Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona, freschi di stampa. Due libri di
Gian Luigi Bruzzone editi da Storia Patria
La città vista da antichi autori e viaggiatori
E l’amicizia ignota tra Borelli e Caroggio

Due libri dello scrittore e studioso Gian Luigi Bruzzone cellese. Il primo racconta Savona vista con gli occhi di autori antichi e di viaggiatori del passato. La città godeva un tempo di una fama ben superiore a quella odierna, in particolare nell’età di mezzo e nell’età definita a ragione roveresca, quasi mitica. Il secondo libro rivela Paolo Boselli, il longevo politico savonese che volle testimoniare con un epitaffio celebrativo l’amico di una vita Angelo Caroggio: un’amicizia pressoché sconosciuta ed emersa in tutta evidenza  grazie ad un fausto ritrovamento in soffitta del loro carteggio.

 di Gian Luigi Bruzzone

 

Savona in antichi autori e libri di viaggio

con un saggio bibliografico sulla Liguria

PREFAZIONE – Savona, Società di Storia Patria 2020.

  Il presente volumetto accoglie un discorso su Savona vista con gli occhi di autori antichi e di viaggiatori del passato. La città godeva un tempo di una fama ben superiore a quella odierna, in particolare nell’età di mezzo e nell’età definita a ragione roveresca, quasi mitica. Un discorso inteso a rammentare pressoché tutte le testimonianze pertinenti disponibili, ma discorso, non catalogo col riporto fedele ed integro dei testi. Le sintesi peraltro non vanno disprezzate: esse  favoriscono la comprensione di un determinato fenomeno dall’alto, stornando il pericolo di un frammentarismo eccessivamente analitico a motivo del quale si può smarrire il filo conduttore e rimanere frastornati da una miriade di minutaglie.

            Ascoltare quanto gli altri dicono di noi desta sempre una spontanea curiosità. E risulta istruttivo altresì, sopra tutto se si avanzano critiche, appunti e si biasimano difetti. Essi – s’intende – possono corrispondere alla realtà ovvero provenire dai preconcetti del viaggiatore, dell’autore o da un loro particolare stato d’animo del momento. Del resto quando si viaggia con fretta, gli abusi, inevitabili nelle cose di questo mondo, sono non di rado considerate le leggi del paese: già lo rilevava il Voltaire.

            Di certo, un’attenta lettura di queste testimonianze  consente di intuire in maniera più o meno articolata e profonda la Weltanschauung loro sottesa, una concezione di un popolo, di una cultura, di un’ideologia nelle quali l’autore nasceva, era formato e ne era immerso.

            Conoscere questi testi è un conversare con uomini del passato, è quasi lo stesso che viaggiare, per servirsi di un’espressione di Cartesio. E grazie al viaggio acquisiremo l’esperienza: l’etimologia stessa suggerisce l’idea di cammino, di percorso, giacché πειρω significa attraversare. Uscire da un luogo culturale, esistenziale, cognitivo, pratico per giungere in un altro diverso che vi fa vedere, vivere, comprendere, agire in  modo diverso e talora nuovo. L’ esperienza sfocerà nell’apprendimento e l’apprendimento sarà coronato dalla conoscenza. Sine experientia nihil sufficienter sciri potest, sentenziava – fra gli altri – Ruggero Bacone*

La seconda parte del volumetto accoglie un saggio bibliografico sul nostro argomento non più circoscritto a Savona, bensì esteso all’intera Liguria. Impresa peregrina? Non direi; corrobora il desiderio della sintesi sopra menzionata: fornisce elementi effettivi dai quali si colgono filoni, interessi, mode, gusti variegati a seconda del periodo storico. Non solo, una mera lettura mostra l’accavallarsi di riprese dei medesimi testi e dei medesimi viaggiatori e può schiudere altre piste di ricerca. E poi mi sovviene un passo di Ludovico Antonio Muratori, in una lettera al conte Giovanni Artico di Parma del 10 novembre 1721, là dove sentenzia: «Il solo ridire il detto non farà mai onore a un letterato. Bisogna ingegnarsi di accrescere il pubblico tesoro del sapere in qualunque arte o scienza che si coltivi».  

