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Lettera / Quei 5016 minori ‘rifugiati’ e soli. I 500 progetti di accoglienza. I risultati alla Salvini e della Caritas

LETTERA / Il “sovranismo” è contro il progresso eco-sostenibile. Dal messaggio di Alex Langer: il movimento “Verde” globale non conosce i limiti nazionali.

di Gabriello Castellazzi*

 

Sovranismo” è un termine che ricalca il francese “souverainisme”, introdotto a metà del secolo scorso per mettere in evidenza una posizione ostile ai progetti sovranazionali in difesa totale della sovranità dei singoli Stati. Sostanzialmente una posizione nazionalista che, astutamente, si cela sotto un altro nome perché contro il “nazionalismo” gran parte della popolazione è ben vaccinata.

Coloro che si appellano al “popolo sovrano” sanno benissimo che l’Art.1 della Costituzione della Repubblica Italiana dice che tale “sovranità” si “esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

I “Verdi” si riconoscono pienamente nei valori della Costituzione Italiana e sono particolarmente affezionati all’art.9 dove si dice chiaramente che “”, precisaLa Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazionendo all’art.10 che “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”, aggiungendo che “lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ha diritto di asilo”.

I “Verdi” sono quindi agli antipodi del “sovranismo” e come  movimento ambientalista iniziarono ad organizzarsi politicamente negli anni 70 del secolo scorso, ricevendo una spinta decisiva dalla pubblicazione del “Rapporto sui limti dello sviluppo” a cura del “Club di Roma”. Questo studio puntava il dito sulle conseguenze, per l’ecosistema terrestre, di una crescita incontrollata della popolazione mondiale collegata allo sfruttamento globale delle risorse naturali.

I “Verdi”, per loro natura, sono principalmente impegnati su quelle strategie economiche sostenibili e rispettose degli equilibri naturali che superano i confini nazionali. L’ecologia è lo strumento migliore per contrastare il sovranismo, in quanto solo con politiche globali si possono dare risposte all’emergenza dovuta ai cambiamenti climatici.

Con questa realtà si devono fare i conti. Greta Thunberg (sbeffeggiata dalla destra italiana), rappresenta gli ambientalisti di tutto il mondo che indicano di guardare al futuro senza egoismi nazionalisti.

I “Verdi” italiani ed europei si riconoscono storicamente nel messaggio di Alex Langer: esponente politico di formazione cristiano-sociale, ambientalista, pacifista, che proprio a Finale Ligure, nel 1986, fu co-fondatore della “Federazione dei Verdi” diventando poi parlamentare e Portavoce europeo insieme a Claudia Roth. Il suo messaggio è basato sul dialogo inter-etnico e il rapporto tra culture diverse come fulcro dell’ azione pacifista. I “Verdi” seguono anche oggi il suo prezioso insegnamento, in opposizione all’ “internazionale sovranista”e proprio oggi si avvia un convegno in webinar (web-seminar)- Scuola Langer– dove Angelo Bonelli (coordinatore escutivo dei Verdi) parlerà di “Sconfitta dei sovranismi e dei populismi” anche in relazione ai drammi delle migrazioni (232 milioni di persone nel mondo fuggono da conflitti e disastri ambientali).

Con la tragedia causata da Covid19, che oggi si somma alla penuria di risorse idriche, fame e guerre; ci si rende ancor più conto di quanto siano complessi i meccanismi migratori internazionali.

E proprio in questi giorni assistiamo attoniti alle tragedie umane che avvengono nel Mediterraneo. Possiamo fare una breve sintesi sul problema dell’accoglienza degli immigrati alla luce del pensiero di Langer che è alla base del nostro impegno umano e politico:

Come è noto nel 2018 il sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) venne  accantonato da Matteo Salvini, fatto che provocò l’ aumento del numero di immigrati “irregolari” in Italia (dati UNHCR-The UN Refugee Agency). Chiusi gli SPRAR si è avviato lo SIPROIMI (Sistema di Protezione per Titolari di Protezione Internazionale e Minori stranieri non accompagnati) e il problema dell’inserimento sociale degli immigrati adulti si è notevolmente complicato.

Sono 5016 (dati dello scorso luglio del Ministero degli Interni) i minori non accompagnati seguiti dal nuovo sistema e gli Enti Locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione  attraverso il “Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo”.

