Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Monesi di Triora, un record europeo
A 104 km dal Comune capoluogo, 2 ore e 15
La petizione (abortita) per trasferire la frazione sotto Mendatica che dista a 11,5 km


E’ trascorso qualche anno, c’è un retroscena nella storia di Monesi di Triora che non era mai stato svelato e a conoscenza di una ristretta cerchia di persone. Nessuna  carboneria o istigazione alla rivolta. Una richiesta e proposta con argomentazioni e dati di fatto concreti. Purtroppo nel Bel Paese siamo condannati a far vincere l’immobilismo.

Il ‘faremo’ che resta tale. Una delle tante ragioni per cui l’Italia si ritrova fanalino di coda nell’Europa che corre veloce. Non parliamo poi delle condizioni delle nostre Alpi.

Il paese Italia incapace di decidere, incollati dalla cialtroneria diffusa che cura di volta in volta l’orticello elettorale. Ci sono le statistiche, c’è il confronto. Pensiamo a cosa erano i Pirenei (tra Francia e Spagna e cosa sono oggi, pensiamo al vicino entroterra della Costa Azzurra, le zone di montagna che un tempo erano italiane). Noi imbattibili nelle promesse perlopiù da marinaio. L’80 per cento del patrimonio immobiliare (dei nostri paesi montanari) vuoto e in buona parte abbandonato a se stesso, sempre più fatiscente. Monesi era diventata una risorsa e doveva essere una priorità da salvare, ma senza aspirina, con investimenti pubblici prima di tutto, il sostegno da ‘zona depressa’, di pari passo incentivi all’iniziativa privata, non da assistenzialismo.

Prima c’era lo Stato, poi la Regione che certamente non è mai stata avara verso la Riviera popolata e spendacciona. E’ vero si è ignorata la ‘viabilità ordinaria’, la rete ferroviaria verso il Basso Piemonte, la Garessio – Albenga, il tunnel di Cantarana, persino lo storico progetto della ferrovia Ormea – Pieve di Teco – Imperia. In compenso ha speso miliardi per opere a mare, dai porti, alle infrastrutture portuali, al ripascimento e difesa delle spiagge, sempre premurosi e generosi con la potente ed unita lobby dei Bagni Marini.

La Valle Argentina

In quel di Monesi di Triora (da trasferire al Comune di Mendatica) doveva essere un’iniziativa che partiva dal basso, una raccolta firme. In ossequio ad una precisa normativa della Regione Liguria. Servivano almeno tre firme di residenti (a Monesi di Triora) per sostenere la petizione popolare, ma ormai, rispetto al passato, non risultavano più iscritti all’anagrafe della frazione di quel Comune. Trucioli.it ha chiesto ad un cittadino sanremese, memoria storica da seconda casa a Monesi di Mendatica, già attivo presidente dell’ex Associazione Monesi Borgo Antico, fondata nel 1995, di ‘descrivere’ quella proposta ‘abortita’. Tutt’altro che irragionevole e motivata.

Nel ponente ligure c’era un altro caso. Quello del Comune di Alto (in provincia di Cuneo), sentinella alpina della savonese Val Pennavaire. Qui  in ballo la vicinanza  e comodità con la vallata di Albenga, l’ospedale, il servizio giornaliero di  linea TPL, la zona di lavoro per tanti altesi. Se n’era parlato e scritto più di una volta nel corso dei decenni (archivio stampa inizia fine anni ’60). La rinuncia ? La Provincia di Cuneo sarebbe più solerte e generosa alla richieste e ai bisogni del Comune di Alto e dei residenti. Il sindaco più votato non ha mai premuto l’acceleratore per il ‘distacco’. Non lontano c’è anche Caprauna ai confini con il Comune di Ormea. (L.Cor.)

