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L’Autofiori compie 60 anni
Inaugurata da Taviani, Moro e Russo
Oppressa dal traffico e ora con 16 autovelox

In occasione del suo 50esimo compleanno l’Autostrada dei Fiori fu festeggiata e portata ad esempio di una grande opera realizzata in 6 anni. Ma anche l’autostrada ”lastricata d’oro” per gli alti costi a km. In realtà 90 viadotti, 67 gallerie, 14 svincoli, 11 aree di servizio. Il Sole 24 Ore ricordava, nell’anniversario, che rimane un’arteria strategica, la sola seria alternativa al corridoio 5 che collega Lisbona a Kiev, l’unica via internazionale aperta tutto l’anno. Ma anche la realtà di un’autostrada ‘imbuto’, a intasamenti free, non più in grado di reggere alle esigenze del movimento commerciale e turistico.  

Da oltre 30 anni è sul tappeto dei progetti l’Albenga – Garessio con una Spa ancora operativa, una dipendente e Cda con sede nel paese della Val Tanaro. Altro progetto ultradecennale è l’Albenga – Carcare – Predosa, in alternativa Borghetto S. Spirito. Invocato a gran voce dall’ex ministro e tornato sindaco della sua Imperia, Claudio Scajola. Tenacemente contestato non sono da ‘ambientalisti’ e ‘Verdi’, anche da alcune amministrazioni comunali. Proposti pure altri tracciati meno ‘impattanti’ pur alleggerire la morsa sull’Autofiori che, tra l’altro, è alle prese con l’assenza pressoché totale di una corsia di emergenza. Ma la politica continua a non brillare. A non saper decidere e realizzare.

Purtroppo anche nelle infrastrutture viarie e ferroviarie il Bel Paese occupa le ultime postazioni in Europa. E’ di questi giorni, infine, la polemica sulla pioggia di nuovi autovelox (16) pronti per entrare in funzioni, con adeguata segnalazione anche luminosa informa il comandante della Polstrada di Imperia, Gianfranco Crocco. Che l’autostrada sia spesso trasformata in ‘pista di velocità’ non è un mistero e alle cattive abitudini delle auto con targa nazionale, l’esempio è seguito da ‘stranieri’, in particolare auto targate Principato di Monaco. Non pagano i verbali ? Hanno fatto notizia (e presto dimenticati) i casi di ‘Ferrari’ e ‘Porsche’  sorprese a 300 km all’ora. Comunque non si ricorda la pubblicazione di statistiche su incidenti, multe elevate, patenti ritirate per chi transita sull’A10. Il problema resta il rispetto dei limiti di velocità e la sicurezza. Per chi è uso percorrere le autostrade Svizzere non è comunque una sorpresa viaggiare sotto sorveglianza con particolare riguardo nei tratti critici. Il fatto è che anche gli svizzeri, ligi alle regole in patria, in Italia sanno che farla franca non è poi così raro. Si possono percorrere le autostrade dal confine di Ventimiglia a quello Svizzero senza incontrare pattuglie della Polstrada.

IL SOLE 24 ORE IN OCCASIONE DEL 50 ANNI DELL’AUTOSTRADA

RICORDO DI LUIGI GIGLIO: E’ STATO CAPO UFFICIO STAMPA DELL’AUTOFIORI

Non trascorreva praticamente giorno che il non più ‘ragazzino’  Luigi Giglio, nato a Imperia il 24 aprile 1923, giornalista professionista dal  1° agosto 1963, contattasse il cronista per gli aggiornamenti. Sempre disponibile e raggiungibile telefonicamente, in ufficio come a casa, nei giorni festivi. Scrupoloso e rispettoso del lavoro dei colleghi. Una grande passione per la montagna tanto che aveva la sua residenza nella frazione Viozene di Ormea. Ha resistito finchè le forze lo hanno aiutato. Era la voce ufficiale dell’Autofiori e  sapeva anche farsi interprete dell istanze. Come nel caso dell’apertura del casello di Borghetto S. Spirito per alleggerire l’intasato casello di Pietra Ligure e dare ‘fiato’ alle opportunità della Val Varatella, con le grotte di Toirano, per anni tra le mete più visitate della Liguria, battevano persino l’Acquario di Genova.  “Il merito è stata anche della lunga campagna di stampa che Il Secolo XIX con la redazione di Savona aveva portato avanti denunciando i gravi disagi e le opportunità” soleva ripetere il collega Giglio. Un giornalista mai sopra le righe, garbato e gran signore nei rapporti umani e professionali. Rispetto, pazienza, conoscenza dei problemi che trattava arricchivano il suo bagaglio.

Luigi Giglio è stato per anni capo ufficio stampa e ‘voce’ ufficiale dell’Autofiori dalla sede di Imperia

Era il decano dei giornalisti liguri, e avrebbe compiuto 97 anni tra pochi giorni. Luigi Giglio è spirato all’ospedale di Aosta dove era stato ricoverato per una brutta caduta nella casa di riposo nella quale si era trasferito dalla sua Imperia. «Accudito con affetto dai nipoti, si è spento fra le montagne che, con il mare, sono state le sue autentiche passioni», dice l’avvocato Emilio Varaldo che era andato a trovarlo di recente.

A capo della redazione della Gazzetta del Popolo, Giglio (compagno di liceo del musicista Luciano Berio e dello scrittore Germano Lombardi) si era distinto nel 1964, quando aveva anticipato tutti i colleghi comunicando al telegiornale Rai il verdetto del «delitto del bitter» subito dopo la sentenza della Corte d’Assise.

Giglio è stato anche responsabile dell’ufficio stampa dell’Autostrada dei Fiori, corrispondente della Rai, collaboratore de La Casana di Banca Carige e redattore con Jacopo Varaldo de «La Vuxe» della Cumpagnia de l’Urivu.

E 16 AUTOVELOX ANTI VELOCITA’ – IL SECOLO XIX


IL CONSIGLIERE COMUNALE DI VENTIMIGLIA CONTESTA

 

 

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