dell’agenzia di stampa Dire. Dal 2004 ha lavorato con il presidente Romano Prodi, prima come capo ufficio stampa del leader de L’Unione alle Regionali del 2005, poi come capo ufficio stampa del candidato de L’Unione alle Politiche del 2006 con la responsabilità del coordinamento della comunicazione politica e dei rapporti con la stampa. Dal 2007 alla fine della XV legislatura ha ricoperto l’incarico di capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio. Nel 2013 ha pubblicato il libro ‘I tre giorni che sconvolsero il Pd’, dove racconta le vicende che portarono alla caduta della candidatura di Romano Prodi alla presidenza della Repubblica e alla rielezione di Giorgio Napolitano. È stata membro supplente del Consiglio d’Europa dal 2013 e titolare dal 2017 al 2018.
Dalla fine del secondo mandato parlamentare è consulente giuridico esperto in diritti umani dell’infanzia e dell’adolescenza presso il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ed è vice presidente del Consiglio Italiano dei Rifugiati.

SANDRA ZAMPA – Grazie, Presidente. Grazie, onorevole Foscolo, in ordine ai quesiti che la sua interpellanza rivolge al Governo, ricordo che la casa circondariale di Savona che, come lei ha richiamato, ha sede nell’antico convento di Sant’Agostino, è stata soppressa il 28 dicembre 2015, perché inadeguata alle esigenze sia funzionali che istituzionali, ma anche perché antieconomica, visto che la capacità ricettiva era di 49 posti, compresa la sezione per i semiliberi.

I detenuti che erano presenti al momento della soppressione sono stati distribuiti in altre sedi, quindi, in realtà, presso la casa circondariale di Genova “Marassi”, la casa di reclusione di Sanremo e la casa circondariale de La Spezia.

Quanto alla costruzione di un nuovo complesso sostitutivo, in realtà sussisteva un progetto già dal 2003, non andato a buon fine. Successivamente, nel 2015, l’intervento di realizzazione del nuovo complesso venne inserito nella proposta di variazione del piano carceri, con un finanziamento per un importo di 25 milioni di euro. Nel marzo del 2016, gli uffici tecnici del DAP hanno evidenziato l’esigenza di un nuovo progetto, in linea con le moderne indicazioni sull’edilizia penitenziaria, conformata ai nuovi modelli trattamentali, progetto non andato a buon fine, tanto che nel luglio del 2016 il comitato paritetico deliberava di procedere alla valutazione di idonee alternative, ancora oggi, tuttavia, senza concreto esito positivo, rispetto alle ricerche di aree con adeguate caratteristiche presso i comuni di Savona, Cengio, Cairo Montenotte, Albenga e Albisola.

L’amministrazione penitenziaria, nell’ambito della specifica competenza attribuita dal comma 2 dell’articolo 7 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, anche in materia di individuazione di siti per la realizzazione di nuovi istituti penitenziari, sta continuando l’attività di ricerca di cespiti demaniali riconvertibili in istituto penitenziario. Tale attività di verifica, tuttavia, non è risultata agevole relativamente al circondario di Savona, soprattutto a causa della particolare conformazione orografica e stradale del territorio provinciale.

IL DAP INDIVIDUA DA ULTIMO UN’AREA TRA IL TRIBUNALE E IL LETIMBRO – Per completezza, si riferisce che l’Ufficio Tecnico del DAP ha elaborato uno studio di prefattibilità per la realizzazione di un complesso penitenziario per 140 posti detentivi regolamentari nell’area libera, di circa 1,8 ettari, compresa tra il Palazzo di Giustizia e il torrente Letimbro. Tale soluzione, qualora fosse approvata, potrebbe essere proposta agli organi competenti in maniera materia urbanistica di tutela paesaggistica-ambientale. Questa l’analitica ricostruzione degli eventi.