LA BOZZA DA SOTTOPORRE AI FIRMATARI PER LA PETIZIONE

CHE DOVEVA ESSERE INVIATA ALLA REGIONE LIGURIA

NESSUNA GUERRA DI CAMPANILE, DI PRIVILEGI O LOBBY

“Una frazione del Comune di Triora nell’alta Valle Argentina sulle Alpi liguri,  in provincia di Imperia. Monesi è l’unica frazione triorese non situata nella valle Argentina ma in val Tanaro e per questo è più facilmente raggiungibile dal Comune di Mendatica dal quale dista 11,5 Km.- 4,82 Km. in linea d’aria – con un tempo di percorrenza di circa 19 minuti.

La distanza che separa la frazione di Monesi di Triora dal capoluogo è di  9,17 Km. in linea retta e di 104 Km. via Imperia su strada statale sempre transitabile in sicurezza con tempo di percorrenza di minimo 2 ore e 15 minuti. Con i mezzi pubblici (peraltro ormai assenti ndr) da Mendatica, coincidenza a Imperia e a Taggia circa 3 ore e 45 minuti.

Il percorso più breve è via Colle di San Bartolomeo pari a 65,54 Km. tempo di percorrenza 2 ore minimo ma il tratto di strada s.p. 17 e 26 Colle San Bartolomeo – Triora è stretto, tortuoso, spesso è chiuso al transito nei mesi invernali; su questo itinerario non sono disponibili mezzi pubblici.

I motivi, legati alla pastorizia di due secoli fa, che allora giustificarono la collocazione della parte alta della frazione di Monesi sotto il municipio di Triora, oggi sono inesistenti e dannosi. Da oltre sessant’anni nessun pastore di Triora pascola un solo quadrupede sulle pendici del monte Saccarello nella frazione di Monesi.

Inesistenti in quanto da oltre mezzo secolo il turismo ha sostituito la pastorizia; dannosi perché l’atteggiamento delle amministrazioni del comune di Triora nei confronti delle aspettative di Monesi ricorda più il feudo che la moderna gestione turistica di una località di alta montagna. Monesi ha bisogno di essere unita e non divisa. Che senso ha una frazione i cui abitanti, quasi tutti proprietari di seconde case, pagano diverse decine di migliaia di euro di Imu ad un comune lontano e assente? Quale utilità può avere un comune che in una delle sue frazioni non organizza alcunchè ne contribuisce ai costi per realizzare un minimo di indispensabili manifestazioni turistiche?

I pastori che nel secolo scorso da Triora raggiungevano, a piedi, le pendici del monte Saccarello, passando per il colle del Garezzo e scendevano fino al luogo dove negli anni 60 è nata la stazione turistica, quei pastori, ben sapevano che non si possono mungere le mucche prima di averle nutrite; sapevano che occorre seminare prima di raccogliere. Oggi il Comune di Triora munge e raccoglie senza più nutrire ne seminare.

La frazione di Monesi di Triora, riceve dal capoluogo lo zero virgola per cento di quello che i proprietari delle seconde case versano nelle casse del comune di Triora.

Oggi i luoghi turistici devono essere snelli e sensibili ed è loro dovere organizzare eventi, pena la chiusura delle attività turistiche e commerciali. Per ciò occorre la presenza sul posto dell’assessore al turismo; l’attuale assessore prende i voti dagli abitanti del comune di Triora ai quali non potrebbe importare di meno di Monesi. Però si tengono stretto il feudo per  continuare a fare cassa. Allo scopo di evidenziare, oltre ai citati aspetti anacronistici e logistici, la mancanza di considerazione dell’amministrazione comunale di Triora, citiamo una vicenda che non esitiamo a definire paradossale.

Il sindaco di Triora, il 22 ottobre 2014 ha emesso l’ordinanza n° 77 con la quale in ottemperanza alla D.G.R. n° 896/2013 della regione Liguria vietava gli sport invernali sul monte Saccarello. Se quella ordinanza sbadata non fosse stata ridimensionata, dopo le vivaci proteste delle associazioni interessate, la chiusura degli impianti sciistici sarebbe stata inevitabile; ristoranti, bar e negozi a seguire.