I progetti di accoglienza, presentati sulla scorta di appositi bandi, sono sottoposti all’esame di una “Commissione di valutazione” composta da rappresentanti del Ministero dell’Interno, da un rappresentante dell’ANCI, da uno dell’UPI (Unione delle Province Italiane), da uno delle Regioni e da uno dell’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ): inutile sottolineare il complicato meccanismo.

Nonostante  le difficoltà, il Ministero dell’Interno ha firmato un decreto per il finanziamento di 500 progetti (170 milioni di Euro per il triennio 2020-2022). E’ necessario specificare che questo meccanismo può essere utilizzato anche da coloro che hanno già ottenuto la protezione internazionale, ma solo i minori stranieri non accompagnati potranno fruire di specifiche misure di integrazione e inclusione sociale.

Il risultato della chiusura degli SPRAR ha fatto sì che gli adulti richiedenti asilo finissero in gran parte per strada o nei tanto criticati “CAS” (Centri di Accoglienza Straordinaria) dove non si fanno attività di integrazione. Chi si trova allo sbando ha come punto di riferimento solo le realtà promosse dalla Caritas che attraverso la MIND (Migration Interconnectedness Development) si fa carico di questa problematica politica di accoglienza.

Nei primi dieci mesi del 2020 sono sbarcate in Italia 27.193 persone, in gran parte dalla Tunisia, seguite da Bagladesch, Costa d’Avorio, Pakistan, Algeria, Sudan, Egitto e quelle via Mediterraneo arrivate  nello stesso periodo in Europa sono state 72.000. Secondo l’ultimo rapporto Caritas-Migrantes 2018-2019 gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono 5.255.503 (8,7% della popolazione) e la Lombardia è la regione con il maggior numero.

Ma gli stranieri “irregolari”, che nel 2018 erano 562.000, per effetto del “decreto sicurezza” sono saliti a 610.000 nel 2019 e oggi sono circa 700.000. Cosa direbbe Alex Langher in questa situazione se fosse ancora tra noi? Per tentare di capirlo può essere utile ripercorrere la sua evoluzione umana e politica:

Scrittore, insegnante, giornalista, eletto rappresentante dei Verdi nel Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige, divenne parlamentare europeo Verde insieme all’alpinista Reinhold Messner, entrambi impegnati in azioni politiche a difesa dell’ambiente.

Langer conobbe Don Milani e il Cardinale Loris Capovilla il quale dopo la sua scomparsa disse: “Langer ha perseguito ostinatamente la pace e, insieme, la custodia del creato. Ha inseguito con tenacia questi ideali, ne ha fatto la sua passione di vita”. Sui problemi dei migranti nel “Decalogo per la convivenza” Alex scriveva: “Conoscersi, parlarsi, informarsi, inter-agire: più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo. A me sembra che oggi sviluppare forme di cultura plurietniche e pluriculturali, sia una scelta difficile, per niente scontata. Però credo che sia la risposta più civile, meno rassegnata e più ricca anche di prospettive positive fra le risposte che oggi in qualche modo possiamo cercare a questo proposito. Le forme alternative a questa scelta sono, a parere mio, violente; tutte. Tutte le alternative sono o di esclusione violenta, o di separazione violenta o al limite di inclusione violenta, cioè di assimilazione, di sottomissione o qualcosa del genere. Mi sembra che valga la pena di tentare di esplorare i valori della convivenza. Anche se so che nella situazione attuale ci saranno turbamenti di equilibrio e che questo richiederà grandi sforzi per tutti: per noi e per gli immigrati”.

Rileggendo queste parole, nel pieno dell’onda xenofoba e populista che ci attraversa, ci si rende conto di aver bisogno più che mai del suo insegnamento. Anche il concetto di “conversione ecologica” (stile di vita individuale e trasformazione della società) è centrale nel pensiero e nell’azione di Langer. Non è con le paure e le chiusure che si risolvono i problemi. Famiglie intere fuggono dalle guerre, dalla fame, dai lager libici e centinaia di loro muoiono nel Mediterraneo. Di fronte a questa realtà non si possono chiudere  porti, erigere muri e stendere fili spinati.

La storia insegna che fomentando nazionalismi e sovranismi si provocano solo miseria e guerre. Alex Langer, dopo tanti anni, è ancora presente con il suo messaggio per un nuovo orizzonte ecologico e per una civiltà di pace.

*Gabriello Castellazzi (Il portavoce della “Federazione dei Verdi” della provincia di Savona).

 

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