Quanto alla riferita condizione di affollamento degli istituti penitenziari liguri, alla data del 12 novembre, presso il carcere di Sanremo risulta la presenza di 276 detenuti, rispetto alla capienza regolamentare di 240 posti, quindi con un indice percentuale di affollamento pari al 115 per cento.

Presso il carcere di Genova “Marassi” risulta la presenza di 710 detenuti, rispetto a una capienza regolamentare di 521 posti, con un indice percentuale di affollamento pari al 136,28 per cento; maggior indice di affollamento pari al 170,83 per cento presso la casa circondariale di Genova “Pontedecimo”, vista la presenza di 164 detenuti rispetto ai 96 previsti.

La casa circondariale di Imperia registra un indice di affollamento del 142,55 per cento, in ragione della presenza di 76 detenuti rispetto ai 60 previsti, di cui 13 non disponibili a vario titolo. Infine, presso la casa circondariale de La Spezia, risultano presenti 175 detenuti rispetto ai 151 posti disponibili, così registrando un indice di affollamento pari al 115,89 per cento.

Trattando degli eventi critici occorsi nelle carceri liguri, si riferisce che per quanto attiene all’Istituto di Genova “Marassi” risultano, rispettivamente, per le annualità 2019-2020: 187 e 78 atti di autolesionismo; 2 ed 1 suicidio; 15 ed 11 tentativi di suicidio; 76 e 47 colluttazioni; 21 e 10 ferimenti; 3 e 0 evasioni da permessi premio; 9 e 6 aggressioni ad appartenenti alla Polizia penitenziaria, e infine 105 e 49 atti di danneggiamento di beni dell’amministrazione.

Nel corso del 2020 nel carcere di Genova “Pontedecimo” risultano 22 casi di autolesionismo, un’aggressione a un appartenente alla Polizia penitenziaria, 6 colluttazioni tra detenuti, 8 condotte di danneggiamento, nonché un incendio occorso il 20 agosto scorso. Presso il carcere de La Spezia risultano 6 atti di aggressione tra detenuti, nessuno in danno ad appartenenti alla Polizia penitenziaria e 2 incendi. Infine, presso il carcere di Sanremo 2 aggressioni ed appartenenti alla Polizia penitenziaria.

Quanto agli eventi riportati nell’interpellanza, risulta che nella casa circondariale de La Spezia si sono verificati nel mese di giugno scorso 2 episodi di aggressione in danno al personale dell’amministrazione. Anche presso la casa di reclusione di Sanremo risultano, nel mese di giugno, una rissa tra 6 detenuti e, nel mese di luglio, un’aggressione a un appartenente alla Polizia penitenziaria coinvolto nella colluttazione tra due detenuti.

INCENDI DOLOSI NEL CARCERE DI SANREMO – Quanto al riferito incendio del 14 settembre, non risulta segnalato; per contro, risulta un caso di aggressione al personale interno. Per completezza si rappresenta che risultano invece alcuni episodi di incendi dolosi occorsi nel carcere di Sanremo, ma avvenuti nei mesi di gennaio e agosto 2020. Presso la casa circondariale Genova “Marassi” risulta un’aggressione fisica in danno di tre appartenenti alla Polizia penitenziaria, il 14 agosto 2020.

Come più volte ribadito, è indubbio che l’opera della Polizia penitenziaria sia di primaria importanza per la sicurezza interna così come per quella esterna, di cui costituisce il primo baluardo, ma altresì per l’alto contributo che fornisce nell’attività di rieducazione e reinserimento dei condannati nel consorzio sociale. Il Ministero, pertanto, pone forte attenzione all’esigenza di garantire un’efficace del personale, risultando indubbie le criticità evidenziate e ricollegabili altresì a organici ridotti o comunque fortemente limitati.

