Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga 30 anni fa il papa polacco, ora santo,
nominava vescovo don Mario Oliveri

Ha scritto Luigi Tezel, funzionario comunale di Alassio, esponente di Fratelli d’Italia, sulla sua pagina Facebook: Trent’anni fa Sua Santità San Giovanni Paolo II nominava Mons. Mario Oliveri successore di Mons. Alessandro Pizza Vescovo di Albenga Imperia.

Papa Giovanni Paolo II ed il neo porporato mons. Mario Oliveri

Auguri Eccellenza noi preghiamo per Lei! XXX ANNIVERSARIO

Il 29 Settembre 1990 nella Festa di San Michele Arcangelo il Santo Padre Giovanni Paolo II eleggeva il 46enne Mons. Mario Oliveri quale Vescovo della Diocesi di Albenga- Imperia e Lo chiamava a succedere al Vescovo S.E. Rev.ma Mons. +Alessandro Piazza.
Ad multos annos Eccellenza!
E SEMPRE DAL GEOM. LUIGI UNA NOTA DI BUON UMORE SENZA DIMENTICARE LA PROPRIA FEDE
IL COMMIATO  di S. E. Mons. Mario Oliveri, al termine della sua  missione di Vescovo di Albenga-Imperia

(Albenga, li 1 Settembre 2016, ore 12.00)
Sono venuto qui non di mia iniziativa, ma inviato dalla volontà del Papa san Giovanni Paolo II; ora lascio il mio ufficio e ministero di Vescovo di Albenga-Imperia per un atto di comunione soprannaturale-ecclesiale con il successore di Pietro, il Papa Francesco.
Lascio con dolore, poiché ho amato tutto quello che ho compiuto in questi quasi ventisei anni; l’ho amato poiché ho molto amato la Chiesa particolare di Albenga-Imperia in tutte le sue componenti e soprattutto nei suoi sacerdoti.
Diventato Vescovo emerito, non avrò più il governo pastorale, ma non potrò spogliarmi dell’animo pastorale, né della paternità spirituale che ho fortemente sentita e vissuta negli anni del mio episcopato nella Diocesi di Albenga-Imperia.
Il pensiero di tutto quello che è avvenuto un questi lunghi anni acquieta ampiamente il dolore ed anzi  mi porta ad esprimere innanzitutto il mio ringraziamento a Dio, che è stato così ricco di doni per me e per tutta la Chiesa particolare di cui sono stato fatto Padre e Pastore. La Grazia divina mi ha reso possibile vivere tutto in rendimento di grazie e ha reso feconda l’opera di evangelizzazione e di santificazione che è stata compiuta, senza mai venir meno, attraverso l’annunzio e la trasmissione fedele della Parola di Dio, attraverso la Grazia dei Sacramenti della Chiesa, soprattutto nella celebrazione dei Divini
Misteri, della Divina Liturgia, della Divina Eucaristia “fonte e culmine” di tutta la missione e la vita della Chiesa, sacrificio dell’Agnello immolato, nutrimento della vera vita soprannaturale e della vita vissuta secondo il grande Comandamento della Carità.
Ho viva coscienza di tutto quello che ho ricevuto di bene dalla Chiesa particolare della quale sono stato Vescovo e certamente anche del bene che Dio ha dato a questa Chiesa per mezzo del mio ministero episcopale. A Dio Padre, al Suo Figlio unigenito e allo Spirito Santo sia lode perenne.
Riandando coll’animo ai propositi della mia Ordinazione episcopale ed ai programmi espressi nell’omelia del giorno dell’inizio in Diocesi del mio ministero episcopale, quanta materia e quanto argomento di esame, di umiltà, per me e per molti. Quanti motivi per confidare nella Misericordia Divina e per ringraziare per la sua continua assistenza ed elargizione di Grazia e di benedizioni, per non aver mai lasciato cadere in scoraggiamenti o delusioni, anche di fronte a ciò che di meno positivo e di meno buono vi è stato, sotto alcuni aspetti, nella vita della Chiesa particolare in questi lunghi anni del mio episcopato.
Con trepidazione, ma mettendomi dinnanzi a Dio, oso dire che volontariamente non sono venuto mai meno ai miei propositi ed ai miei programmi, né tantomeno alla visione teologica-soprannaturale della vera natura e della vera missione della Chiesa.
Il mio sguardo va ora non solamente al passato ma anche al futuro: un futuro per me di grande raccoglimento, nella preghiera personale e liturgica, nella meditazione, nell’essere ancora di qualche utilità in ciò che mi sarà dato di compiere con umiltà ma in conformità alla missione della Chiesa e  del posto che un Vescovo emerito può e deve ancora avere nella Chiesa, Una,  Santa, Cattolica ed Apostolica. Non mancherò nei confronti del nuovo Vescovo , al quale dico la mia cordiale vicinanza spirituale e tutta la mia fraterna considerazione, e nei riguardi della Chiesa particolare che io ho “retto, governato e guidato”, e che egli ora deve “reggere, governare e guidare” nella fedeltà alla Tradizione Apostolica, di comportarmi in conformità a quanto mi è chiesto dalla Santa Sede, nella persona del Prefetto della Congregazione per i Vescovi, e  cioè ”di voler contribuire con le Sue parole e con i Suoi gesti, notoriamente ispirati dalla bontà, dalla cristiana carità e dalla saggezza pastorale , al rasserenamento degli animi, al mantenimento della pace nei cuori dei sacerdoti e dei fedeli di codesta comunità diocesana”.
A tutti chiedo qualcosa anch’io: di continuare a ricordarmi, soprattutto all’Altare del Signore, nella Celebrazione Sacramentale del Santo Sacrificio di Cristo.
Dio ci benedica tutti!
+ Mario Oliveri
Vescovo emerito di Albenga-Imperia
ALBENGA MOSTRA DI ARTE SACRA
 
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