Paolo Boselli & Angelo Caroggio

PREFAZIONE – Premessa. Un’amicizia pressoché sconosciuta questa di Paolo Boselli con Angelo Caroggio, eppure  costante, convinta, durata usque ad mortem et post mortem, dal momento che il longevo politico savonese volle testimoniare con un epitafio celebrativo l’amico di una vita. Sodalizio esteso ai familiari e sopra tutto fattivo, non consistendo in vacui salamelecchi, ma teso a promuovere tutto il bene possibile per Savona.

Professionisti che si sentirono sulla medesima lunghezza d’onda, accomunati da una formazione approfondita e soda, da una cultura poliedrica ed equilibrata, il tutto asceso ad amicizia potenziata dal comune amore per la propria città. L’amicizia verace è effusiva: per questo furono ambedue paladini per risolvere i precipui problemi del microcosmo sabazio loro contemporaneo, dalle vie di comunicazione, in particolare quelle ferroviarie, alle strutture portuali, all’assistenza dei più bisognosi, ad iniziare dagli orfani e dagli anziani più o meno autosufficienti. Le opere caritatevoli sbocciate attorno al Santuario di N.S. di Misericordia, furono oggetto delle cure del Caroggio. Ed anche il sacro edificio, sorto a seguito della provvidenziale apparizione del 18 marzo 1536.

Amicizia pressoché sconosciuta – s’è detto – ma grazie ad un fausto ritrovamento in soffitta del carteggio qui proposto alla lettura di animi sensibili e gentili, potremo formarcene un’idea. E potremo arguire lo spirito di servizio per i proprii simili, nella fattispecie per i cittadini savonesi, motore dell’agire dei Nostri.

Le lettere rappresentano (quasi sempre) i documenti più fededegni dell’indole, della psicologia e degli intenti sottesi al pensiero e all’opera di chi le concepisce. La sincerità ed anche la franchezza sono il fondamento del rapporto amicale più genuino.

Al centro del dialogo dei Nostri si accampa il problema – fra gli altri – della linea ferroviaria  Savona-Torino: esigenza non certo nuova, ove si rammenti che era già auspicata all’indomani dell’assegnazione della Liguria al Regno sardo, stabilita dal Congresso di Vienna. Questo carteggio, semplice e familiare, evidenzia quanto sia tutt’ora insoluto un valido collegamento tra il capoluogo subalpino e le sponde del Mediterraneo più vicine. Evidenzia altresì il virtuoso sodalizio fra una realtà locale ed un uomo di governo, che nell’amata città natale sa di avere un professionista competente, fededegno e disinteressato, dal quale apprendere le effettive e concrete necessità.

All’attento lettore non sfuggirà quanto sia il conflitto italo-turco, sia la grande guerra siano assenti. Come, il capo del governo di unità nazionale, il deputato di una vita, il politico per vocazione non accenna agli eventi cardini di quegli anni? Anzi di un’intera epoca, né si può dubitare circa la consapevolezza storica da parte dello statista savonese, né di quanto coltivasse la memoria di vicende e di personaggi del passato appena trascorso. Fra il ventaglio di possibili risposte, rammento la mancanza di tempo per gl’impegni ond’erano oberati, lo scopo preciso e circoscritto dei reciproci messaggi, la possibilità di parlarsi ogni tanto di persona e – del resto – i temi politici e bellici postulano tempo e spazio spropositati in un carteggio privato. Inoltre, rispetto ai secoli precedenti, e pur con la censura, molte notizie potevano attingersi dalla stampa.

Ne pereant fragmenta, ammonisce la sentenza evangelica e però abbiamo deciso di donare ad un ente culturale della città questo carteggio, pegno di due benemerite esistenze.

Gian Luigi Bruzzone 

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