Sul piano generale, voglio evidenziare come, al fine di determinare un concreto ridimensionamento, anche numerico, degli eventi critici che si verificano all’interno degli istituti penitenziari, è stata diramata la circolare 22 luglio 2020, a firma congiunta del capo e del vicecapo del DAP, recante “Aggressioni al personale – Linee di intervento”. Nello specifico, si è stabilito che nei casi di aggressioni consumate ai danni del personale, valutati tutti gli elementi, la direzione dell’istituto penitenziario procederà tempestivamente a trasmettere richiesta di trasferimento al provveditorato competente per motivi di sicurezza, ai sensi dell’articolo 42, dei detenuti coinvolti.

PIU’ SEVERITA’ PER ATTI DI VIOLENZA DA PARTE DI DETENUTI – Inoltre, nei casi da considerarsi di particolare rilevanza, le direzioni degli istituti valuteranno di avanzare proposta di attivazione della procedura volta all’applicazione del regime di sorveglianza particolare articolo 14, strumento che consente una ferma e decisa risposta dell’amministrazione a comportamenti connotati dalla compromissione della sicurezza o dalla turbativa dell’ordine degli istituti, nonché dall’inclinazione alla violenza e alla sopraffazione nella vita penitenziaria. Con una nota del 16 ottobre 2020, n. 365549, il capo del DAP ha nuovamente ribadito a tutti i provveditori regionali, ai direttori penitenziari e ai comandanti di reparto, di assumere ogni iniziativa necessaria a tutelare l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti di pena, sensibilizzandoli ulteriormente a una scrupolosa e doverosa osservanza delle disposizioni contenute nella circolare che ho citato.

ORGANICI CARENTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA: CASO SANREMO – Passando alla problematica della carenza di personale di Polizia penitenziaria, voglio ricordare che la dotazione organica complessiva riferita a tutti i ruoli del corpo, come da ultimo rimodulata dal decreto legislativo del 27 dicembre 2019, n. 172, è così riassumibile: a fronte di una dotazione organica complessiva a 41.667 unità, ne risultano effettivamente presenti 37.654, con scopertura pari al 9,63 per cento. Con specifico riguardo all’organico della casa di reclusione di Sanremo, di recente incrementato di 4 unità, allo stato risulta un contingente di 181 unità di forza amministrata a fronte delle 201 previste, con presenza in concreto di 162 operatori, tenuto conto del personale distaccato in entrata e in uscita.

La carenza maggiore si riferisce a ruoli apicali e intermedi, peraltro comune alla generalità degli istituti presenti sul territorio nazionale per via della riduzione dell’organico occorsa nel tempo. Voglio segnalare che recentemente si sono concluse le procedure per il concorso interno a complessivi 2.851 posti per la nomina alla qualifica iniziale di vice sovrintendente, i cui corsi di formazione tecnico-professionale sono già stati avviati. Relativamente alla carenza nel ruolo degli ispettori, invece, segnalo che è stato indetto un concorso interno per titoli per 691 posti. È in via di conclusione il concorso pubblico per il reclutamento di 754 posti di allievi agente del Corpo di polizia penitenziaria e che le assunzioni avverranno entro il mese di dicembre 2020.

Merita rammentare che, ai sensi dell’articolo 259- del decreto-legge del 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 67, è stata altresì prevista l’assunzione di 650 allievi agenti del Corpo di polizia penitenziaria in via prioritaria, mediante scorrimento della graduatoria degli idonei del concorso pubblico a 302 posti, elevati a 376, di allievo agente del Corpo di polizia penitenziaria. Risulta in fase di definizione il bando del concorso pubblico per circa 970 allievi agenti riservato, ai sensi dell’articolo 703, comma 1, lettera , del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, a valere sulle cessazioni, anno 2019 e sulle assunzioni straordinarie autorizzate ai sensi dell’articolo 1, comma 236, lettera , della legge n. 205 del 2017 e dell’articolo 1, comma 381, lettera b), della legge 145 del 2018. Inoltre, l’articolo 259 del decreto-legge del 19 maggio 2020, n. 34, introduce una serie di misure in materia di procedure concorsuali per la funzionalità delle Forze armate e di Polizia, con la possibilità di disporre, anche in deroga alla normativa di settore, modalità semplificate di svolgimento delle procedure, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica. La stessa norma autorizza inoltre il rinvio delle assunzioni previste per l’anno 2020 entro il 31 dicembre 2021.

