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Piana di Albenga che acqua usano gli agricoltori. Perché serve utilizzare la falda del sub alveo del Centa. I due acquedotti irrigui

Che acqua usano gli agricoltori della Piana d’Albenga?  Esistono due acquedotti irrigui. Uno dovrebbe essere chiuso perchè l’acqua non è più idonea. Occorre un nuovo pozzo di alimentazione. L’acqua per irrigare, ovviamente, possiede minori requisiti di idoneità di quella da bere. L’idoneità dell’acqua irrigua dipende sia dagli effetti indotti causati dai costituenti minerali dell’acqua, sia dagli effetti che provoca su piante e terreno agricolo.

di Michele Di Giuseppe

Solitamente si seguono i parametri dell’U.S.D.A. (United States Department of Agricoltura); ma, per esempio, rispetto alla salinità d’acqua irrigua non esistono parametri tassativi, pertanto le varie classificazioni sono del tutto relative o, tutt’al più, si fa riferimento alle diverse tipologie colturali.
Le acque delle zone non inquinate dal cuneo salino appartengono al gruppo delle acque BICARBONATE di tipo CALCITICO o ALCALINO terroso in cui predominano Ca+Mg su Na+K.
Se le analisi evidenziano l’aumento del Cl e SO4, allora l’acqua è classificata come acqua BICARBONATO-SOLFATO-CLORURATE o come acque SOLFATO-CLORURATO-BICARBONATE; se si aggiunge del Cl nelle zone del cuneo salino si avranno acque CLORURATO-SOLFATO-BICARBONATO.
Purtroppo sono state riscontrate acque ricche di CALCIO e, in minore quantità, di MAGNESIO e, quando i loro valori sono alti, questi tipi d’acque sono DANNOSE sia per le colture, sia per i terreni.
Essendo il Br un componente principale dell’acqua di mare esso aumenta nelle falde della costa inquinate dal cuneo salino a seconda della profondità, come per il Cl.
Le grandi superfici ricoperte con le SERRE impediscono l’infiltrazione superficiale di acque piovane, efficaci per la ricarica della falda freatica, ma vengono convogliate in canali cementati, tombinature e strade vicinali della Piana.
Per fortuna, oggi, la Legge Regionale n. 9 del 1993 VIETA la CEMENTAZIONE dell’ALVEO dei RII.
La cementazione degli alvei dei rii impedisce il RIPASCIMENTO delle SPIAGGE e rendono oltremodo difficoltosa l’alimentazione delle falde.
Ciò è facilmente comprensibile se si osserva (per esempio, da sopra un ponte “finale” del Rio Carenda, dotato da un discreto bacino di alimentazione) durante una intensa e prolungata PRECIPITAZIONE METEORICA, la quantità d’acqua che – velocemente – fluisce in mare.
Ecco perché un periodo a forte precipitazione meteorica PEGGIORA la qualità dell’acqua sotterranea a breve termine.
Infatti accade che aumenta la presenza dei nitrati nella falda superficiale, per la lisciviazione del terreno agrario ed anche avviene un aumento della salinità, poiché l’innalzamento della falda recupera il contenuto salino depositato tra la granulometria del terreno della falda salmastra in diminuzione.
Necessitano, perciò, acquedotti irrigui, da alimentare da lontano del loro funzionamento e sarebbe ideale l’utilizzo della falda del subalveo del Fiume Centa, parte terminale del bacino imbrifero con il suo areale di circa 420 Kmq, che è il settore ligure con maggiore potenzialità idriche.
Oggi, i due acquedotti irrigui ( che servono parte della Piana d’Albenga) sono alimentati da due pozzi (P45 e PCNA): uno afferisce acqua irrigua idonea, l’altro dovrebbe essere chiuso, per la tutela della falda, poiché ormai la sua acqua non è più idonea per irrigare. Occorre un nuovo pozzo di alimentazione.
Non mancano i lavori (da eseguire) e neppure la forza lavoro (tra i tanti, molti disoccupati); ciò che manca è la capacità di progettare, distratti – come si è – dal “rumore” festaiolo, insulso e futile, alla Nicolini romanesco.
“CHI STA IN MA’ NAVIGA, CHI STA A TERRA ZUDEGA” (Chi sta in mare naviga, chi sta a terra giudica). “Sacci navegà segondo o vento se ti véu arrivà in porto a salvamento” (Impara a navigar secondo il vento se in porto vuoi arrivare a salvamento).

Michele Di Giuseppe

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