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Liguria e Basso Piemonte

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Savona, appello ‘tamponi’ del docente. Ma serve anche il medico (abolito) di medicina scolastica in ogni istituto

Il prof. Ugo Ghione scrive una lettera aperta al presidente Conte, alla Ministra Azzolina e al Presidente della Regione Liguria, Toti: “Un  appello inascoltato, occorrono nuovi provvedimenti anche per la scuola !”Scrive, tra l’altro, “… nel caso in cui ci sia un allievo positivo, i tamponi vengono effettuati unicamente sui docenti e non sui compagni di classe, eppure è scientificamente provato che molti giovani sono positivi ma asintomatici e quindi contagiosi.”

                                                                        di Gianfranco Barcella

Il prof. Ugo Ghione insegna matematica al Liceo Grassi di Savona

E’ incontestabile che la curva dei contagi da Covid 19 è ripresa in modo vorticoso ed esponenziale con la riapertura delle scuole con le tanto sospirate lezioni in presenza e non da remoto. Si è fatto quello che si è potuto per limitare i contagi all’interno degli edifici ma il problema è rimasto sui mezzi di trasporto pubblico locale. L’età dei contagiati intanto si è abbassata notevolmente e soprattutto è aumentato il numero degli asintomatici che, se pur infettivi già dai primi giorni dell’incubazione, restano <malati misteriosi>.

Anche quelli conclamati hanno difficoltà a fare tamponi molecolari. Nei mesi estivi si doveva mettere in sicurezza il Paese, non abbandonando soprattutto i medici di base a loro stessi, aumentando le assunzioni nella sanità, programmando un piano di rafforzamento dei trasporti pubblici.

Si dice in modo retorico che mancano le risorse economiche ma occorre anche precisare che i fondi europei molte volte prendono la strada del Portogallo e della Spagna  perché non siamo capaci di presentare progetti operativi, nei tempi utili.

Il CODACONS in proposito ha fatto un esposto alle Procure Liguri per indagare sull’ omissione e abuso di atti d’ufficio. In tutto questo panorama fosco ci sono docenti sensibili e preparati che cercano di dare un contributo fattivo alla soluzione dei problemi  Cito in proposito il prof. Ugo Ghione, docente di Matematica al Liceo scientifico “Orazio Grassi” di Savona. La riportiamo per intero.

Ieri il Collegio Docenti del Liceo Scientifico <Orazio Grassi>, di cui faccio parte, ha dovuto come tutte le scuole liguri e quelle di altre regioni adottare un provvedimento che, nella settimana prossima, porterà le classi ad applicare la didattica a distanza. E’ stato un provvedimento sofferto perché, come docenti, siamo ben consapevoli che la didattica a distanza è meno efficace della didattica in presenza, ciò nonostante io per primo sarei stato favorevole ad una didattica a distanza per il 100% delle ore in quanto, di fronte ad una pandemia estremamente pericolosa, la scuola è stata esposta al contagio in maniera irresponsabile senza prendere i provvedimenti necessari. Infatti, mentre se si trova una persona positiva al covid in un ristorante, in una associazione sportiva  o in qualunque altra circostanza sul territorio nazionale si effettua la ricerca dei contatti stretti e si fanno i tamponi, per verificare altri eventuali positivi, nella scuola questo non accade.

Infatti, nel caso in cui ci sia un allievo positivo, i tamponi vengono effettuati unicamente sui docenti e non sui compagni di classe, eppure è scientificamente provato che molti giovani sono positivi ma asintomatici e quindi contagiosi. In questo modo il contagio si diffonde e non è certamente un caso che l’esplodere della seconda ondata sia avvenuta subito dopo l’apertura delle scuole, in anticipo su qualunque sindrome di tipo influenzale.

Purtroppo è ragionevole pensare che siamo solo all’inizio. Attualmente in Italia abbiamo superato la soglia dei cento morti al giorno, la scienza e la matematica ci dicono che la settimana prossima supereremo i duecento e quella successiva i trecentocinquanta, a novembre ci troveremo a dover constatare la morte di sei, forse diecimila persone. Studi scientifici, realizzati ad esempio all’Università di Washington, prevedono che in Italia, entro fine gennaio, ci saranno oltre quarantamila morti e, considerando le previsioni che hanno fatto per questi giorni(62 morti per il 22 ottobre contro i 136 effettivi), questi studi si rivelano estremamente ottimistici.

Questo non è terrorismo, è scienza e chi ci governa dovrebbe affrontare la situazione in maniera assolutamente più responsabile, sia a livello nazionale che a livello regionale. Fare i tamponi nella scuola a settembre avrebbe voluto dire fare cinque o seimila tamponi in più al giorno, quando i numeri dei tamponi oscillavano giornalmente fra i cinquantamila e i centomila: uno sforzo che si poteva e si doveva fare se si voleva evitare la situazione attuale e tanti morti.

I morti sono passati dai 72 della prima settimana di settembre ai 596 degli ultimi sette giorni e la situazione sta peggiorando in maniera estremamente rapida. Da docente che conosce e capisce la situazione attuale mi sento in dovere di denunciarla pubblicamente e di chiedere che si cominci a prendere i provvedimenti necessari a fermare questa epidemia, a partire dal tracciamento dei positivi anche nella scuola e al loro isolamento fino a quando non ci saranno più contagiosi”.  Ugo Ghione.

E speriamo che qualcuno si ricordi anche di ripristinare la figura del medico di medicina scolastica all’interno di ogni istituto!

Gianfranco Barcella

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G.F. Barcella

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