LE RISORSE FINANZIARIE – Infine, quanto alle risorse finanziarie destinate agli interventi di edilizia penitenziaria, queste sono considerevolmente aumentate a decorrere dall’anno 2018, grazie in particolare alla ripartizione dei fondi previsti dalle ultime leggi di bilancio, finalizzati allo sviluppo infrastrutturale delle pubbliche amministrazioni, ad altre specifiche leggi di spesa, nonché attraverso la destinazione di quota parte delle risorse del Fondo unico giustizia. Complessivamente, anche alla luce dell’ammontare delle risorse in via di assegnazione, in attuazione della legge 160 del 2019 e della prossima legge di bilancio 2021, l’ammontare degli stanziamenti aggiuntivi di bilancio destinati ad interventi di edilizia penitenziaria saranno pari, su base pluriennale, a 671 milioni 981 mila 033 euro. Il quadro che ho appena rappresentato non tiene conto delle ulteriori risorse che saranno rese disponibili in attuazione del , del piano di realizzazione del , che chiaramente non possono essere precisate nel loro esatto ammontare.

REPLICA DELL’ON. SARA FOSCOLO: “NON SONO AFFATTO SODDISFATTA”

“No, non posso essere soddisfatta, perché fondamentalmente non ha risposto ai quesiti che io avevo posto nell’interpellanza, nel discorso. Io la ringrazio per essere venuta qua, non è neanche la sua competenza, quindi grazie per la disponibilità, però nella risposta ha ribadito i numeri che avevo già scritto io nella mia interpellanza; in alcuni casi ho sbagliato per difetto, quindi lei ha aumentato anche i casi di autolesionismo e di aggressione. Mi fa piacere che anche voi riconosciate il grande lavoro della Polizia penitenziaria, lo definite – ha scritto – il primo baluardo, però bisogna anche dare i mezzi alla polizia penitenziaria per affrontare e per svolgere anche questo ruolo, che lei ha detto, di rieducazione e che devono avere all’interno degli istituti penitenziari. Non ce l’hanno. Lei stessa, nella risposta che ha dato, ha ammesso la grave carenza di agenti di Polizia penitenziaria. E, visto che lei è sottosegretario alla Salute, io le farei anche presente che, questo non l’ho scritto nell’interpellanza, però tanti agenti di Polizia penitenziaria hanno sviluppato stati ansiosi-depressivi, dovuti allo stress collegato alla loro attività lavorativa. Questa cosa è anche di competenza del Ministro della Salute.

Risposte non ne sono state date. Ha parlato di fondi, adesso non mi ricordo dove l’ho scritto, comunque di parecchi miliardi che

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede avvocato eletto con i 5 Stelle

sarebbero stati stanziati per l’edilizia carceraria, ma non mi ha detto quanto effettivamente verrà stanziato per la Liguria. Per quanto riguarda la Liguria, lei ha parlato ancora di uno studio di fattibilità, di ricerca di luoghi dove costruire un nuovo penitenziario, quindi di fatto non abbiamo niente. Non abbiamo niente, purtroppo. Però, prima o poi, il Ministro Bonafede dovrà prendersi carico anche della situazione in Liguria, perché non è più rinviabile ed è una risposta che non deve dare a me o alla Lega, che si è sempre battuta su questo caso, su questa questione, ma è una risposta che deve dare al territorio, che deve dare ai cittadini, che deve dare agli agenti di polizia penitenziaria, che deve dare alla procura, agli avvocati, che deve dare agli stessi detenuti e alle famiglie dei detenuti.

Quindi, mi spiace prendermela con lei, perché fondamentalmente lei ha letto una risposta che le è arrivata probabilmente dal Ministero della Giustizia, però non posso ritenermi soddisfatta.

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