Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga: ‘Il mio ricordo di don Gerini’ Quel giorno a Valcona di Mendatica. Augurissimi a Chiara neo laureata: 110

Doverosa integrazione (a nome dei molti alunni del Seminario Vescovile) allo stacanovista “Don” GERINI Fiorenzo, meritatamente insignito MONSIGNORE ed Arcidiacono del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Albenga-Imperia. Leggi anche: Chiara neo laureata con 110 e 130 annunci di congratulazioni. Leggi infine: le partite Iva, il governo Conte, le pompe funebri, le critiche del consigliere combattente Eraldo Ciangherotti.

di Michele Di Giuseppe

Un felice don Fiorenzo Gerini premiato da Gianni Costa nel pranzo annuale dei parrocchiani (vicini e lontani) di Peagna

Conobbi, nel 1959 (ormai oltre 60 anni fa), don Gerini come Suo alunno delle Medie inferiori nel Seminario Vescovile della nostra Diocesi, allora soltanto di Albenga, ora di Albenga-Imperia, e L’ebbi insegnante di Lingua Italiana, per lunghi quattro anni, venendo dalla Sicilia dove avevo frequentato di già la prima classe, due anni scolastici delle Medie inferiori ed altri due del Ginnasio.

Nel Liceo, poi, fu sostituito dal Canonico Prof. Dario Volpe e don Gerini, evidentemente, godeva della stima dell’allora Vescovo mons. Raffaele DE GIULI, ieratica figura della nostra diocesi di Albenga.
Don Gerini, sin d’allora, come quel minatore russo A. G. Stachanov, fu un primatista, da vero operaio della vigna del Signore: Insegnante in Seminario, Ufficiale di Curia (e, quale incarico, Direttore delle costruzioni e restauri delle Chiese e Cappelle di tutta la Diocesi!) e – senza mai tradire il Suo sacro ordine presbiterale – parroco di Peagna-Ceriale, dove fu cofondatore della illustre e benemerita Associazione Culturale “Amici di Peagna“, la stima di don Gerini proseguì anche con il vescovo mons. Gilberto BARONI, che governò la diocesi di Albenga per pochi anni, dotto e santo vescovo, fu trasferito- si era negli anni del Concilio Vaticano II – alla Diocesi di Reggio Emilia; poi, ci fu il lungo ministero del vescovo, dotto biblista, mons. Alessandro PIAZZA e don Gerini – sempre al Suo posto, da indefesso lavoratore – per il bene della amata nostra Chiesa particolare di Albenga-Imperia. Così sarà con i successori sulla cattedra del Vescovo QUINZIO, mons. Mario OLIVERI, che ci segue tutt’oggi da Vescovo EMERITO e dall’attuale vescovo mons. Guglielmo BORGHETTI.
Carissimo Prof. don GERINI, REQUIEM e “lavora” ancora – pregando il nostro Buon Dio – per i tuoi ex alunni e per la nostra Chiesa di Albenga-Imperia.
Michele dr. DI GIUSEPPE

DON GIRINI PARECCHI ANNI FA QUANDO SEGUIVA SPESSO IL VESCOVO OLIVERI 

NELLE IMMAGINI LA BENEDIZIONE DELLA CHIESA

E DI UN ANTICO DIPINTO RESTAURATI A VALCONA DI MENDATICA (Foto archivio Trucioli.it)

UN’ALBENGANESE NEO LAUREATA con 110: 230 congratulazioni !

La prima è del popolare ex candidato sindaco del centro destra Gerolamo Calleri.

“Complimenti Chiara, dopo cinque anni di studio, in Francia, Germania e Italia, oggi il momento tanto atteso: “laurea magistrale in Economia e Politiche del territorio e dell’impresa con Curriculum internazionale”, con voto finale 110.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE POMPE FUNEBRI DEL CAPOGRUPPO CONSILIARE CIANGHEROTTI 

«La farsa del Governo sulle partite Iva»

Oggi ho chiesto ad una Agenzia di Pompe Funebri un preventivo per sapere quanto costerà il funerale per migliaia, forse milioni di partite Iva in Italia grazie al Dcpm (acronimo per dire democrazia sospesa) di Conte, non l’allenatore dell’Inter, ma del sedicente presidente (p minuscola voluta) del Consiglio!
Albenga (27.10.20) «La crisi profonda delle partite iva è iniziata ancor prima del lockdown di primavera. Per colpa di un Governo incapace a trovare soluzioni le partite Iva sono state messe al tappeto. Idee scellerate e direttive che hanno prodotto solo guai. Abbiamo già chiesto un preventivo alle onoranze funebri sui funerali delle partite Iva. Molti, purtroppo, si arrenderanno». Lo aveva già previsto all’inizio della pandemia, la primavera scorsa, Eraldo Ciangherotti, consigliere di Forza Italia che prima o poi la situazione sarebbe esplosa. «In tutta Italia ieri è sfilata la rabbia e l’orgoglio delle partite Iva messe in ginocchio dall’ultimo Dpcm con le sue chiusure inspiegabili e inspiegate. Non capiscono perché loro e solo loro debbono pagare perché il virus è sfuggito di controllo all’esecutivo. Ristoratori e bar sono additati di essere i responsabili di qualcosa di cui non hanno alcuna colpa, e la rabbia monta anche per quello. Hanno sentito troppe promesse fasulle nella primavera scorsa, hanno atteso mesi aiuti a fondo perduto che non arrivavano, aspettano ancora casse integrazioni non pagate dall’Inps, si sentono beffati da quei 600 euro ricevuti anche quelli con gran ritardo nei mesi scorsi come fosse stato quella la perdita ricevuta dal lockdown – continua Ciangherotti – Hanno l’orgoglio di chi è ripartito prima dell’estate nel solo modo che conoscono: rimboccandosi le maniche come sempre avevano fatto, investendo risorse che non avevano e hanno ottenuto indebitandosi di più. Proprio per questo non accettano decisioni (senza soluzioni e aiuti veri) del governo. Con tutto quel che hanno passato le partite Iva non credono più a nessuno di quelli che annuncia, promette, comunica grandi stanziamenti e risarcimenti. Non si calmeranno fino a quando non li avranno in tasca e potranno contarli, moneta dopo moneta». «Sbagliato – secondo Ciangherotti – accusare bar e ristoranti di aver fatto aumentare i contagi quando hanno investito soldi in sicurezza. Servono dati inoppugnabili e spiegazioni per le scelte che si fanno. Che dati ha il governo sui contagi della movida? Quanti contagi al cinema? Quanti nei teatri? Quanti nelle piscine e nelle palestre? Chiediamo ufficialmente di fornirci gli studi e le evidenze scientifiche prodotti dal Comitato Tecnico Scientifico che dimostrino che tutti questi luoghi sono la causa della risalita dei contagi».
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M. Di Giuseppe

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