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Pietra Ligure, l’assalto a Trabocchetto
Nel mirino era finito Morello sindaco
Quella lettera rimasta senza risposta

Oltre mezzo secolo da cronista di provincia. Un archivio ‘monstre’, utile soprattutto per la serie ‘come è finita’ e cosa non si è più scritto e saputo. Di recente la collina ‘magica’ del Trabocchetto è tornata a far notizia per la meritevole iniziativa del ‘restauro’ della croce simbolo di Pietra Ligure. Nel lontano passato (già nei primi anni ’70) si era scatenata una furibonda polemica sui beneficiari della speculazione edilizia nella cittadina. Con una lettera alla quale l’allora primo cittadino Aldo Morello, (morto nel 1996), promise invano una risposta. Mentre nel 1981, su iniziativa dell’allora giovane sostituto procuratore della Repubblica di Savona, Filippo Maffeo (famiglia immigrata a Loano), nel corso di perquisizioni, vennero alla luce logge e affiliati anche in terra pietrese e dintorni. 

In realtà nell’ambito di altre inchieste (discariche di rifiuti tossici) precedenti, sempre a seguito di perquisizioni, fu trovato materiale sulla massoneria savonese. Non è da escludere che anche allora, come accade oggi, sorsero contrasti tra logge e fratelli di varie obbedienze. E il ‘delatore’ della lettera – denuncia, inviata all’ora giovane cronista, fosse vicino a quell’ambiente. Capace /i di una meticolosa opera di intelligence (peraltro non inedita) nell’esporre circostanze e presunti dati di fatto.

Non la mostrammo all’allora sindaco Morello, ma formulammo una serie di domande, rimaste senza risposta in attesa di ‘riscontro degli uffici’. Oggi come ieri non è un atto d’accusa, anche perchè molti dei protagonisti non sono più in vita.  Tuttavia se c’è qualcuno che ritiene di poter intervenire con chiarimenti per un contributo alla verità storica sia benvenuto. Sull’area del Trabocchetto non ci sono solo ville e villette, palazzi e palazzine, vie e strade spesso anguste, tortuosi tornanti. Sarebbe, ad esempio, utile sapere quali sia la sorte delle aree che furono cedute al Comune nell’ambito delle concessioni edilizie. Esiste una mappa ? Può essere, come è stato segnalato in qualche caso, che terreni destinati alla collettività siano di fatto tornati a beneficio di privati ? Magari anche recintati ?

Nel marzo del 1974 (data di spedizione della lettera) il problema non era certamente d’attualità, semmai si diramavano altri scenari. Soprattutto con l’epicentro in aree edificabili e il proliferare di san cemento, iniziato già ai tempi di Giacomo Negro sindaco nella zona più vicina al mare.

Certamente quelle 10 domande di  asseriti ‘bene informati’ meritavano una risposta. E il cronista non svolge attività di polizia giudiziaria. Lo ammettiamo, non siamo stati sufficientemente tenaci nell’approfondire, confidando nella collaborazione dell’allora primo cittadino. Un ‘pro memoria’ rimasto tale, ma ce n’era per tutti o quasi verrebbe da concludere. Come non bastasse, qualche mese dopo, di fronte al nostro ‘silenzio mediatico’, seguì un secondo dossier che conteneva estratti conto e movimentazioni bancarie. Difficile non immaginare che la talpa a quel punto non fosse ben addentro, ma il nostro ruolo avrebbe finito per divaricare. E poi poteva sempre trattarsi di documentazione contraffatta, creata ad arte come ‘polpetta’ per ingannare il giornalista gia’ impegnato  in altre situazioni ‘scottanti’. Il giustiere /i potevano sempre rivolgersi all’autorità giudiziaria, alla Guardia di Finanza. Ovviamente ignoriamo se quel materiale avesse avuto altri destinatari. In realtà si ebbe notizia di qualche indagine, ma a memoria ricordiamo solo il coinvolgimento di un paio di facoltosi imprenditori pietresi in appalti pubblici, edifici scolastici in particolare. E forse aree interessate dal Piano regolatore. Senza strascichi penali rilevanti.

IL DOCUMENTO DELLA LOGGIA ELEUTERIA (OBBEDIENZA DI PIAZZA DEL GESU’) CHE FU SEQUESTRATO DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA CON LA LISTA DI 30 NOMINATIVI, DI CUI DUE IN SONNO. Il PRIMO NOME ERA QUELLO DEL CAV. GIACOMO ACCAME CHE ALMENO, CON IL CRONISTA, NON HA MAI NASCOSTO, PUR SENZA ESALTARLA, LA SUA AFFILIAZIONE SIA QUANDO MILITAVA NEL PLI, SIA CON LA LEGA DI SALVINI, CHE PERALTRO ALL’ARTICOLO 8 (IGNORIAMO SE SIA ANCORA EFFICACE) VIETA L’APPARTENENZA ALLA MASSONERIA IN UNA REALTA’ PROVINCIALE E LIGURI DOVE ‘SALVINI PREMIER’ PUO’ FREGIARSI DEL PRIMATO DI ‘MILITANTI ESOTERICI’.

Utile precisare che  questa lista di nomi l’abbiamo pubblicata anche in anni non lontani e non rappresenta dunque alcun scoop. Il primo quotidiano italiano che pubblicò l’elenco di tutti gli affiliati dapprima alla massoneria savonese, poi imperiese e ligure, è stato Il Secolo XIX con l’avvio dell’indagine di Maffeo, approfondita con il terremoto dell’inchiesta Teardo e il rapporto sulle logge locali dell’allora comandante provinciale dei carabinieri Nicolò Bozzo che fu braccio destro del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Tra le carte i nominativi di ‘fratelli’ all’orecchio del Gran Maestro. La presenza di una loggia, La Camea, in origine collegata con ambienti  siciliani e dello spezzino.

 

 

 

 

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