Della serie, ” occhio non vede cuore non duole” la lontananza sia fisica che mentale mette la sordina agli eventi negativi. Il sindaco di Triora si comporta come Homer Simpson: quando si trova in difficoltà si gira dall’altra parte perché il problema, se non lo vedi, nemmeno esiste. Però se l’ordinanza regionale avesse previsto di proibire la panificazione nel Comune di Triora per ridurre i casi di intolleranze al glutine, è facile supporre che lo stesso sindaco non avrebbe firmato senza leggere, senza comprendere o senza valutare i danni irreparabili che quella ordinanza demenziale avrebbe provocato ai suoi cittadini; quelli ai quali ha chiesto e chiederà il voto.

Per quanto sopra esposto chiediamo che la frazione Monesi di Triora sia trasferita dal Comune di Triora al Comune di Mendatica”.

Rinaldo Sartore

Firme …

Nota redazionale di trucioli – Il documento sopra citato, bene chiarirlo, non è stato diffuso oggi dall’ex presidente dell’Associazione Monesi Borgo Antico, Rinaldo Sartore. Era stato inviato, a suo tempo, anche agli uffici regionali che avevano consigliato l’iter da seguire. Copie diffuse, inoltre, a cittadini con seconda casa a Monesi e ad amministratori comunali.

Avevamo sbagliato, da giornalisti, a non compiere il nostro dovere di dare notizia senza chiedersi a chi giovi o meno. Ora che a Monesi sta nascendo un nuovo Comitato e si è rottamata l’Associazione che pure aveva non pochi meriti, è giusto darne conto. L’obiettivo è uno solo, rivolto ai politici di turno e ai loro fans o scudieri. E’ la nostra montagna, quella dove siamo nati e molti sono cresciuti, il malato grave della Liguria, la vera zona depressa, quella che da economia di sviluppo e locomotiva della valle Arroscia e Alto Tanaro (qual’era Monesi), è precipitata  da oltre 20 anni, nell’abisso.

Verissimo non servono i colpevoli, e ci sono, né sviscerare cause e concause; oltre alla viabilità, Monesi di Mendatica, resta in mezzo alla guado, causa movimento franoso che ha ancora dato segni di vita abbastanza recenti in alcune zone e richiede non meno di 6 milioni di euro.  Peraltro già richiesti dal Comune alla Regione Liguria.

La rinascita che non alimenti funamboliche aspettative, può arrivare solo da massicci investimenti pubblici capaci di fare da traino all’iniziativa privata. Basterebbe la metà di quanto ha speso in questi anni la Regione Liguria per il sostegno ai Balneari e ripascimenti di spiagge, vere e proprie galline dalle uova d’oro. Anche se dalle dichiarazione dei redditi dei titolari concessionari emergono proventi che consentano appena di sbarcare il lunario.

Ripascimenti che, a loro volta, sono appannaggio dei ‘signorotti del movimento terra’, business da sempre fiorente, in tandem con le cave ed estrazione di materiali. Negli anni si sono avvicendati, in Regione, la destra e l’estrema sinistra. La musica però non è cambiata. Anche i giornalisti spesso hanno la memoria corta. (l.c.)

E A BRIGA ALTA I FESTEGGIAMENTI…..IN ATTESA CHE IL MUNICIPIO RIAPRA E LASCIA LA SEDE PROVVISORIA DI ORMEA. L’AUGURIO CHE PER LE COMUNALI DEL 20-21 SETTEMBRE POSSANO ILLUMINARE GLI ELETTORI DI BUON SENSO E SI PONGA FINE ALLE ‘GUERRE’ DA POLLAIO PER PERSONALISMI. AVANTI LE PERSONE DI BUONA VOLONTA’ CHE NON MANCANO E CHE LA STORIA E GLI AVI DI BRIGA ALTA MERITANO

 


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R. Sartore

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